Venerdì, 15 Novembre 2019
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cona001 400x300(Fonte: rovigoindiretta.it)"Si ha paura di ciò che non si conosce": il consigliere regionale 5 stelle Patrizia Bartelle ha fatto visita all'ex base militare di Cona in cui sono ospitati una cinquantina di profughi - L'ex base militare della località veneziana è stata riaperta per accogliere 45 richiedenti asilo provenienti dal Mali e dalla Somalia. Grazie all'intervento del consigliere regionale 5 stelle, il sindaco di Cona Alberto Panfilio ha potuto verificare di persona la situazione mettendo fine alle polemiche che hanno infiammato il clima del paese nei giorni scorsi. 

Impegno extra-provinciale per il consigliere regionale polesano Patrizia Bartelle. Ieri, 25 luglio, l’esponente del Movimento 5 stelle ha fatto visita all’ex base militare di Conetta, località di 197 abitanti nel comune di Cona, in provincia di Venezia. La struttura militare ormai dismessa, in questi giorni è al centro delle cronache perché, proprio qui, sono stati trasferiti una cinquantina di richiedenti asilo che fino a pochi giorni fa si trovavano ad Eraclea mare. La vicenda ha suscitato non poche polemiche, in primis quelle del sindaco di Cona Alberto Panfilio che, appena saputo dell’arrivo dei richiedenti asilo all’ex base, ha parlato di “lager moderno” per indicare la struttura “che dovrà ospitare delle persone senza aria condizionata e priva di collegamenti con i servizi di trasporto”. Polemiche alimentate anche dal divieto di accesso alla struttura a tutti i non addetti ai lavori, sindaco e giunta compresi. E’ per questo motivo che il consigliere Bartelle è intervenuta impegnandosi in prima persona per favorire l’ingresso dei sindaco all’interno della caserma. “Ho ritenuto opportuno chiamare il prefetto – spiega Bartelle – dato che il divieto di ingresso nella base serviva solo ad alimentare le tensioni all’esterno e i dubbi sulla veridicità delle informazioni. Il prefetto ha mostrato senso di responsabilità concedendo l’ingresso ad una delegazione formata dal sindaco, dal vicesindaco, da me ed un mio collaboratore”. E così la delegazione ha verificato l’effettivo numero dei profughi e le condizioni del centro. “Abbiamo verificato – continua il consigliere polesano – che gli stabili, che pur essendo stati chiusi da tempo, si trovano in buono stato. Si stavano effettuando dei lavori di tinteggiatura e pulitura da parte del personale della cooperativa, e gli stessi profughi stavano dando una mano. Ho verificato di persona lo stato dei servizi igienici e la presenza di acqua corrente. La mensa è operativa e venivano serviti riso, cotolette, verdura, e frutta fresca”. Bartelle ha inoltre conosciuto alcuni dei profughi: “Sono ragazzi giovani, la loro età media è di 22 anni, provenienti per la maggior parte dal Mali e dalla Somalia. Parlano francese ed inglese, sono gentili e disponibili. Il numero che circolava di 70 profughi è stato smentito. Le cifre sono quelle comunicate, 45 presenze”. E aggiunge: “Si ha paura di ciò che non si conosce. È comprensibile la preoccupazione del sindaco e dei cittadini, per questo è importante che sia data al personale opportuno la possibilità di verificare e divulgare reali informazioni su casi del genere. I cittadini devono sempre essere informati di quanto accade nelle loro zone. Questo dimostra che quando c’è trasparenza e volontà di condivisione per trovare la soluzione, essa si trova”. Quanto all’operato del sindaco Panfilio, che in questi giorni ha più volte indetto delle assemblee pubbliche con i residenti di Conetta per metterli al corrente della situazione, Bartelle commenta: “Ha gestito con responsabilità ed equilibrio la situazione, evitando di innescare l’ennesima miccia di uno scontro sociale sempre latente. E’ chiaro che queste soluzioni siano emergenziali. Noi crediamo che la gestione dell’accoglienza debba avvenire in un altro modo e che un preavviso maggiore possa contribuire comunque a diffondere uno spirito di calma e fiducia”.

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