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http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/415701/lucci-gli-emigranti-italiani.html

fiorella-mannoiaScrive Fiorella Mannoia su Facebook: "Stavo per scrivere le mie riflessioni su quanto é andato in onda su Le Iene, qualche giorno fa, un servizio dell'ottimo Enrico Lucci. Poi ho letto quanto scritto da Diego Cugia sulla sua pagina facebook e mi sono detta, meglio di cosí non avrei potuto scrivere, ve lo propongo, e lo ringrazio."

 

Ho rivisto, sere fa, un servizio di Enrico Lucci per Le Iene. Girato su un pullman malconcio che deportava in Germania siciliani di tutte le età. In Italia, soprattutto al Sud, c’è la fame, che è come le SS, ti costringe ai lavori forzati. Ci sono anche le camere a gas per la classe media precipitata nell’indigenza. Sono quei veleni tossici che esalano dalla televisione e dai giornali, in primo luogo da quelle due camere a gas in cui si è trasformato il nostro Parlamento, è la politica che provoca la morte del cuore. Conosco le critiche a questo tipo di “retorica”. Parole, parole, parole, di “un’anima bella”. È il tipo di critica formulato generalmente da anime di merda. Perché quel pullman era il nostro barcone di Lampedusa. Il made in Italy della disperazione. Colmo di anime pulite. Come quel nostro ragazzo, quel piccolo cameriere picchiato a morte in Inghilterra perché “rubava lavoro”. Siciliani di diciotto e vecchi di settanta, con un coraggio da leoni, trafitti dall’indifferenza, quella, per esempio, del piccolo Che Guevara al contrario di Brunetta, che ieri minacciava la “guerriglia” perché la Bindi era stata eletta alla commissione antimafia. E il governo, scrive Repubblica, “traballa”. Ma traballava, intanto, il pullman malconcio di Lucci, quello sì da far spavento, con i suoi pneumatici usurati, il carburatore sporco, le ore di sosta in una piazzola dell’Autogrill prima della riparazione e di rimettersi in marcia verso l’ignoto, senza sapere neppure una parola di tedesco, come i nostri alpini erano mandati allo sbaraglio in Russia senz’armi né scarpe adatte e con i piedi incancreniti dal gelo. In Italia c’è una guerra non dichiarata in cui la televisione si limita a contare i morti. Si aggiorna ogni sera l’elenco delle migliaia di aziende fallite, si mostrano ex colletti bianchi che rovistano nei cassonetti, si fa audience col sangue. Una volta, almeno, si aveva la certezza, fosse pure solo l’illusione, di sacrificarsi per la patria, per la libertà, per assicurare la democrazia ai propri figli. Oggi si sparisce inghiottiti da un mare di chiacchiere di anime di merda, disintegrati dalla bomba atomica più devastante, quella dell’indifferenza sovrana di chi ci governa, ma anche quella del tuo vicino di casa. Chi è benestante parla di niente, come il Mercuzio di Romeo e Giulietta, perché solo chi ha fame può capire chi ha fame. 
Diego Cugia.

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