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(Fonte: Il Fatto Quotidiano - Martina Castigliani) - Dopo la visita ai cantieri Expo 2015 a Milano, i portavoce nazionali del Movimento 5 stelle incontrano gli attivisti con un comizio al Parco delle Cave. Intervengono Di Battista, Di Maio, Taverna e Fico, gli altri sparsi tra la folla incontrano il pubblico (c'è anche la senatrice sfiduciata Serenella Fucksia). Sul palco anche il leader

- “L’Europa deve chiamarsi con il suo nome: comunità europea e non Unione europea”. Beppe Grillo arriva al Parco delle Cave a Milano, dopo la visita con oltre cinquanta tra parlamentari e portavoce M5s nei cantieri Expo 2015, e il clima è già da campagna elettorale per le Europee. “Noi adesso arriviamo alle elezioni e le vinciamo in un modo assoluto. E poi andremo dalla Merkel e andrò personalmente a guardarla negli occhi. Ci parlerò io”. L’intervento sul palco dura poco più di dieci minuti. Lo ascoltano trecento persone e al suo fianco ci sono i parlamentari che ha cresciuto e che ora nelle piazze sono attesi quasi quanto lui. “All’inizio venivano a sentire me e poi andavano via. Adesso le persone vengono a sentire i portavoce e non ascoltano più me. Io sono commosso. Perché tutto era nato come un sogno di un pazzo. E guardate cosa siamo diventati”.

Ad aprire le danze è l’altro volto noto del Movimento, Alessandro Di Battista: “Se prendiamo un voto di più del Pd alle elezioni Europee, creiamo una crisi di governo senza precedenti”. La folla applaude il deputato come se fosse il leader, quello che dovrebbe spiccare nel gruppo, anche se lui cerca di confondersi tra gli altri. Spiccare nel Movimento non è la migliore delle strategie e di vittime ce ne sono già state tante. E mentre Grillo assicura la vittoria alle Europee, il deputato sa che la sfida è molto più difficile di così e che la faccia se la giocano tutta lì. “Ci giochiamo tanto alle elezioni di maggio, ma ne siamo consapevoli e daremo battaglia”. Di Battista parla di Roma e di una politica che ha deluso i 5 stelle: “Noi abbiamo capito in un anno che il problema sono i soldi. Vaffanculo ai soldi. Se ci stacchiamo da quello, possiamo cambiare questo Paese. Oggi siamo stati all’Expo e sono sempre le stesse imprese. O legate a Cl, o legate alla fondazione Vedrò che finanzia Letta e Alfano, o alle cooperative. Noi diciamo basta a tutto questo sistema. Siamo cittadini normali. Anzi scusateci quando sbagliamo. Siamo persone libere là dentro, e non esiste dire che comandano Beppe e Casaleggio”.

Dopo l’intervento di Di Battista, è la volta di Paola Taverna, Manlio Di Stefano e Roberto Fico. Sono le prove generali per i portavoce che dai prossimi giorni gireranno per le piazze d’Italia. “Sappiate”, dice Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, “che i nostri colleghi portavoce sono tra il pubblico, sono lì per parlare con voi. Non so se ve lo ricordate, ma c’è stato un tempo in cui questo Movimento non voleva nemmeno candidarsi. Giravamo per i meetup e mettevamo insieme le intelligenze per fare dei progetti”. E per questo, dice Di Maio, quando gli chiedono se oggi lanciano la campagna per le europee, risponde: “Noi l’abbiamo lanciata nel 2005. Facciamo politica da anni. Non so se ve lo ricordate. Abbiamo deciso di entrare nelle istituzioni solo perché non avevamo più speranze nella politica marcia”. 

Grillo sul palco parla dieci minuti, giusto il tempo di benedire i suoi che nelle prossime settimane gireranno l’Italia per la campagna elettorale e poi risalire sul pullman. “Andare in Europa”, commenta a margine con i giornalisti, “significa mettere in comune il debito, tagliando il fiscal compact. Poi faremo un bel referendum per la sovranità monetaria. Non devono decidere i partiti. Alla fine gli italiani decideranno se uscire o no dall’euro, intanto usciamo dal debito”. Un piano senza contare Matteo Renzi, il politico che Grillo dice “falso e ipocrita” : “Lo guardo e vedo che improvvisa. I titoli dei giornali sono una bellezza. I titoli su quello che non farà. Non c’è un atto scritto, non c’è un disegno di legge. Io non sono andato da lui per non farlo parlare. Poi lui mi ha detto: ‘Io non voglio niente da te’. Ma lui deve sapere, che io rappresento 9 milioni di persone, tu 130 che ti hanno eletto. Lui non è credibile, è falso e ipocrita. Ha detto tutto e il contrario di tutto”.


Al comizio ci sono anche i comitati No Canal, che protestano per il progetto delle vie d’acqua legato a Expo 2015, ma l’attenzione è tutta per i parlamentari 5 stelle. A Milano il Movimento si allena alla campagna per le elezioni europee. Sono arrivati circa una cinquantina di portavoce in consiglio comunale e regionale e Parlamento. Hanno visitato i cantieri Expo 2015, un’ispezione durata circa mezz’ora. Poi giro al Parco Trenno e pranzo insieme. Si cerca di ritrovare lo spirito di gruppo, compattare le fila, perché la vera scommessa ora è quella che si giocherà nelle urne per andare a Bruxelles. Dissidenti, o “zavorre” (come li chiamano loro), fuori, si pensa alle piazze e agli slogan che li hanno portati in Parlamento.  C’era anche Grillo sul pullman che ha accompagnato i parlamentari tra i cantieri, per sostenere quella che i portavoce 5 Stelle dicono essere una delle loro battaglie fondamentali. Hanno visto i lavori dal pullman e parlato con qualche ingegnere. “Expo?“, ha commentato Grillo dal palco, “Ci hanno detto ‘guardate’, ma non c’è un cazzo, non c’è niente, c’è un campo. Devono venire 20 milioni di persone, ma chi ci va a Rho?”. Così anche la consigliera regionale Silvana Carcano: “Ve lo ricordate cosa diceva in campagna elettorale Pisapia? Aveva predicato un Expo sostenibile. E adesso invece? Noi quello che diciamo, lo portiamo avanti con coerenza. Abbiamo chiamato qui i nostri portavoce nazionali ed è solo l’inizio. Ci faremo sentire molto ancora nei prossimi mesi”

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