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Giovedì, 02 Luglio 2020
In questo periodo pandemico, la condizione delle persone con disabilità si è aggravata in modo significativo e preponderante facendo emergere, ancor più, se ce ne fosse stato bisogno, tutte quelle criticità che li circondano.
Si può essere d’accordo o meno con le posizioni sostenute in questi giorni della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ma nessuno può sentirsi autorizzato ad attaccarla con epiteti sessisti e violenti. Quanto sta accadendo è ancora più sconcertante poiché a scrivere commenti sconci
“Abbiamo appreso dalla stampa come l’orso Papillon (M49) sia ora confinato in un’area ampia 0,8 ettari, assolutamente insufficiente per le sue esigenze”. Questo il pensiero delle portavoci del Gruppo Misto Silvia Benedetti, Sara Cunial e Paola Nugnes, che continuano: “Papillon non aveva
N.d. A Chi vuole continuare a passare una bella giornata di festa non legga. Festa dei lavoratori?   Siamo al primo maggio ma non ho molta voglia di festeggiare, sinceramente mi sembrerebbe d'essere uno di quei orchestrali che continuarono a suonare sul Titanic dopo che aveva già speronato l'iceberg. Forse il capitano gli avrà detto : <<... intrattenere gli ospiti è prioritario tanto non è successo nulla e il Titanic è inaffondabile, tutti lo sanno>>. 
In questi giorni di grave preoccupazione a causa dell’emergenza sanitaria occorre non dimenticarsi di quella ambientale”. Questo il monito della Deputata del Gruppo Misto Silvia Benedetti e della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune),  che continuano: “il 22 aprile si è celebrato, in tono minore a causa della pandemia globale che sta colpendo duramente il genere
“Vogliamo esprimere il nostro sostegno alle “Mamme di Revine” ed al “Gruppo Stop Pesticidi di Tarzo” che stanno raccogliendo firme per una petizione a favore dei laghi della vallata, perché quanto affermato dal Dr. Dal Vecchio non fa rimarcare la pericolosità dei fitosanitari, come noi
“Dalla Conferenza Stampa del Governatore Zaia ho appreso che le distillerie Bonollo hanno donato centomila bottiglie d’alcool alla Protezione Civile del Veneto. Si tratta di un gesto sicuramente apprezzabile; ora chiediamo da parte della Bonollo un maggiore impegno per la risoluzione
“E’ evidente che i cittadini del distretto 5 padovano hanno bisogno di un ospedale, quindi mi ha lasciato esterrefatta che ventidue sindaci siano stati segnalati alla Prefettura giovedì davanti all’ospedale di Schiavonia solamente per aver svolto il loro compito, ovvero portare avanti le istanze dei cittadini che li hanno eletti”. 
“Le farmacie costituiscono da sempre un punto di riferimento per i cittadini e lo sono ancor di più in un momento come quello attuale, dove risulta difficile recarsi dal proprio medico di base. Nonostante ciò la categoria dei farmacisti è stata dimenticata per quanto riguarda le misure di sicurezza sul posto di lavoro”. Questo il pensiero della deputata del Gruppo Misto Silvia Benedetti, che continua: “specialmente nei paesi più piccoli i cittadini faticano a comprendere la gravità
“Comprendo che in questo momento particolare e con una pandemia in atto, vengano prese decisioni difficili da parte delle istituzioni, tuttavia che l’ospedale di Schiavonia si occupi esclusivamente di malati COVID-19 rende ancora più difficile la vita degli abitanti della bassa padovana”. Questo il pensiero della portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati
“La giornata internazionale della donna si festeggia da ormai quasi un secolo in Italia: se in questo periodo vi sono stati progressi, ancora tanto rimane da fare per raggiungere una vera parità tra i due sessi”.
"L'incontro, avvenuto il 3 marzo, tra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e una delegazione dell'Intergruppo della Camera per i diritti delle donne è stato molto proficuo". Lo affermano le deputate presenti alla riunione, tenutasi nel pomeriggio a Palazzo Chigi, alla quale ha partecipato la ministra per le Pari Opportunita' e la Famiglia, Elena Bonetti.
“Sull’avvio della tecnologia 5G in Italia il Governo continua a fare orecchie da mercante, nonostante da più parti si sia messo in risalto che non si possa affermare la non pericolosità. Se a ciò aggiungiamo da un lato la sentenza d'appello del 3 dicembre 2019 di Torino, in cui si afferma
“Anche in Veneto trova conferma il vecchio adagio secondo cui la storia sia destinata a ripetersi: dopo il tentativo di riduzione del Parco Regionale dei Colli Euganei, ora sotto attacco è quello della Lessinia, con la riduzione della superficie protetta di oltre 1700 ettari. Un vero e proprio scempio,
“Apprendiamo oggi dalla stampa che anche per il 2020 circa 12 mila tonnellate di rifiuti provenienti dal bellunese arriveranno nella discarica tattica di Sant’Urbano.  Si tratta dell’ennesima conferma del fatto che la bassa padovana viene considerata la discarica del Veneto”. Questo il pensiero delle deputate del gruppo misto Silvia Benedetti e Sara Cunial e la consigliera regionale Patrizia Bartelle, che continuano: “Ad inizio 2019 è stato presentato un progetto che comprende l’ampliamento
