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lucciolaDopo il licenziamento e lo sfratto. "Guadagnamo 3mila euro al mese"

Rimini, 5 novembre 2013 - DECIDERE di prostituirsiperché non si ha più un lavoro e non si hanno i soldi per pagare l’affitto, ma nemmeno permangiare. Magda (è il nome di fantasia che ha scelto) ha 29 anni, viene dal nord dell’Italia. Una sera ha stretto i denti ed è scesa in strada. Sua madre, 57 anni, l’ha seguita per proteggerla. I carabinieri, nel corso di un controllo le hanno trovate nel piazzale del tribunale di Rimini, dentro la loro auto in attesa di qualche cliente. Magda, cosa è successo? Perché questa scelta così difficile? «Perché non avevamo più un soldo». Nessuno in famiglia aveva un lavoro? «No, lo abbiamo perso». Magda è una bella ragazza, capelli scuri, occhi buoni. Si scusa perché non riesce a trovare le parole. Fa un bel respiro e riparte. «Siamo arrivate a Rimini sette anni fa. La mamma lavorava negli alberghi come cameriera per pochi soldi, ma anche quei pochi sono venuti meno perché hanno preferito le straniere più giovani che lavoravano ancora per meno». Lei Magda, invece, cosa faceva? «Lavoravo come cassiera nei supermercati. Poi è arrivata la crisi e non hanno avuto più bisogno nemmeno di me». Dove avete provato a cercare lavoro? «Dappertutto: dai centri per l’impiego, alle agenzie interinali, siamo andate anche dai sindacati. Ma per noi non c’era nulla. Non riuscivamo più a pagare l’affitto che era di 762 euro e ci stavano sfrattando. Prima che arrivasse l’ufficiale giudiziario ce ne siamo andate e abbiamo trovato un alloggio in provincia che costa un po’ meno». Quando ha deciso di prostituirsi? «Quando è arrivato lo sfratto, a novembre dello scorso anno». Come è stato il primo approccio? «Ero scesa a prendere le sigarette, era sera e un signore con una macchina di lusso si è avvicinato credendo che fossi una prostituta. Quando ho detto che andavo solo a prendere le sigarette mi ha lasciato il suo biglietto da visita. Ho iniziato a pensare che forse quella era una via di uscita. E l’ho chiamato. Ho cominciato così». E sua madre quando ha iniziato? «Le prime volte io non avevo detto niente. Poi dalla finestra mi ha vista salire su un’auto che non era quella del mio ragazzo e mi ha chiesto spiegazioni». Aveva il fidanzato a quel tempo? «Sì ma l’ho lasciato: lui non poteva aiutarmi e io non me la sentivo di stare con lui facendo quello che facevo». Torniamo a sua madre: come ha reagito? «Mi ha detto che se non c’erano alternative lei sarebbe venuta con me, per proteggermi. Aveva paura che mi succedesse qualcosa». E come la protegge? «Guida la nostra macchina e tiene d’occhio quella in cui salgo. Così faccio io se è lei ad andare con qualcuno». I clienti come sono? «Tutte brave persone. Non posso dire male di nessuno. C’è un signore che per tutto questo tempo è sempre rimasto vicino e quando può mi aiuta con le spese più grosse». Quanto riuscite a guadagnare in un mese? «Dai 2.500 ai 3.000 euro in due». Quando sono arrivati i carabinieri per il controllo cosa è successo? «Ci hanno portato in caserma e noi due, con i nostri jeans e maglietta, sembravamo le donne delle pulizie». Se trovasse un lavoro smetterebbe? «Certo: ho terminato il liceo linguistico, parlo un ottimo francese e un buon inglese. A Milano ho fatto il corso anche per operatori aeroportuali». E’ disposta ad andarsene da Rimini? «Sì, mi piacerebbe tanto lavorare in un aeroporto». E mamma? Questa volta è la donna a rispondere direttamente: «A me basta una casa anche se non messa bene, l’importante è che non abbia un affitto alto. Mi piace la campagna, coltivare un po’ di terra e avere finalmente un po’ di serenità». Monica Raschi

 

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