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Il corpo dei bersaglieri nasce il 18 giugno 1836 da un’idea innovativa di Alessandro La Marmora e con l’approvazione del Re Carlo Alberto. Fa parte, al suo esordio, dell’Esercito Piemontese ed è composto da un nuovo soldato agile ed efficiente, moralmente e fisicamente integro, dotato di slancio, manovriero e capace di operare a piccoli gruppi distaccati dai rigidi schieramenti. Il vestiario è ispirato alle esigenze degli interventi in mezzo alla natura, a volte selvaggia, con un cappello a larga tesa con piume scure per meglio mimetizzarsi e ripararsi dal sole e dalla pioggia. L’armamento è leggero con una carabina a tiro celere con 7-10 colpi in due minuti, precisa fino a 400 passi. (Da qui il nome di BERSAGLIERE che deriva da BERSAGLIO). Entusiasta ed intensa è l’attività svolta per la formazione, l’addestramento ed il perfezionamento dei reparti che aumentano sempre di più sotto la spinta del consenso che suscitano i giovani bersaglieri. Con la I^ guerra di Indipendenza questo nuovo corpo ha il battesimo del fuoco a Goito l’8 aprile 1848 facendosi onore e dimostrando tutta la propria versatilità. Negli anni a venire è stato un susseguirsi di interventi che hanno sempre dimostrato che il bersagliere è acerrimo avversario di ogni forma di prepotenza, ama la sua Patria ed è un soldato di pace. E’ stato presente nel 1951 con la grande alluvione del Polesine, nel 1963 con la tragedia del Vajont e in tantissime altre occasioni sia in Italia che all’estero. Oggi continua a dimostrare questa sua natura pacifica nelle parti del mondo dove è chiamato ad operare ed è apprezzato soprattutto per la sua grande umanità, per la sua socievolezza e per l’innata sportività che manifesta presentandosi di corsa al suono della fanfara meritandosi così l’entusiasmo e la simpatia della gente. |
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