La Stella di Miranda o Stella cometa di Miranda è un monumento industriale costituito da 80 corpi luminosi sulla sommità del monte Miranda, sopra alla quale sorge il borgo medievale di Miranda, frazione della città di Terni.Accesa durante il periodo natalizio, domina tutta Terni e la conca ternana ed è visibile da chilometri di distanza anche al di fuori della stessa.È stata progettata dal geometra Luciano Porrazzini, esperto di topografia ed amante della montagna ternana. Con i suoi ottanta punti luce in uno spazio di trentamila metri quadrati e nove chilometri di cavi elettrici è la cometa più grande d'Europa.
Presidio a Treviso, Piazza Indipendenza - sabato 4 gennaio alle ore 18.00L'arresto di Nicoletta Dosio, nota attivista No Tav, avvenuto il 30 dicembre scorso, è l'ennesimo atto repressivo ed intimidatorio contro il movimento che si oppone a questa grande opera.La detenzione della Dosio va ad aggiungersi a quelle di Giorgio, Mattia, Stella, Ennio, Luca,
“L’aggressione all’ex deputato Scotto di Leu durante la notte di San Silvestro in Piazza San Marco, colpevole di aver difeso la memoria di Anna Frank, rappresenta un atto riprovevole ed il segnale che il virus del fascismo non è stato purtroppo ancora completamente debellato”. Non usa mezzi termini la portavoce del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati Silvia Benedetti: “mi auguro e credo sia un’esigua minoranza di cretini, ma colpisce il fatto che siamo appena entrati negli anni venti del ventunesimo secolo mentre alcuni paiono essere rimasti ad un secolo fa. La lezione che i nostri avi hanno imparato sulla propria pelle non deve diventare un ricordo sbiadito: la democrazia e la libertà di pensiero oggi paiono una cosa scontata e per...
Zanoni (PD) “La Meloni difficilmente lo caccerà, l’associazione di Berlato le ha versato 70.000 euro.” Venezia, 27 dicembre 2019 – “Il collega consigliere regionale Sergio Berlato, il giorno di Natale ha dedicato una disgustosa vignetta “a tutte le signorine animaliste e vegane” pubblicandola nella sua pagina Facebook” – è questo il commento di Andrea Zanoni, consigliere regionale del Gruppo PD del Veneto e collega di Berlato. “La vignetta – prosegue Zanoni - mostra una donna stesa sul letto mentre un ginecologo la visita e le chiede se è da molto che non ha rapporti sessuali. Lei replica chiedendo il motivo di tale domanda e l'invito del ginecologo è quello di guardare lo schermo di un monitor...
La Regione Veneto finanzia con soldi pubblici la lobby della caccia: 350.000 euro nel 2018, 250.000 euro nel 2019 e 300.000 già previsti per il 2020. Quasi un milione di euro in tre anni. E questo è un dato.L’ACV, Associazione Cacciatori Veneti, nel 2018 ha ricevuto circa 64.000 euro dalla
Una mattina di presidio e comunità: gli inquilini Ater al consiglio regionale. E’ stata davvero una bella giornata, senza retorica. Non per il meteo sicuramente. Sin dalle prime ore della mattina la pioggia prima e il nevischio dopo ci hanno accompagnato dalle stazioni dei treni delle varie città sino a Palazzo Ferro Fini e viceversa. 
Alla presenza del sindaco Luigi Viaro, della Pro Loco, degli esponenti della Biblioteca comunale insieme a molti cittadini, è stato presentato il progetto "CULTURA DIFFUSA" che prevede l'installazione di una tabella stradale in alluminio provvista di un grande QR CODE e di un TAG NFC che porta il turista (ma anche i cittadini ovviamente che spesso ignorano i beni culturali del proprio paese), con il proprio cellulare, ad una pagina web che illustra il monumento, la chiesa o qualsiasi altra opera o personaggio storico a cui la tabella fa riferimento. Lettura o ascolto in cuffia e traduzione in varie lingue. Cultura a portata di click!
“A parole tutti vogliono salvare Venezia, alla prova dei fatti si scopre chi in realtà persegue altri interessi”. Queste le affermazioni della deputata del Gruppo misto Silvia Benedetti, che continua: “oggi la Lega ha presentato un Ordine del Giorno al Dl Fiscale in cui si chiede la revisione dell’IMPI, l’imposta municipale propria delle piattaforme marine, appena istituita e forse una delle poche
“I dati pubblicati dalla Polizia di Stato nei giorni scorsi riguardanti le violenze sulle donne In Italia sono preoccupanti e non possono essere ignorati dalle istituzioni”. Questo il pensiero delle deputate del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial, che proseguono: “Ottantotto donne al giorno, una ogni quarto d'ora. Un numero impressionante per un paese che si considera civile. Un numero
“La fine dei lavori sul MOSE così come prevista dalla mozione unitaria presentata dalla maggioranza è un enorme errore.” Questa l’affermazione della deputata Silvia Benedetti, che continua: “il proposito di salvare Venezia è un sentimento condiviso da tutti, ma proprio per questo non si
“Innanzitutto esprimo la mia vicinanza a tutti i veneziani che la notte passata ed oggi hanno avuto a che fare con un'acqua alta eccezionale, penso che ciascuno di noi abbia visto le immagini. In secondo luogo, mi stupisco di sentire colleghi di tutti gli schieramenti politici che ancora sostengono che bisogna completare il Mose, con un atteggiamento irresponsabile.”
