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eugenio scalfariAd un vetusto pennivendolo della vecchia nomenclatura le cose stanno bene così, ma appare più che ovvio, che non stanno più bene al popolo italiano (esclusi quelli - e sono tanti - che, a sbafo, ci vivono sopra), che da tempo non arriva alla terza settimana

e che si ritrova caricato come un mulo di ulteriori imposte, tasse, tributi e contributi vari (oltre 100, secondo la CGIA di Mestre). Solita sporca trama: prima si diffonde la notizia che lo Stato e, soprattutto, le regioni e gli enti locali sono sul lastrico e non riescono più ad espletare le loro funzioni e ad erogare i servizi ai cittadini, e subito dopo il governo (che aveva appena stretto il cordone dei trasferimenti di soldi verso la periferia e che aveva appena minacciato di sopprimere le Province ed accorpare i Comuni) decreta che gli enti periferici possono istituire nuove imposte e aumentare quelle pre-esistenti. Vengono quindi confermate/peggiorate/istituite vecchie e nuove imposte e tasse: IRPEF, IVA, IRAP, ICI-IMU-TARES, TOSAP, TRISE (TASI-TARI-TARIP), ADDIZIONALI REGIONALI, ADDIZIONALI COMUNALI, ACCISE VARIE, DIVIETI DI SOSTA CON CONTESTUALI PARCHEGGI A PAGAMENTO, AUTOVELOX, SEMAFORI T-RED, TUTOR, etc, etc...). In questo modo, a goccia a goccia, le spese e le contestuali imposte degli Enti locali (oltre che centrale) sono arrivati alle STELLE, mentre i servizi al cittadino sono arrivati alle STALLE. Dal 1973 al 2008: le Regioni a Statuto Ordinario hanno incrementato le loro spese del 27685,97% (pari al 20,28% medio annuo), le Regioni a Statuto Speciale le hanno incrementate del 9349,12% (pari al 15,09% medio annuo), le province le hanno incrementate del 1676,95% (pari all'11,01% medio annuo), i comuni le hanno incrementate del 1795,44% (pari all'11,45% medio annuo), e lo Stato le ha incrementate del 350,10% (pari, solo - si fa per dire - al 4,84% medio annuo). Ovviamente le rendite di impiegati ed operai non hanno avuto la stessa escalation delle spese pubbliche e, pertanto, il potere d'acquisto è andato sotto i tacchi, provocando sempre maggiore contrazione di acquisti, riduzione della produzione, incrementi di licenziamenti, ulteriore diminuzione di acquisti e cosi di seguito. Insomma il popolo italiano è stato cacciato in un infernale loop senza fine per il quale nessuno dei vecchi parlamentari vuole adoperarsi per tirarci fuori (la medicina c'è ma il medico non vuole fare la ricetta). Come si sa, con la riforma del Titolo V della Costituzione è stata data la quasi pienezza di autonomia agli enti locali (incluso quella di istituire imposte e tasse locali). Con detta riforma, in sostanza, è come aver detto a dei bambini di 3 anni (cioè ai tantissimi piccoli Comuni): "da oggi siete autonomi", "arrangiatevi", "se volete vivere chiedete l'elemosina - visto che alla vostra età non potete lavorare", "altrimenti andate a rubare". Da ciò, appare più che ovvio che, a quella età, il bambino e la sua autonomia nascono già morti. In effetti, con detta riforma Costituzionale, il legislatore non ha fatto altro che acuire il morbo economico-sociale che già era stato inoculato con la istituzione delle Regioni del 1970. Il legislatore, avrebbe, invece, dovuto legiferare affinché queste piccole autonomie si fondessero in altre più estese (Comuni da 15 - 20 mila abitanti - salvo deroghe per quelli montani; Regioni da 15 - 20 milioni di abitanti - o soppressione totale; Province da 1,5 - 2 milioni di abitanti - o soppressione totale), affinché dessero migliori servizi a minor costo (secondo il principio di buon andamento della p.a. fissato con l'art.97 della Costituzione). Invece, NO! il legislatore ha pensato di attuare il FEDERALISMO e di rendere autonomi dei minorenni, magari pensando di mantenere bacini di voti per i loro partiti (per la loro permanenza a Roma) oppure di prepararsi il terreno per il loro futuro extra parlamentare (terreno fertile per politici trombati, quindi, per loro stessi, quando finirà la loro vacanza romana): Si è proceduto, quindi, a legiferare affinché i consiglieri regionali non possano percepire una indennità superiore a quella dei parlamentari (sigh!). Si è provveduto ad adottare il FEDERALISMO per distruggere Roma ladrona-padrona (utopia consapevole) creando ulteriori 8200 e passa piccole Romette (con costi da Romette e non più da semplici enti locali). Insomma il vetusto pennivendolo, si è improvvisamente risvegliato, con un Grillo per la testa, che pare gli voglia togliere tutti quei privilegi che ha torrentiziamente acquisito in tutti questi anni. Chi dei due ha ragione? Ai posteri la sentenza tra il pennivendolo e il Grillo che gli frulla per la testa

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