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giordano

La proposta del prof Giordano. È polemica sul rapporto cancro-rifiuti dopo le parole della Colao
Giampaolo Longo - Professor Antonio Giordano, lei è uno dei massimi studiosi per quanto riguarda la lotta al cancro - Ha letto le dichiarazioni della endocrinologa Colao? “Massimo rispetto per le dichiarazioni della Colao.

Ma…”giordanoMa? “Guardi non voglio citare il lavoro fatto da mio padre 40 anni fa sull’amianto. Parliamo di oggi. Vogliamo parlare dei dati scientifici attuali? Dei lavori di eminenti colleghi stranieri sul legame tra cancro e inquinamento, sul rapporto tra cancro e rifiuti?”.

E allora perché questo nesso di causalità continua a non essere accettato da una parte della comunità scientifica?
“Parlo in generale, non mi riferisco alla professoressa Colao. Le dico perché: mi auguro con tutto il cuore che venga dimostrato un altro nesso di causalità. Tra un classe politica che continua a coprirsi e una classe di tecnici che continua a negare l’evidenza. È questo che deve venire alla luce. Non vorrei che dovessero passare altri 40 anni per scoprire quello che stiamo dicendo da tempo”.

Ma perché non viene redatto un lavoro su larga scala sul rapporto tra cancro e rifiuti, sull’aumento di casi in Campania rispetto al resto d’Italia?
“Questo è il primo passo da fare. Non posso certo venire io dagli Usa a fare un lavoro del genere con finanziamenti americani. Ci sono tecnici pagati per questo. Dicessero una volta per tutte la verità. Verità che viene negata. Si è deviata e nascosta la verità, così che non solo i cittadini ma neanche gli ammalati hanno voluto possibilità di difendersi”.

Ma oggi i cittadini hanno una maggiore consapevolezza del problema inquinamento nella Terra dei fuochi.
“E questo ci deve aiutare perché questa consapevolezza è la nostra forza. Dobbiamo agire su questo. Anche perché il cittadino ha la percezione che le informazioni fornite dallo Stato non sono affidabili. Come dargli torto?”

In Usa che farebbero i cittadini in una situazione del genere?
“Una class action contro lo Stato. Credo che questa sia la soluzione. Anche per quanto riguarda la Terra dei fuochi. Una class action contro i politici e contro i tecnici che si sono resi responsabili di questa situazione”.

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