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SOLDIBruxelles boccia la Legge di Stabilità “Manca l’aggiustamento strutturale richiesto”. La replica del Tesoro:i rischi segnalati dalla Commissione sono già previsti dal governo. Scossa a Piazza Affari, lo spread balza a 240

Marco Zatterin - Colpo di scena. Tradita dal suo super debito, l’Italia perde a sorpresa i tre miliardi di maggiori spesa previsti dalla cosiddetta «clausola di investimento», regola attraverso la quale l’Europa si riserva di concedere ai paesi virtuosi più respiro nella gestione dei suoi conti, un fatto che il governo dava per acquisito. «Siamo arrivati alla conclusione che non si possa profittare di questo vantaggio - avverte Bruxelles - perché, sulla base delle previsioni economiche dell’autunno 2013, non sarà ottenuto l’aggiustamento minimo strutturale richiesto per portare il rapporto fra debito e pil su un cammino di sufficiente riduzione». Nelle sue raccomandazioni per la politica economica e di bilancio, Bruxelles riscopre la sua faccia più dura. Nessuno sconto. Secondo le stime Ue, il debito vale il 133% del pil quest’anno e salirà al 134 l’anno prossimo. Non si vede miglioramento, come invece accade sul fronte del deficit e come era richiesto. Anzi. «C’è il rischio che la legge di Stabilità (italiana) per il 2014 non sia in regola con il Patto di Stabilità; in particolare l’obiettivo di riduzione del debito per il 2014 non è rispettato», sottolinea una nota appena diffusa. Mica tenera. La legge di Stabilità, insiste, «dimostra limitati progressi per quanto concerne la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio emesse dal Consiglio nell’ambito del semestre europeo», ovvero nell’esercizio di coordinamento delle politiche economiche e fiscali dei 28. Per questo, «la Commissione invita le autorità a prendere le necessarie misure all’interno del processo interno di gestione di bilancio per assicurarsi che i conti del 2014 siano pienamente in linea col Patto di Stabilità europeo e, in particolare, che si sia in grado di affrontare i rischi identificati in questo rapporto». Cosa vuol dire? Il governo aveva annunciato che invece di un rapporto fra deficit e pil del 2,2 per cento nel 2014, l’Italia si sarebbe potuta fermare al 2,5 per cento, liberando 3 miliardi di spesa buona per investimenti. Gli scarsi progressi sul debito non lo consentiranno, salvo correzioni, ovviamente. Questo è il verdetto di Bruxelles, una mossa inevitabile che apre un buco davvero pericoloso (anche a livello politico). Replica del Tesoro La replica dell’Italia non si è fatta attendere. «Nessuna bocciatura: i rischi segnalati dalla Commissione sono già considerati nell’azione del Governo», si legge in una nota del ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota. La Commissione europea, spiega il ministero dell’Economia in una nota, nelle sue odierne comunicazioni, sottolinea che «le leggi di bilancio di tutti i Paesi dell’area Euro non violano in maniera sostanziale gli obblighi del Patto di Stabilità e Crescita e che non è necessario richiedere revisioni dei piani di bilancio». Inoltre, nel formulare il suo giudizio la Commissione non tiene conto di importanti provvedimenti annunciati dal Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilità, e già in fase di attuazione. Provvedimenti che da un lato rappresentano uno stimolo all’economia, dall’altro saranno in grado di produrre gettito e risparmi di spesa aggiuntivi che il governo intende utilizzare per ridurre ulteriormente il disavanzo e il debito del 2014, oltre che per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Al riguardo possono essere ricordati interventi come la spending review, la riforma del sistema fiscale attraverso la delega che il Parlamento sta ormai per varare, il programma di privatizzazioni, il rientro dei capitali illecitamente detenuti all’estero, la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d’Italia. Balza lo spread Intanto è salito a 240 punti base lo spread tra il Btp e il Bund tedesco dopo le valutazioni della Ue sulla Legge di stabilità. Il rendimento del decennale è al 4,09%.

 

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