Domenica 10 novembre 2019 a Vicenza si sono svolti i campionati regionali veneti maschili e femminili di scherma, solo per le specialità (armi) sciabola e fioretto. In Veneto sono presenti tra le migliori palestre (sale d'armi) d'Italia, di conseguenza tra i migliori atleti. Anche il Centro Scherma Rovigo, nato nel 1984 grazie al maestro Giovanni
L'inchiesta su Fincantieri sta scoperchiando una situazione vergognosa che con la Fiom denunciamo da più di 20 anni. Bastava parlare con i delegati sindacali o andare a volantinare ai cancelli per accorgersene.  Ma non ci sono da denunciare solo le tante complicità e omissioni della politica come degli ispettorati del lavoro o di magistrati disattenti rispetto a denunce della Fiom.
“La notizia che nei residenti nelle zone limitrofe alla famigerata C&C di Pernumia i medici di base abbiano riscontrato un aumento delle neoplasie rende ancora più preoccupante una situazione che pare non vedere una luce in fondo al tunnel. Ciò mi preoccupa molto, anche perché il Ministero dell’Ambiente pare completamente disinteressato alla questione”. Questo il pensiero di Silvia
Intervento della deputata nel Gruppo Misto Silvia Benedetti
“I tre presidenti europei delle associazioni dell’industria delle materie plastiche, schierandosi contro la proposta di imposta di 1000 € su ogni tonnellata di plastica, dimostrano di dare priorità all’interesse economico di pochi rispetto alla tutela dell’ambiente che è di tutti. ” Questo il pensiero delle deputate del gruppo misto Silvia Benedetti e Sara Cunial.
“Nuovi sbancamenti ma autorizzati prima della proclamazione, nuovi vigneti vicino alle scuole con pericolo di irrorazione di pesticidi ai bambini, ampliamento delle cubature degli immobili presenti, caporalato nei vigneti per la raccolta dell’uva e 40 aziende fuori legge su 40 controllate nel 2018 dall'Ispettorato del Lavoro. E’ questo il territorio che ha ricevuto il titolo di patrimonio
“Ci troviamo a commentare l’ennesimo femminicidio: speravamo che Giulia riuscisse a riprendersi ma purtroppo non ce l’ha fatta. Ci uniamo al dolore dei familiari e di chi stasera sfilerà ad Adria per ricordare Giulia ed al contempo vuole fermare quella che è una vera e propria strage”.
“4milioni e 622mila kg di pesticidi sversati nella Marca Trevigiana, in un anno. Nella sola provincia di Treviso sono stati utilizzati 727mila e 440 kg, pari al 15% del venduto. Peggio di così solo Verona. Stiamo parlando del peggio del peggio del nostro Paese. In Veneto vengono irrorati 12 kg per ettaro contro i 5 della media nazionale. Numeri folli che nessuno, tra Provincia e Regione, sta
A pagina 36 del programma Agricoltura del M5S c’è il paragrafo relativo agli Organismi Geneticamente Modificati e si può leggere “La speculazione sugli OGM riguarda le nuove biotecnologie, “genome editing” e “cisgenesi” che, benché molto più raffinate, soggiacciono alle stesse logiche di monocultura e di brevettualità di prodotto degli OGM e quindi alle stesse
“Da mesi ascoltiamo slogan propagandistici sui presunti risparmi derivanti dal cosiddetto ‘taglia-poltrone’. Nei fatti invece questa legge cambia solo i numeri della rappresentanza, tralasciando una revisione complessiva dei meccanismi e delle funzioni delle Camere stesse che incida realmente sulle casse dello Stato”. Cosi Benedetti Silvia e Sara Cunial, deputate del Gruppo Misto, spiega il suo voto contrario alla riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari.
“Tanti auguri all’Ente Parco Colli Euganeo per i suoi 30 anni! Non possiamo però augurargli altri 100 di questi giorni perché quello di giovedì sarà l’ennesimo compleanno in cui il Parco Colli sarà senza governance, senza un progetto, senza uno straccio di idea sul suo futuro.” Queste le affermazioni di Silvia Benedetti e Sara Cunial, portavoci alla Camera dei Deputati del Gruppo misto.
“Il cambiamento climatico sta minando il futuro di tutti noi e specialmente dei più giovani, che oggi 27 settembre scendono nuovamente in piazza in molte città italiane per gridare la necessità di agire prima che sia troppo tardi. Questi ragazzi costituiscono il nostro futuro e siamo convinte manifesteranno numerosi”. Queste le riflessioni delle Deputate del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial e della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle, che continuano: “a dover combattere il cambiamento climatico siamo chiamati tutti iniziando dai gesti più piccoli, come non utilizzare le automobili quando non è necessario e perdere l'abitudine dell'usa e getta. Le persone devono modificare il proprio stile di vita all'insegna della...
“Oramai è riconosciuto da tutti che la tutela dell’ambiente sia fondamentale e che ogni soggetto debba fare la propria parte. In quest’ottica auspichiamo che il referendum per bandire i pesticidi a Conegliano si svolga a breve, come sembrava dovesse avvenire fino a qualche giorno fa”. Questo il pensiero delle portavoci del Gruppo Misto Silvia Benedetti e Sara Cunial  riguardo la sospensione del referendum di Conegliano contro i pesticidi decisa dal sindaco Chies.
La rabbia di Greta Thunberg alle Nazioni unite - Il video integrale - OpenIl tuo browser non supporta il tag iframe ONU 22 SETTEMBRE 2019

