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annibali sfregiataRito immediato per lesioni gravissime e tentato omicidio. L’udienza già fissata per l’11 dicembre Pesaro, 15 ottobre 2013 - Luca Varani e i due presunti complici albanesi dell’agguato con l’acido saranno processati l’11 dicembre prossimo. Il primo risponde di lesioni gravissime tentato omicidio, stalking e tentato furto. I secondi di lesioni gravissime. L’'immediato' lo ha deciso ieri il gip Lorena Mussoni firmando il decreto, su richiesta della procura, che dà il via libera direttamente al processo per "prova evidente". Quindi, si salta il filtro dell’udienza preliminare, e si va in aula davanti ai giudici. Come si svolgerà il processo però è ancora tutto da stabilire. Le difese hanno tempo quindici giorni dal momento della notifica del decreto per chiedere il rito abbreviato per i propri assistiti oppure per andare al dibattimento ordinario. Con il primo rito, in camera di consiglio, il processo dura due giorni. Lo si fa sulle carte acquisite e poi subito la sentenza. Il vantaggio è lo sconto di pena pari ad un terzo in caso di condanna. Col dibattimento pubblico, ci sarà spazio invece alle testimonianze, alla guerra delle perizie, al contenuto anche delle indagini difensive per dimostrare l’estraneità degli imputati. I quali sono ormai gli uni contro gli altri. Varani ha scritto delle lettere dal carcere, poco dopo l’agguato con l’acido a Lucia Annibali, riconoscendo di esser stato l’ideatore dell’acido, cioè di aver chiesto al suo amico Altistin Precetaj di fare un dispetto alla macchina di Lucia versando acido sulla carrozzeria. Poi sarebbero stati gli albanesi, di loro iniziativa, ad entrare dentro casa di Lucia in via Rossi 19 e ad aspettarla per lanciarle acido in faccia. Una loro iniziativa che sarebbe andata oltre le intenzioni di Varani. Per gli albanesi Rubin Talaban e Precetaj. le chiamate di correità di Varani sono da respingere. Non tanto perché lo hanno detto i due albanesi (ogni volta che se n’è presentata l’occasione si sono avvalsi della facoltà di non rispondere) ma ci hanno pensato i loro difensori (avvocato Levi e avvocato Sposito) a rigettare le accuse: "I nostri assistiti non conoscono Varani, non hanno mai avuto a che fare con lui, e dunque non possono essere stati loro ad entrare nella casa di Lucia Annibali per lanciarle l’acido". Aggiunge l’avvocato Levi: "Non chiederò il giudizio abbreviato perché non ci sono prove ma solo indizi. Il mio cliente è estraneo. Quelle immagini che lo ritraggono un’ora prima in via Rossi non sono sufficienti per dire che Precetaj c’entri qualcosa con l’agguato. Conosce solo Talaban ma non c’entra proprio nulla col resto". Per il gip Lorena Mussoni, le indagini dei carabinieri di Pesaro insieme al Ris di Roma, oltre alle testimonianze raccolte, intercettazioni e documenti, sono sufficienti a dimostrare che Luca Varani ha avuto un ruolo di mandante nell’agguato ai danni della sua ex. con la quale aveva avuto una relazione sentimentale dal 2009 con varie interruzioni fino all’estate 2012, sfociato in un crescendo di appostamenti e molestie telefoniche e fisiche tali da far pensare a Lucia di essere in pericolo. Per questo, all’inizio de 2013, chiedeva spesso alle amiche di accompagnarla a casa, oppure di ospitarla in casa loro. Sappeva oppure sentiva di essere finita nel mirino di Varani. Non poteva immaginare quel che le sarebbe successo. E intanto, l’aspetta nei prossimi giorni a Parma l’ottavo intervento al volto. Roberto Damiani

 

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