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tassa sui rifiutiIl caso di Giugliano, dove le tariffe sono alle stelle. Scoppia la rivolta Pubblichiamo una nota dell’associazione L’E.C.O. della Fascia costiera sulla questione Tares che ha scatenato una dura polemica a Giugliano.

La sede del comune di Giugliano assediata dai cittadini che chiedono a gran voce la rimodulazione delle tariffe e l’introduzione delle esenzioni in vigore nella stragrande maggioranza dei comuni italiani .Vi siete mai chiesti il motivo per cui quando si parla di tasse e balzelli il governo, sia centrale che locale, ricorre agli acronimi? A parere di chi scrive e anche di certa parte della letteratura, le sigle hanno un potere evocativo. Evocano difatti una certa sensazione di incompletezza dal momento che di fronte a tali misteriose sigle ci si chiede: ma che cosa vorrà dire? Come ognuno di noi ha potuto constatare la risposta a questa domanda richiede doti quasi divinatorie dal momento che molte di esse difettano di qualsiasi senso logico. Prendete l’ultima arrivata, la Trise, acronimo, appunto, che sta per Tributo sui servizi comunali. Qualcuno penserà che non era poi così difficile svelare l’arcano (ops, l’acronimo) ma fermi lì, il diavolo come si sa si nasconde nei dettagli e difatti la Trise è composta da due sub-tributi: la Tasi, ossia Tassa sui servizi indivisibili, in sostanza una tassa sul valore catastale dell’immobile, e la Tari, cioè la Tassa sulla Raccolta dei Rifiuti che si è chiamata Tares per l’anno 2012/2013, Tassa Rifiuti e Servizi, chiamata anche solo Res (viva la chiarezza!) e che fino all’anno scorso si chiamava Tarsu, Tassa (per lo smaltimento dei) Rifiuti Solidi Urbani, in vigore dal 1993. Per completare l’assurdità di questo quadro fiscale sui rifiuti, va aggiunto anche che a un certo punto la Tarsu si divise in Tia1 e in Tia2, Tariffa di Igiene Ambientale. Insomma, anche per gli addetti ai lavori viene assicurato un gran mal di testa, aggravato dal mal di testa dei cittadini che si trovano aggrovigliati in una grande rete tesa loro “affettuosamente” da un sistema fiscale che non ha eguali per perversione e inefficienza. La Tares difatti è un doppione dell’Imu come imposta rispetto ai servizi indivisibili; è il concentrato di due imposte e serve, dal punto di vista del gettito, a compensare i tagli operati sui trasferimenti in relazione alle maggiorazioni delle imposte locali. Per coloro che fossero appassionati di enigmistica consiglio di non affezionarsi troppo alle sigle di cui sopra. Il tutto cambia molto velocemente. Ma come direte voi, adesso che abbiamo capito cosa significa Tares cambiano di nuovo tutto? Eh sì, difatti nel 2014 la misteriosa sigla sarà sostituita, udite udite, non più da un acronimo ma da un’espressione che, di primo acchito, sembra avere un senso: Service Tax. Come potete constatare però hanno usato l’inglese, forse “Tassa servizio” suonava male o forse hanno pensato che la presa in giro sarebbe stata troppo grande anche per un popolo oramai abituato a linguaggi astrusi e misteriosi: tutti sanno che alle tasse che paghiamo non corrisponde, nella maggioranza dei casi, un servizio degno di questo nome. Le tasse si pagano, o meglio i soliti le pagano, senza che alle stesse corrisponda uno standard, seppur minimo, che possa essere preteso dai cittadini che oramai destinano gran parte delle loro entrate al mostro fiscale italiano le cui fauci diventano sempre più capienti e rapaci. Un esempio emblematico di quello che ho appena affermato è dato dal comune di Giugliano in Campania, che anche in questo caso, non manca di distinguersi per inefficienza. A parte il fatto che ad oggi, 2 gennaio 2014, in molti casi i bollettini non sono ancora pervenuti, con una scadenza per la prima rata fissata al 16 dicembre 2013, ma cosa ancor più grave è che la qualità del servizio è quanto mai scadente. Molte zone, soprattutto della fascia costiera, non sono ancora