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zagrebelsky 640(Fonte: Il Fatto Quotidiano - Silvia Truzzi) - Intorno al neopremier "una girandola di parole a vuoto". E nell'attivismo di Napolitano "prevale la paura del nuovo". Intervistato dal Fatto, il costituzionalista svolge un'analisi impietosa

del quadro politico in Italia. La nuova legge elettorale "dettata dall'arroganza e dagli interessi personali". Le larghe intese "la paralisi". E i Cinque Stelle?: "Tabula rasa non è un programma". Il Paese al bivio tra arroccamento del potere e apertura alla partecipazione, "per rianimare la politica" - Può succedere che, nella pausa di una lunga intervista, ti ritrovi in una cucina affacciata su un terrazzo precocemente fiorito, a far merenda con tè al gelsomino. E capita pure che l’intervistato t’interroghi all’improvviso sui romanzi dostoevskijani, l’Idiota in particolare. “A un certo punto, ricorderà, Ippolít dice a Myskin: ‘Principe, lei un giorno ha detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza’. In russo la parola mir vuol dire mondo e, allo stesso tempo, pace”. Per fortuna partecipa anche la figlia del professor Zagrebelsky, Giulia, studentessa di Lettere. “Abbiamo presente, per esempio, l’orrore in cui vivevano gl’immigrati di Rosarno? È pensabile che fossero in pace con i propri simili? Chi a Taranto è costretto tra le polveri dell’Ilva, non è nelle condizioni di spirito di chi respira aria di montagna. Chiediamoci se viviamo in un mondo bello o sempre più brutto, in ambienti disumani, dominati dalla violenza, dalla sopraffazione, dallo sfruttamento. Altro che bellezza! Che salvi il mondo, questo nostro mondo, è una frase da cioccolatino. Infatti, l’hanno ripetuta in molti, autocompiacendosi, in occasione dell’Oscar a La grande bellezza, come se fosse quella di Myskin. Oggi si parla per non dire nulla. E si è ascoltati proprio per questo. Il vuoto non disturba e, se è detto in certo modo, è anche seducente. In un “Miss Italia” di qualche anno fa, una ragazza, per presentarsi, ha pronunciato una frase memorabile: ‘Credo nei valori e mi sento vincente’. Una sintesi perfetta del grottesco che c’è nel tempo presente”.

