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lettaditoAdesso abbiamo compreso la portata della revisione del trattamento fiscale sulle perdite delle banche che porterà maggiori utili, in media del 7%, secondo lo studio di Mediobanca per un importo fiscale di almeno 650 milioni di euro nel 2013, che qualcuno dovrà coprire. Concedere il grazioso regalo tributario della revisione del trattamento fiscale delle perdite su crediti delle banche, contenuta nella legge di stabilità, che farà aumentare in media del 7% l’utile per azione delle banche italiane nel 2014 senza garanzie di allentare la stretta creditizia, è un clamoroso errore, l’ennesimo regalo a fondo perduto agli Istituti di credito, che per il triennio 2013-2015 potrebbe essere stimato in circa 1,5 miliardi di euro .

Secondo il report di Mediobanca Securities che analizza l’impatto della misura permetterà agli istituti di credito di avere un beneficio fiscale che si tradurrà anche in un aumento dell’utile netto, che secondo le stime di Banca Imi, potrebbe per Unicredit ad un beneficio fiscale nel 2013 di 271 milioni di euro, che diventano 236 nel 2014 e 219 nel 2015. Per Banca Mps il beneficio è di 101 milioni nel 2013, 70 nel 2014 e 57 nel 2015. Per Ubi si tratta di un beneficio di 45 milioni nel 2013, 38 milioni nel 2014 e 37 nel 2015. Per Banco Popolare il beneficio stimato ammonta a 48 milioni nel 2013, 44 nel 2014 e 43 nel 2015.

In sostanza nel triennio 2013-2015, Unicredit avrà un beneficio fiscale di 726 milioni di euro; Banca Intesa di 590; MPS di 228; Banco Popolare di 135; Ubi di 120, per un totale di 1,8 miliardi di euro di minori entrate fiscali: un regalo generoso ai signori banchieri.

In media per le banche coperte da Banca Imi l’impatto potenziale positivo sull’utile netto del 2015 sarà dell’11%. In particolare sarà sempre per l’utile atteso 2015 del 21% per Mps, del 13% per Ubi e del 12% per Banco Popolare. Anche per gli analisti di Mediobanca “L’impatto sull’Eps delle banche italiane dal cambiamento del regime Irap potrebbe essere del +7% nel 2014, corrispondente ad un +0,6% sul Rote”, si legge nella nota odierna dell’investment bank riferendosi agli istituti sotto la loro copertura commentando i cambiamenti previsti nella Legge di Stabilità.

L’alleggerimento fiscale dell’Ires, con l’aliquota fissa del 27,5% e dell’Irap, la cui media si aggira attorno al 5% (con variazioni a livello regionale) anche se varia da regione a regione produrrà un aumento potenziale fino al 20% degli utili attesi nel 2014 per Bper e Creval le maggiori banche beneficate, mentre per Unicredit l’attesa è di un miglioramento del 5% dei profitti, per Intesa Sanpaolo del 6% e per Credem del 3%, secondo il report di Mediobanca Securities.

L’ennesima misura che favorisce le banche e penalizza consumatori, utenti, contribuenti, addossando loro oneri fiscali e contributivi non più tollerabili.

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