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MINETTI E TROTAEra cominciata in sordina, nelle pagine di cronaca locale, con una lite interna al gruppo del Pdl alla Regione Lazio. Poi ”il caso Fiorito” è finito in procura e dal lì è partita l’onda. Da allora lo scandalo ha investito sedici regioni su venti.

Conti pagati con i fondi destinati ai gruppi e alla politica: dalle cene alla lap dance, fino alle pecore e al saldo delle tasse per i rifiuti e ai gratta e vinci. PIEMONTE Gli avvisi di conclusione indagini sono stati inviati con la posta elettronica: 43 in tutto. Destinatari quasi tutti gli eletti nel Pdl, esclusi i consiglieri Giampiero Leo e Fabrizio Comba. In elenco anche il governatore leghista Roberto Cota che comprava sigarette, degustava tartufi e ha presentato anche cinque ricevute di ristorante con la stessa data. Poi Gianluca Vignale e l'ex presidente Mercedes Bresso alla quale è contestato il finanziamento illecito al partito e non il peculato come tutti gli altri consiglieri. Fuori dall’inchiesta gli altri componenti del gruppo Pd. CALABRIA Profumi, balli cubani, valigie. Nell'elenco dei tredici consiglieri regionali che la scorsa primavera hanno ricevuto l’invito a comparire, c’è anche il neo senatore di "Grande Sud" Giovanni Bilardi. I reati vanno dal peculato al falso alla truffa. L'inchiesta riguarda i rimborsi tra il 2010 e 2012, con oltre 4 milioni euro gestiti ogni anno da ciascun gruppo alla Regione. Tra le fatture, anche un biglietto per uno spettacolo di lap dance, ”Gratta e vinci”, viaggi ingiustificati all'estero e in Italia. EMILIA In Emilia le inchieste sono ancora aperte e trasversali. E’ cominciato tutto nel 2012 con le interviste pagate dai consiglieri con i soldi dei gruppi: Pd, M5S, Sel, FdS, Lega e Udc. Si indaga anche sulla documentazione scomparsa dal gruppo dell'Idv. Intanto il consigliere Alberto Vecchi, eletto nelle liste del Pdl, è stato rinviato a giudizio per truffa: deve rispondere degli 80mila euro di rimborsi chilometrici ricevuti dopo aver spostato nel 2006 la residenza a soli 60 km da Bologna. Alberghi, zampone, panettoni, vini, spumanti e i gioielli di Tiffany tra le spese fatturate e presentate dai consiglieri dal 2005. LIGURIA A ottobre la procura ha acquisito la documentazione sulle spese regionali rimborsate tra il 2011 e il 2012. Le indagini, che avevano già portato all’iscrizione sul registro degli indagati di cinque consiglieri, adesso riguardano anche il presidente Rosario Monteleone e i due vicepresidente vicari Michele Boffa e Luigi Morgillo. SICILIA Il presidente dell’Ars Ciccio Cascio si è presentato spontaneamente in procura per consegnare la documentazione relativa a oltre 12 milioni e mezzo di spese dei gruppi parlamentari nel 2012. Tra le fatture, i pm hanno trovato anche l’acquisto di auto e i regali di nozze. Per la Finanza, i consiglieri Francesco Musotto (Mpa), Giulia Adamo (Pdl Sicilia), Rudy Maira (Pid) e Antonello Cracolici del Pd «avrebbero disposto o autorizzato alcune spese non istituzionali, o comunque non giustificate». LOMBARDIA Sono in tutto 91 tra ex consiglieri e assessori della Regione Lombardia a essere finiti sotto accusa. Nei guai anche Renzo Bossi, che avrebbe speso i sodi del gruppo in videogiochi, sigarette e lattine di Red Bull. Poi Nicole Minetti, che al gruppo avrebbe addebitato 832 euro per un aperitivo all'hotel Principe di Savoia, una cena da Giannino a 400 euro e un iPad da 750 euro. Ma anche 16 euro per l’acquisto del libro ”Mignottocrazia” di Paolo Guzzanti. CAMPANIA Feste di compleanno, un cenone di capodanno, giocattoli e 11mila euro bruciati solo per bar e pasticceria. Nell’elenco delle spese dei consiglieri della Regione Campania, ci sono anche occhiali da vista, tintura per capelli, farmaci. Sono sessanta i consiglieri indagati per peculato, e tra essi ex eletti ora sbarcati in Parlamento: il deputato Pd, Umberto Del Basso De Caro, e i senatori Pdl, Eva Longo e Domenico De Siano. In due anni risultano ”bruciati” 2,5 milioni di euro. SARDEGNA Tra marzo 2009 e luglio 2012 l'ex capogruppo del Pdl in consiglio regionale Mario Diana, avrebbe distratto circa 250mila euro: è finito in manette. Per i pm 23mila euro sarebbero stati spesi il suo matrimonio. In tutto gli indagati sono 53. Tra loro c’è anche Silvestro Ladu, ex parlamentare Pdl, accusato di aver speso i fondi per l'attività politica acquistando pecore e un vitello.di Valentina Errante

 

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