rientrate nella raccolta differenziata e come se tutto questo non bastasse, non ci sono nemmeno i cassonetti dove conferire i rifiuti che per tale inspiegabile e grave mancanza, vengono bellamente gettati per strada, addirittura vicino ad una scuola in una area praticamente adiacente al manto stradale, per cui quando la raccolta non avviene o vengono conferiti più rifiuti rispetto a quelli che la zona può accogliere, il manto stradale viene letteralmente invaso dai sacchetti costituendo ciò un pericolo per la circolazione. Ma gli esempi di male gestione potrebbero continuare all’infinito, costituendo tale situazione oltre che uno scempio ambientale, anche un pericolo per la salute dei cittadini. Cittadini che, come poco sopra dicevamo, sono costretti a pagare un tributo, salatissimo, per un servizio che lascia molto a desiderare. È di questi giorni la notizia che la sede comunale è stata fatta oggetto di vivaci manifestazioni da parte di cittadini infuriati che protestano non solo contro un servizio carente ma anche contro aumenti spropositati che vanno a colpire soprattutto le famiglie già messe a dura prova dalla crisi economica. Difatti, “un nucleo di quattro persone, che occupa un appartamento di circa 90 metri quadrati, secondo le nuove tariffe andrebbe a pagare circa 800 euro a fronte di un servizio non sempre all’altezza dei costi”. Le proposte avanzate di comitati cittadini prevedono la sospensione per due mesi della prima rata della Tares e la rimodulazione della tariffa sulla media nazionale. Ma quello che lascia di più l’amaro in bocca è senz’altro l’atteggiamento del Comune di Giugliano di fronte alle giuste proteste dei cittadini che si sentono doppiamente truffati: innanzitutto per l’inefficienza del servizio e poi, al danno si aggiunge anche la beffa, per la cancellazione delle agevolazioni previste per legge in tutti i comuni per i diversamente abili e le categorie disagiate con redditi previsti dall’indicatore Isee. Invito inoltre i lettori a riflettere su un punto che è fondamentale: la stessa natura del tributo, che logica vorrebbe fosse basato sulla qualità del servizio, ma così non è purtroppo, comporta che se svolto in maniera efficiente consente notevoli risparmi, al contrario, se domina l’inefficienza, come nel nostro caso, i costi salgono a tutto danno dei cittadini. Ma non dovrebbero essere gli apparati burocratici comunali a pagare per tanta inefficienza? Come mai la dirigenza sembra così lontana dalle sacrosante proteste che hanno animato, animano e animeranno le piazze del nostro vastissimo comune? La domanda è lecita e va girata in primis ai commissari che sono stati nominati per riportare la legalità nel Comune di Giugliano e che, prima di tutti, dovrebbero sentire il dovere di esercitare tutto il loro potere su una ditta, vincitrice di un bando, che non fa il proprio dovere e che, nonostante ciò non riceve alcuna sanzione. Com’è possibile un andazzo così dilettantesco? (furfantesco forse sarebbe meglio). Grazie a questo atteggiamento il Comune di Giugliano paga i costi più alti di Italia per il conferimento in discarica di materiali non differenziati e ciò, secondo le leggi dello Stato e secondo i regolamenti comunali non dovrebbe avvenire. Anzi, dovrebbe essere esattamente il contrario dal momento che se la raccolta differenziata aumenta, diminuiscono i costi per lo smaltimento in discarica, con la conseguenza di ridurre notevolmente la tariffa. È su questo punto che Giugliano deve lavorare. Ma se il buongiorno si vede dal mattino allora siamo al solito punto: degrado e istigazione all’illegalità. Concludo con una nota di ilarità: il comune di Francofonte, in provincia di Siracusa, ha previsto uno sconto sul tributo Tares se si adotta un cane randagio. Lo sconto sulla Tares o su specifica richiesta dell’utente sugli altri tributi locali potrà essere addirittura fino a 450 euro sull’intero importo!

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