Professore, che impressione le hanno fatto i discorsi del neo premier?
Mah! Non tutto piace a tutti allo stesso modo. In attesa di smentite, mi par di vedere, dietro una girandola di parole, il blocco d’una politica che gira a vuoto, funzionale al mantenimento dello status quo. Una volta Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani definirono ‘razza padrona’ un certo equilibrio oligarchico del potere. Oggi, piuttosto riduttivamente, la chiamiamo ‘casta’. Un’interpretazione è che un sistema di potere incartapecorito e costretto sulla difensiva, avesse bisogno di rifarsi il maquillage. Se questo è vero, è chiaro che occorrevano accessori, riverniciature: il renzismo mi pare un epifenomeno. Vorrei dire agli uomini (e alle donne) nuovi del governo: attenzione, voi stessi, a non prendere troppo sul serio la vostra novità.

Il filo rosso di queste conversazioni è come sta l’Italia. Le risposte non sono quasi mai state incoraggianti: ci siamo chiesti quali responsabilità abbia la classe dirigente.
La classe dirigente – intendo coloro che stanno nelle istituzioni, a tutti i livelli – è decaduta a un livello culturale imbarazzante. La ragione è semplice: di cultura politica, la gestione del potere per il potere non ha bisogno. Sarebbe non solo superflua, ma addirittura incompatibile, contraddittoria. Potremmo usare un’immagine: c’è una lastra di ghiaccio, sopra cui accadono le cose che contano, sulle quali però s’è persa la presa; cose rispetto a cui siamo variabili dipendenti: la concentrazione del potere economico e gli andamenti della finanza mondiale, l’impoverimento e il degrado del pianeta, le migrazioni di popolazioni, per esempio. Ne subiamo le conseguenze, senza poter agire sulle cause. Tutto ciò, sopra la lastra. Sotto sta la nostra ‘classe dirigente’ che dirige un bel niente. Non tenta di mettere la testa fuori. Per far questo, occorrerebbe avere idee politiche e almeno tentare di metterle in pratica. Che cosa resta sotto la crosta? Resta il formicolio della lotta per occupare i posti migliori nella rete dei piccoli poteri oligarchici, un formicolio che interessa i pochi che sono in quella rete, che si rinnova per cooptazione, che allontana e disgusta la gran parte che ne è fuori. La politica si riduce alla gestione dei problemi del giorno per giorno, a fini di autoconservazione del sistema di potere e dei suoi equilibri. Pensiamo a chi erano gli uomini che hanno guidato la ricostruzione dell’Italia dopo la guerra: Parri, Nenni, De Gasperi, Einaudi, Togliatti, per esempio. Se li mettiamo insieme, non è perché avessero le stesse idee ma perché ne avevano, e le idee davano un senso politico alla loro azione. Le cose che, oggi, vengono dette e fatte sono pezze, sono rattoppi d’emergenza, necessari per resistere, non per esistere. Non è politica. Nella migliore delle ipotesi, se non è puro ‘potere per il potere’, è gestione tecnica. La tecnica guarda indietro; la politica dovrebbe guardare avanti.

Il governo Monti qualche disastro tecnico l’ha fatto.
La tecnica come surrogato della politica è un’illusione. Se lei chiama un idraulico perché ha il lavandino otturato, si aspetta che, a lavoro ultimato, lo scarico del lavandino funzioni. Non chiede all’idraulico di cambiarle la cucina. Così, anche i tecnici in politica. Gestiscono i guasti nei dettagli. I governi tecnici per loro natura sono conservatori, devono mantenere l’esistente facendolo funzionare . Dovrebbe essere la politica a immaginare la cucina nuova. E, fuor di metafora, dovrebbe avere di fronte a sé idee di società, programmi, proposte di vita collettiva e, soprattutto nei momenti di crisi come quello che attraversiamo, perfino modelli di società.

Giovani parlamentari e governanti dovrebbero avere un’idea del mondo.
Basta essere nuovi e giovani? No. Quello che conta è la struttura dei poteri cui si fa riferimento e di cui si è espressione. Una volta si parlava di blocco sociale, pensando alle ‘masse’ organizzate in partiti di appartenenza, in sindacati d’interessi consolidati. Si pensava alle classi sociali. Oggi, siamo lontani da tutto questo, in attesa della ricomposizione di qualche struttura sociale che possa esprimere esigenze, richieste e forze propriamente politiche. In questo vuoto politico-sociale che cosa esiste e prospera? La rete degli interessi più forti. È questa rete che esprime i dirigenti attraverso cooptazioni. La democrazia resiste come forma, ma svuotata di sostanza. Se la si volesse rinvigorire, occorrerebbe una società capace di auto-organizzazione politica, ciò che una volta sapevano fare i partiti. Oggi, invece, sono diventati per l’appunto, canali di cooptazione, per di più secondo logiche di clan e di spartizione dei posti. Così, non si promuove il tanto necessario e sbandierato rinnovamento, ma si “allevano” giovani uguali ai vecchi. Ecco la parola: il rinnovamento sembra molto spesso un ‘allevamento’. Il resto è apparenza: velocità, fattività, decisionismo, giovanilismo, futurismo, creativismo ecc. Tutte cose ben note e di spiegabile successo, soprattutto in rapporto con l’arteriosclerosi politica che dominava. Ma, la novità di sostanza dov’è? La ‘rottamazione’ a che cosa si riduce? Tanto più che nelle posizioni-chiave del ‘nuovo’ troviamo continuità anche personali che provengono dal ‘vecchio’ e la soluzione di nodi che ci trasciniamo dal passato è continuamente accantonata, come il cosiddetto conflitto d’interessi.

