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slotmachine7

REDAZIONALE - Mio padre mi diceva, quand'ero bambino, che c'erano due cose che si doveva evitare assolutamente ed erano le droghe

(seppure nel '50 c'era solo il fumo che io sappia) e il gioco d'azzardo (allora la gente giocava pressochè al poker). Io ho giocato con la cricca qualche volta al poker per sentirmi grande ma la massima perdita che ho avuto furono 4.000 calci nel sedere perchè con i soldi (che non c'erano) veniva male. Si giocava così tra amici.

Oggi il gioco d'azzardo è la nuova schiavitù dei popoli; il fallimento collettivo della sconfitta consapevole, che abbassa le difese immunitarie della coscienza, e rende l'uomo schiavo del gioco e servo del potere che lo alimenta.

Il potere oggi può fare tutto basta non togliere il gioco d'azzardo.

Ma tra il vero e proprio gioco d'azzardo, come le slot-machine, si annidano altre perverse forme di fallimento collettivo ovvero "il gratta e perdi che uno su mille ce la fa".

Questi pezzetti di carta colorata sono gli anestetici per i poveri; per quelli che non si possono permettere il gioco d'azzardo vero e proprio. Ha una diffusione polverizzata nel territorio per raggiungere proprio tutti e, con l'illusione del premio milionario nascosto sotto un velo di vernice, ruba l'euro per il pane.

Io non dico che non si debba giocare ma lo si dovrebbe fare solo nei luoghi principe del gioco ovvero i casinò. Posso anche apprezzare l'idea di crearne molti sul territorio ma le vergogne vanno tenute nascoste alla massa.

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