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soldi euro(Fonte: Investire Oggi - Giuseppe Timpone) - Le banche non riaprono il credito. In calo i prestiti alle famiglie, mentre addirittura crollano i prestiti alle società

non finanziarie - Il “credit crunch” italiano non si arresta. Secondo i dati della Banca d’Italia, nel mese di ottobre il calo degli impieghi delle banche verso famiglie e imprese ha subito un’accelerazione rispetto al mese precedente. In particolare, i prestiti alle famiglie sono diminuiti dell’1,3% su base annua (-1,1% a settembre), mentre quelli alle società non finanziarie sono crollati del 4,9% dal -4,2% del mese precedente. Complessivamente, la contrazione su base annua è stata del 3,7%, in aumento dal 3,5% di settembre.

I tassi per l’acquisto delle abitazioni sono scesi dal 3,97% medio di settembre al 3,90%. Sui nuovi finanziamenti di credito al consumo si sono portati al 9,28% dal 9,61%. In aumento, invece, dal 4,33% al 4,49% i tassi applicati sui finanziamenti alle imprese non finanziarie e per importi fino a un milione di euro. Per importi superiori, i tassi sono scesi dal 2,98% al 2,86%.

Altro dato negativo riguarda le sofferenze bancarie, cresciute su base annua del 22,9%, stesso aumento record del mese di settembre e che rappresenta il tasso massimo dal 1998. Aumenta, invece, la raccolta tramite i depositi del 5,4% (+3,6% a settembre), mentre la raccolta obbligazionaria, inclusiva delle obbligazioni detenute dalle banche, è diminuita del 7% (-7,2% a settembre).

Continua “credit crunch” per fabbisogno capitali banche

In generale, quindi, le banche italiane continuano a stringere i cordoni della borsa e la stretta creditizia non sembra attenuarsi. E ciò, nonostante lo scorso venerdì il Fondo Monetario Internazionale abbia promosso sostanzialmente gli istituti italiani, sostenendo nelle prove tecniche del Financial system stability assessment che essi sarebbero in grado di resistere anche a un contesto futuro di crescita economica debole.

In vista degli stress-test della BCE, gli analisti non sono negativi sulle banche italiane, nonostante potrebbero essere oggetto di una qualche sollecitazione di patrimonializzazione le banche popolari o controllate dalle Fondazioni, che sembrano essere al momento in posizione più debole. 

APPROFONDISCI - Banche italiane state attente agli stress-test BCE: allarme di Fitch

Pare, però, che come accade dall’inizio di questa crisi finanziaria, gli istituti italiani stiano contenendo le perdite e salvaguardando i ratios patrimoniali finanziando di meno le imprese e le famiglie, anche perché l’aumento abnorme delle sofferenze suggerisce cautela. E senza una ripresa del credito l’economia non riparte. Il cane continua a mordersi la coda.

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