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Roma, 11 settembre 2013 - E se la recessione dell'Italia fosse finita? Non si concede neppure il beneficio del dubbio il Centro Studi di Confindustria che,

forte dell'interruzione della caduta del pil nel terzo trimestre dell'anno e forte del +0,4 segnato in avvio di quarto trimestre, vede le fauci della crisi restringersi (-1,6% su base abnnua anziché -1,9%) e profetizza una crescita tenue ma più sostenuta del previsto già nel 2014 (+ 0,7% anziché + 0,5%). TEMPI CERTI - L'uscita dalla crisi sarà tuttavia lenta e la disoccupazione - male cattivo - con ogni priobabilità aggiornerà il suo record da qui a fine anno. Poi non saranno rose e fiori, ma una operosa risalita, perché la domanda di lavoro - sempre secondo il Centro Studi di Confindustria - riprenderà vigore a partire dalla "primavera 2014". In mezzo, tuttavia, a molti se e molti ma, legati a "stabilità politica", ovvero "rischi interni e internazionali". RIFORME, RIFORME... - Acceleratore di progresso la sempre invocata riduzione "dell'imposizione sul reddito da lavoro e impresa (ora al 53%)" - massa monetaria pari al "44,5% del pil" -. un fattore "vitale per riportare il Paese su un più alto sentiero di sviluppo", migliorando tutto ciò che risponde ai capitoli "infrastutture, capitale umano, concorrenza e finanza di impresa". UE IN RILANCIO - Anche allargando la visuale alla dimensioneb europea, arrivano segnali di miglior messa a fuoco del futuro. "Per L’Europa la ripresa è vicina», osserva il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione all’europarlamento. «Abbiamo fatto molto dall’inizio della crisi. I nostri sforzi hanno cominciato a convincere i cittadini e i partner internazionali, glispread si restringono, la fiducia dei mercati sta tornando - lo dimostra l'export dell'area Ue al 33% - , le prospettive dell’economia vanno bene, la fiducia migliora e i Paesi vulnerabili cominciano a vedere i risultati dei loro sforzi». Resta il cancro della disoccupazione giovanile "insostenibile e socialmente inaccettabile». TAPPE FORZATE - Perciò, secondo Barroso, guai a "cedere all’autocompiacimento" e massimo impegno a confermare i dati del "bel trimestre" appena chiuso anche da qui a dicembre, perché "non siamo fuori da tempesta, ma siamo sulla strada giusta». Segue memorandum ai parlamentari e ai popoli per la maggior stabilità finanziaria: Per uscire dalla crisi e garantire stabilita’ economico-finanziaria ’«quello che possiamo e dobbiamo fare è completare l’unione bancaria», ha ggiunto il presidente della Commissione europea. «La nostra attenzione ora deve rivolgersi al meccanismo unico di risoluzione bancaria, per fare in modo che i contribuenti non siano i primi a pagare per le crisi bancarie e riportare il credito all’economia, alle piccole e medie imprese»’. Disoccupazione, specie giovanile, "insostenibile e socialmente inaccettabile". La pressione fiscale raggiunge il record nel 2013 (44,5% del Pil) e rimane molto alta nel 2014; quella effettiva, escluso il sommerso, oltrepassa il 53%. A prevederlo è il Centro Studi di Confindustria negli Scenari economici. La riduzione dell’imposizione sul reddito da lavoro e impresa, secondo il Csc, “è vitale per riportare il Paese su un più alto sentiero di sviluppo”. Assieme “agli interventi, più volte ricordati, che riguardano burocrazia, infrastrutture, capitale umano, concorrenza e finanza di impresa”.

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Il PolesineOnLine non usufruisce delle sovvenzioni economiche previste per l'Editoria - Leggi le "Note informative"

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