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obama putin g20(Una foto emblematica dell'incontro tra i "due grandi della terra")

Obama: "In gioco sicurezza nazionale" - Dichiarazione della Ashton al termine della riunione dei ministri degli Esteri Ue. Bonino: con Usa "differenze di metodo". La Germania si unisce alla lettera di condanna firmata al G20 anche dall'Italia.

 

(Fonte: repubblica.it) - Il presidente americano mostra a un gruppo di senatori alcuni video terribili. Ma contro l'intervento il Vaticano mobilita i popoli di ogni religione.

VILNIUS - Nel giorno del digiuno per la pace in Vaticano, la Ue si schiera per una "risposta forte" all'attacco chimico del 21 agosto, sul quale le informazioni a disposizioni mostrano la responsabilità del regime di Assad. Lo ha detto l'alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton dopo la riunione dei capi delle diplomazie dei Ventisette a Vilnius. Il ministro degli Esteri Emma Bonino ha ribadito che "l'Italia ha "un'alleanza strategica con gli Usa", ma mantiene "una differenza sul metodo di reazione" in Siria. Parlando da Vilnius Bonino ha definito "impensabile" un'azione militare senza l'Onu. Ma John Kerry, segretario di Stato Usa, fa capire che l'America potrebbe intervenire anche prima della consegna del rapporto sulle armi chimiche, previsto per la fine della prossima settimana. Obama ha mostrato alcuni video a un gruppo ristretto di senatori, dove si vedono persone in preda a convulsioni dopo un attacco. I filmati sono stati poi messi online da Cnn.

La Germania aderisce all'appello. Oggi la Germania ha deciso di unirsi all'appello contenuto in un documento firmato ieri, a San Pietroburgo, a margine del G20 da 11 paesi, tra cui l'Italia, per una reazione internazionale agli attacchi con armi chimiche voluti da Damasco. Angela Merkel ha elogiato la posizione europea unanime sull'appello definendola di "importanza inestimabile". La mossa tedesca soddisfa Hollande, fra i più intransigenti.

Obama. La decisione di intervenire è "solenne", non è stata presa alla leggera, aveva detto poco prima nel suo discorso del sabato alla radio, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. "Come leader della più antica democrazia costituzionale al mondo, so che il nostro Paese è più forte e le nostre azioni più efficaci se agiamo insieme. E' per questo che ho chiesto al Congresso" di votare, ha detto Obama. "Il regime di Assad è "responsabile" del peggior attacco con armi chimiche del 21esimo secolo. "Noi siamo gli Stati Uniti e non possiamo chiudere gli occhi davanti alle immagini che abbiamo visto", anche se è accaduto "dall'altra parte del mondo". "Non è solo un attacco diretto alla dignità umana, è una seria minaccia alla nostra sicurezza nazionale. C'è una ragione se i governi che rappresentano il 98% della popolazione mondiale hanno concordato di vietare l'utilizzo di armi chimiche". Obama ha aggiunto che le armi chimiche "potrebbero cadere nelle mani di gruppi terroristici che vogliono "farci del male".

Kerry cerca sostegno. Un discorso quello del presidente americano che coincide con la presenza del segretario di Stato, John Kerry, a Vilnius per la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue, dove ha incassato prima il sostegno della Lituania, presidente di turno dell'Unione, alla dichiarazione di 11 paesi e poi la dichiarazione della Ashton. Kerry si è detto "molto grato per la forte dichiarazione" dei paesi Ue sulla Siria e sottolineando che il testo chiede che i responsabili dell'attacco chimico rendano conto delle loro azioni. "Il numero dei paesi disposti a intervenire sul piano militare è a doppia cifra" ha detto il segretario di Stato.

I francesi contrari. Oggi un sondaggio pubblicato dal giornale Le Figaro rivela che  più di due terzi dei francesi sono contrari a un impegno militare della Francia in Siria nell'ipotesi di un intervento armato internazionale. 

Gruppi islamici contro attacco Usa. Il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG, che comprende Bahrain, Kuwait, Oman, Emirati Arabi, Qatar e Arabia Saudita) ha esortato la comunità internazionale a intervenire immediatamente in Siria per "liberare" il popolo dalla "tirannia" del suo governo. In caso di intervento la Russia si schiererà con Assad. Contrario all'attacco da parte degli Stati Uniti anche il  Fronte islamico siriano, guidato dal gruppo salafita Ahrar al-Sham, che chiede ai suoi seguaci di contrastare l'ipotesi, distanziandosi così da quelle frange dell'opposizione che invece sostengono la posizione del presidente americano. Intanto, secondo media Usa l'Iran sarebbe pronto alla rappresaglia, attaccando l'ambasciata americana a Bagdad.

Rafsanjani smentisce presa di distanza da Assad. 
L'ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani ha negato le parole a lui attribuite con le quali avrebbe criticato la Siria per l'uso di armi chimiche contro i civili. Il chiarimento arriva sul sito Internet dello stesso Rafsanjani, dove si legge che "le affermazioni recentemente (attribuite, ndr) a me sulla Siria sono assolutamente false". "Sfortunatamente il popolo siriano, che per circa due anni combatte una guerra civile e come mai prima è stato sfollato, ora deve affrontare la minaccia straniera sotto il pretesto non confermato di uso di armi chimiche", ha detto il due volte presiente iraniano Rafsanjani, 79 anni.

Le vittime. 
Intanto sono ripresi i combattimenti in Siria, nella città cristiana di Maaloula, a nordi di Damasco. "Violenti scontri contrappongono l'esercito a un gruppo di ribelli vicino a uno degli ingressi della città di Maaloula", ha dichiarato l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo, aggiungendo che le vittime sono almeno 16. Secondo la Rete siriana dei diritti umani, una Ong con sede a Londra, vicina all'opposizione, "più di 10mila bambini sono stati trucidati in Siria dall'inizio del conflitto dalle forze armate del regime di Damasco". Tra questi 2.305 avevano meno di dieci anni.

L'Osservatore Romano: "Divisioni al G20". L'Osservatore Romano è intervenuto parlando di "divisioni al G20". "Il vertice del G20 appena concluso a San Pietroburgo ha confermato le divisioni della Comunità Internazionale sulla crisi siriana e, soprattutto, sull'intervento armato che il presidente statunitense Barack Obama sembra intenzionato a ordinare - scrive il giornale - e che molti, a partire dalla Russia, in assenza di un'autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite considererebbero un'aggressione".

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