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pirla

ROMA - E' stato liberato il giornalista della Stampa Domenico Quirico, rapito in Siria il 9 aprile scorso. È atterrato proco prima di mezzanotte e 30 all'aeroporto di Ciampino l'aereo con

a bordo Domenico Quirico e lo studioso belga Pier Piccinin, rapito insieme a lui 5 mesi fa in Siria. Domenico Quirico , in buone condizioni anche se stanco, è sceso dall'aereo ed ha abbracciato il ministro degli Esteri Emma Bonino, che lo attendeva ai piedi della scaletta dell'aereo. Il giornalista Domenico Quirico ha detto di 'non essere stato trattato bene' e di 'avere avuto paura'. L'inviato ha poi ammesso di 'aver avuto paura' e di essere vissuto per cinque mesi «come su Marte». Le sue condizioni di salute e psicologiche appaiono comunque ottime. Ha aggiunto: «Ho cercato di raccontare la rivoluzione siriana, ma può essere che questa rivoluzione mi abbia tradito. Non è più la rivoluzione laica di Aleppo, è diventata un'altra cosa».Quirico trascorrerà la notte a Roma. Domani sarà interrogato dagli inquirenti e raggiunto nella capitale dalle figlie e dalla moglie. A giugno c'era stata una telefonata che informava delle buone condizioni dell'inviato. Libero anche Piccinin. Oltre a Quirico è stato liberato il cittadino belga Pier Piccinin. Napolitano. Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso «vivissimo apprezzamento per l'impegno dispiegato dal ministro Bonino, dal ministero degli Esteri e dai Servizi per il successo di tutti i delicatissimi passi volti a garantire la libertà di Domenico Quirico». Letta: speranza mai venuta meno. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha espresso alla famiglia del giornalista della Stampa, al direttore Mario Calabresi e per suo tramite a tutta la redazione la sua più viva soddisfazione. «La speranza non era mai venuta meno e vengono ora coronati dal successo tutti gli sforzi messi in campo per un esito positivo della vicenda», ha detto. Emma Bonino. «La notizia della liberazione di Quirico mi riempie di grande gioia e di soddisfazione. Il mio pensiero va prima di tutto ai parenti che potranno finalmente riabbracciare Quirico dopo tanti mesi e numerosi momenti di ansia», ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino. «Il mio ringraziamento va a chi ha contribuito sostanzialmente al felice esito della vicenda: la Farnesina e la sua Unità di crisi, gli altri apparati dello Stato che insieme hanno con grande determinazione seguito ogni possibile canale per portare a soluzione un caso particolarmente complicato in un contesto ambientale cosi difficile come quello siriano», aggiunge Bonino. «La liberazione del giornalista è anche una bellissima notizia per tutti i rappresentanti dei media che rischiano la vita sui fronti di guerra per raccontare la verità in situazioni estreme», conclude il ministro. Calabresi: magnifica notizia. «Abbiamo avuto la magnifica notizia da Emma Bonino e Enrico Letta. Sappiamo che hanno già contattato la famiglia. È una notizia magnifica»: così il direttore de La Stampa, Mario Calabresi, ha commentato la notizia della liberazione. Govone «in festa» per la liberazione. «Siamo felicissimi»: questa la prima reazione di Giampiero Novaro, primo cittadino del paesino in provincia di Cuneo dove l'inviato della Stampa vive con la moglie e le due figlie. «Per fortuna - ha aggiunto - tutto si è concluso nel migliore dei modi. La notizia della liberazione di Quirico rende felice tutto il paese». Domenico Quirico, 62 anni, inviato di guerra del quotidiano La Stampa, è da molto tempo in prima linea nei paesi del Nord Africa e della Primavera araba, di cui è un grosso conoscitore e a cui nel 2011 ha dedicato un libro: «Primavera araba». Nell'agosto 2011 nel tentativo di arrivare a Tripoli, durante la rivolta anti-Gheddafi in Libia, fu rapito insieme con due colleghi del Corriere della Sera e uno di Avvenire. Durante il sequestro fu ucciso il loro autista, i reporter sono stati liberati solo due giorni dopo. Quirico ha seguito tutte le vicende africane degli ultimi vent'anni, dal Ruanda al Congo, alla Somalia. Negli ultimi anni si è dedicato alla guerra in Mali, è stato in Somalia e ora era la quarta volta che si trovava in Siria. È «uno di quei giornalisti - si legge sul sito del suo giornale - per cui ha ancora senso consumare le scarpe per andare alla ricerca non solo di una notizia, ma di qualcosa da raccontare ai lettori di oggi e alle generazioni future, con una promessa: parlare solo di ciò che conosce e ha visto con i propri occhi». Sposato con Giulietta, ha due figlie, Eleonora e Metella. Tra le altre pubblicazioni di Quirico 'Squadrone bianco. Storia delle truppe coloniali italiane', 'Generali. Controstoria dei vertici militari che fecero e disfecero l'Italia', 'Naja. Storia del servizio di leva in Italia'.

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