L’impellente necessità di modificare l’assetto costituzionale è un refrain che abbiamo ascoltato da più parti, negli ultimi anni.
Sì. Le istituzioni possono sempre essere migliorate, rese più efficienti, eccetera. Ma, a me pare che esse siano diventate il capro espiatorio di colpe che stanno altrove, precisamente nelle difficoltà che incontra un aggregato di potere che sempre più difficoltosamente riesce a mediare e tenere insieme il quadro delle compatibilità, in presenza di risorse pubbliche da distribuire sempre più scarse, e in presenza per di più d’una contestazione diffusa. Anche in passato, al tempo di Berlusconi al governo, è accaduto qualcosa di simile, ma non di uguale. L’insofferenza nei confronti della Costituzione a me pare derivasse allora dalle esigenze di un potere aggressivo. Oggi, l’atteggiamento è piuttosto difensivo. I fautori delle ‘ineludibili’ modifiche costituzionali dicono: c’è bisogno di cambiamenti per governare meglio, con più efficienza. Ma lo scopo dominante sembra l’autodifesa. Si tratta di ‘blindarsi’, per usare una parola odiosa molto in voga. Il terrore delle elezioni, la vanificazione dei risultati elettorali, i ‘congelamenti’ istituzionali in funzione di salvaguardia vanno nella stessa direzione.

“Vanificazione dei risultati elettorali”: una cosuccia non da poco in una democrazia.
La grande maggioranza degli elettori si è espressa a favore della fine del berlusconismo. Invece è stato ricreato un assetto governativo-parlamentare nel quale un cemento tiene insieme tutto quel che avrebbe dovuto essere separato. Il Parlamento attuale, sebbene non possa considerarsi decaduto per effetto della legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta, dovrebbe considerarsi gravemente privato di legittimazione democratica . Ma si fa ormai finta di niente. Non bisognerebbe far di tutto per rimettere le cose a posto?

Larghe intese versus Grillo.
Le larghe intese sono la negazione della dimensione politica. Sono il regime della paralisi, della stasi. Platone paragona il buon politico al buon tessitore, al buon nocchiero, al buon medico. Nei suoi dialoghi, non è mai detto che il politico è colui che s’immagina come debba essere la convivenza nella polis: non si aveva nell’antichità l’idea che la politica fosse fatta di contrapposizione di modelli. L’idea della politica come scelta è una novità moderna. Oggi sembra che si viva in un eterno presente, in cui una posta di natura politica non esiste. Se non ci sono scelte, non c’è politica, e se non c’è politica non c’è democrazia, ma solo conflitti personali, di gruppo o di clan per posti, favori e, nel caso peggiore, garanzie d’immunità.

Quindi siamo senza futuro.
Finché la palude non viene smossa. Perché i cittadini vanno sempre meno a votare? Una volta si diceva ‘son tutti uguali’, intendendo ‘sono tutti corrotti’. Ma oggi è peggio, si pensa: ‘tanto non cambia nulla’. È un effetto della stasi politica. Il Movimento 5 Stelle è nato col dichiarato intento di smuovere la palude, addirittura di investirla con una burrasca che rovesci tutto. Una negazione, dunque. Ma, la politica deve contenere anche un intento costruttivo. Questo, finora, non è visibile o, almeno, non è percepito. Non che sia molto diverso, presso gli altri partiti, solo che questi sono già radicati e godono perciò del plusvalore che viene dall’insediamento istituzionale. Per chi si affaccia, un’idea chiara e forte del ‘chi siamo’ e ‘per cosa ci siamo’ è indispensabile. La tabula rasa e la rete non sono programmi. Non lo è nemmeno la lotta alla corruzione che, di per sé, rischia d’essere solo una competizione per la sostituzione d’una oligarchia nuova a una vecchia. Oltretutto, la storia e la stessa ‘materia del potere’ mostrano che nella politica la lotta contro la corruzione è senza prospettiva. Contro la corruzione devono valere le istituzioni di controllo e l’intransigenza dei cittadini. La politica è intrinsecamente debole. La ragione sta in quella che, all’inizio del secolo scorso, è stata definita la ‘ferrea legge delle oligarchie’, il che significa che i grandi numeri, per essere governati, hanno bisogno dei piccoli. I piccoli – e l’osservazione vale per tutti, anche per i 5 Stelle – prima o poi si chiudono in se stessi e si alimentano con la corruzione, alimentandola a propria volta. In difetto di politica, alla corruzione non c’è limite perché essa, nei regimi autoreferenziali, non è la patologia, ma la fisiologia del potere. Se si vuole: è la fisiologia dentro una patologia.

Senza speranza, dunque?
Siamo di fronte a un bivio. Da una parte c’è il progressivo arroccamento che, prima di implodere, passerebbe attraverso misure, dirette o indirette, contro la democrazia e la Costituzione. Dall’altra, la rianimazione della politica e la riapertura dei canali della partecipazione, che dovrebbe portare al rafforzamento della democrazia e della Costituzione. La prima strada è pericolosa anche per chi volesse percorrerla, perché l’inquietudine sociale, prima o poi, esploderebbe con esiti che non vorremmo nemmeno immaginare. La seconda è difficile perché la politica non s’inventa a tavolino scrivendo documenti, ma si costruisce quotidianamente nel rapporto con i bisogni, le aspirazioni, le difficoltà e i dolori dei cittadini.

Cosa pensa della decisione di non chiedere un passo indietro ai sottosegretari indagati?
La giovane ministra per i rapporti col Parlamento ha detto che non si chiede a qualcuno di dimettersi solo perché inquisito. Giusto. Altrimenti, la politica sarebbe in balia non solo, o non tanto, della discrezionalità dei giudici, ma soprattutto di denunce pretestuose o calunniose, alle quali il magistrato deve dare corso. La questione però sta in quel “solo”. Politica e giustizia hanno logiche diverse. Nulla vieta al governo di difendere – fino a un certo punto – i suoi inquisiti con le ragioni che gli sono proprie, cioè con ragioni politiche. Ma deve spiegare perché lo fa, pur in presenza di motivi di sospetto; deve assumersene la responsabilità; deve giustificare perché abbandona uno e protegge un altro. Non basta dire che si tratta ‘solo’ di procedimenti penali avviati e non conclusi (con una condanna). La presunzione d’innocenza non c’entra nulla con la dignità della politica.

Lei è mai stato tentato dalla politica?
Ciò cui mi sento più adatto è l’insegnamento. Per la politica, soprattutto per la politica, occorrerebbe una vera vocazione. Ricorda la conferenza di Max Weber intitolata, per l’appunto, la politica come professione-vocazione? Ecco: non sento la vocazione. C’è poi una considerazione che riguarda un potenziale conflitto d’interesse. Chi si occupa di attività intellettuali deve essere disinteressato personalmente. Ancora citando Weber: non deve cedere alla tentazione di mettere se stesso, e i suoi interessi, davanti all’oggetto dei suoi studi. Potrebbe esserci la tentazione di dire cose e sostenere tesi non per amore della verità (la piccola verità che si può andar cercando), ma per ingraziarsi questo o quel potente che ti può offrire, arruolandoti, una carriera politica.

Perché la politica non attrae più i migliori?
Una volta avere in famiglia un deputato o un senatore era come avere un cardinale. Oggi, talora, ci si vergogna perfino. Ha visto quanti ‘rifiuti eccellenti’, opposti alla seduzione di un posto al governo? Se la politica non ha prospettive ma è semplicemente un girone d’affari, non servono politici, servono affaristi.

Vota?
Ho sempre votato, malgrado tutto. C’è una pagina di ‘Non c’è futuro senza perdono’ del premio Nobel per la Pace e arcivescovo di Città del Capo, Desmond Tutu, in cui si descrive la coda al seggio dei neri del suo Paese che, acquistati i diritti politici dopo l’apartheid, per la prima volta vanno a votare, piangendo. Attenzione a dire che il voto è un orpello.

Cosa pensa dell’Italicum nato dall’accordo tra il Pd e Forza Italia?
Non so che cosa ne verrà fuori. Mi colpisce, comunque, che la legge elettorale sia decisa dagli accordi d’interesse di tre persone (Berlusconi, Renzi, Alfano), invece che dalle ragioni della democrazia, cioè dalle ragioni di tutti i cittadini elettori. Mi colpisce tanta arroganza, mentre con un Parlamento delegittimato come l’attuale, si tratterebbe di fare la legge più neutrale possibile. Mi colpisce che si pensi a una legge che, contro un’indicazione precisa della Corte costituzionale, creerebbe una profonda disomogeneità politica tra le due Camere. Mi colpisce che si dica con tanta leggerezza che non importa, perché il Senato sarà abolito. Mi colpisce che nel frattempo, comunque, si sospenderà il diritto alle elezioni, perché la contraddizione tra le due Camere impedirà di scioglierle. Mi colpisce che non ci siano reazioni adeguate a questa passeggiata sulle istituzioni.

E l’idea di “diminuire” il Senato?
Vedremo la proposta. Fin da ora, vorrei dire che piuttosto che un pasticcio – interessi frammentati di politici locali con una spruzzata di cultura –, piuttosto che una cosa indefinita, senza una funzione, una propria ragion d’essere stabile e continuativa, meglio l’abolizione radicale. Meglio il nulla, piuttosto che l’umiliazione. Esistono già commissioni paritetiche, per la bisogna. Si cerchi di non trattare le istituzioni come merce vile che si vende al qualunquismo antiparlamentare al prezzo di qualche piccolo risparmio sul ‘costo della politica’. I Senati, o ‘seconde Camere’, o ‘Camere alte’ hanno profonde ragioni d’esistenza. Le loro funzioni, quali che esse specificamente siano, si giustificano con l’esigenza di introdurre nei tempi brevi della democrazia rappresentativa la considerazione d’interessi di più lunga durata, che riguardano – come si dice – le generazioni future. Sono assemblee moderatrici rispetto all’incalzare del consenso elettorale che deve essere incassato a intervalli brevi dall’altra assemblea. La prima Camera è necessariamente miope; la seconda Camera deve essere presbite. Deve far valere le ragioni della durata su quelle dell’immediatezza. La sua composizione e le sue funzioni dovrebbero tener conto di questa vocazione, essenziale affinché la democrazia rappresentativa non dilapidi in tempo breve le risorse di tutti, nell’interesse elettorale di qualcuno. Mi pare che i discorsi dei nostri riformatori restino molto in superficie, rispetto alla profondità della questione.

Non è un bel momento, anche per le istituzioni di garanzia.
Le istituzioni di garanzia sono la magistratura, dunque anche la corte costituzionale, e il presidente della Repubblica. Poi c’è la libera stampa, che dovrebbe vigilare nell’esercizio della sua funzione al servizio della pubblica opinione. Siccome nelle oligarchie, come si è detto, le segrete cose – trattative, patti non dichiarati e dichiarabili, corruzione delle funzioni pubbliche – sono fisiologiche, le istituzioni di garanzia e libera stampa dovrebbero fare da contraltare quando occorre. In ogni caso, non mescolarsi e non omologarsi.

Il sistema italiano è perfettamente riassunto dal rapporto tra Rai e politica: è una commissione parlamentare che vigila sul servizio pubblico – e sull’informazione che produce – e non il contrario. Ben più che un paradosso.
È uno dei grandi rovesciamenti che ci tocca osservare in questi tempi. Non l’unico. Pensiamo ad esempio al sistema elettorale. Dovrebbe garantire che la base della vita politica stia presso i cittadini elettori. La logica della legge che abbiamo avuto fino a ora e, con ogni probabilità, di quella che avremo se la riforma andrà in porto, è invece quella della nomina dall’alto (delle segreterie dei partiti), con ratifica degli elettori. Uno dei principi del Fascismo era: ‘il potere procede dall’alto ed è acconsentito dal basso’.

Torniamo a Weber: cosa può indurre uno studioso a rinunciare a un bene sommo quale l’autonomia?
Le risposte più banali sono la seduzione del potere, la carriera. C’è però, credo, la tentazione dell’apprendista stregone o della ‘mosca cocchiera’: pensare di guidare la politica. Quando Carl Schmitt è stato processato a Norimberga, ha osato dire: ‘Non sono io a essere stato nazista, era il nazismo a essere schmittiano’.

Il pericolo non è essere costretti a sostenere certe tesi a tutti i costi?
Se si riferisce all’atteggiamento di molti costituzionalisti nei confronti dell’ultima fase della presidenza di Giorgio Napolitano, direi che è prevalsa l’idea che il presidente della Repubblica fosse l’ultimo baluardo, al di là del quale il caos, il disastro, il fallimento. Ciò ha portato a giustificare l’assunzione di compiti e il compimento di atti che nella storia costituzionale repubblicana, non si erano mai incontrati. Al punto che si parla ormai come cosa ovvia, non problematica, d’una repubblica presidenziale che ha preso il posto del sistema parlamentare. Tutto ciò si è manifestato in un attivismo finora sconosciuto. Ma è stato un attivismo orientato a quella che si dice essere la stabilità e la continuità, e che si traduce in conservazione. Mi pare che si possa dire che è prevalsa la paura del nuovo, il pessimismo politico. Solo apparentemente per paradosso, l’attivismo costituzionale è coinciso con il conservatorismo politico. La Costituzione, prevedendo un ruolo neutrale e super partes, del presidente della Repubblica, dà, mi pare, un’indicazione opposta: l’imparzialità costituzionale per consentire le innovazioni politiche, il rinnovamento della vita politica. Ottimismo politico.

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