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RENZI A PORTA A PORTAAl governo servono 7 miliardi da maggio a dicembre. Ma andando ad analizzare una per uno le voci di riduzione di spesa suggerite se ne scoprono delle belle. Ottanta euro per non diventare un buffone. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha promesso a dieci milioni di italiani un aumento in busta paga a partire dalla fine di maggio.

Per poterlo fare ha indicato una serie di voci, che permetteranno al governo di trovare i sette miliardi di euro necessari per poter mantenere la parola data. Iva, Svizzera, spread, Tir, ferrovie, incentivi alle aziende, militari, pensioni, dipendenti pubblici. Un lungo elenco di entrate e tagli. Quando si vanno a verificare le singole voci, però, si scopre che molti di questi propositi resteranno sulla carta, mentre altri non potranno mai essere attuabili se non grazie a un'operazione di macelleria sociale.Andiamo per ordine. Il governo recupererà un miliardo attraverso l'Iva, due dal rientro dei capitali dalla Svizzera, uno dalla diminuzione dello spread e tre dal taglio della spesa pubblica. Uno più due più uno più tra fanno sette miliardi.Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli è un ex dirigente del Fondo monetario internazionale.Dunque, un miliardo e mezzo dal maggior gettito Iva sul 2014, perché finalmente lo Stato pagherà i suoi debiti alle imprese. Però, i pagamenti, rimandati da decenni, potrebbero avere degli intoppi. Inoltre, questi soldi entreranno una volta e basta. Mentre servono entrate replicabili, ogni anno.Il rientro dei capitali dalla Svizzera? Impossibile per ora utilizzare quei soldi, perché il provvedimento è stato ritirato e va riscritto. E intanto, i capitali chissà se resteranno lì ad aspettarci.Pagheremo meno interessi sul debito perché lo spread è più basso? Sono soldi che andranno contabilizzati solo a fine anno. Quindi, a maggio non sapremmo con certezza neanche quanti sono.A questo punto, l'unica voce certa rimasta è quella della spending review, il taglio alla spesa pubblica.Il commissario Carlo Cottarelli, nominato dall'ex premier Enrico Letta, ha presentato il suo piano. Ha fatto tutto quello che gli avevano chiesto Letta e il suo ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, prevedendo tagli alla spesa pubblica in tre anni per trentatré miliardi e novecento milioni di euro. Lo ha fatto seguendo il suo credo economico monetarista e fedele ai dettami del Fondo monetario internazionale, da cui proviene.Sette miliardi e duecento milioni vengono dalla voce «tagli per beni e servizi». Ovvero, l'acquisto di penne, fotocopiatrici, carta igienica, per ministeri, uffici, ospedali e scuole. Tre miliardi dalla voce «tagli ai trasferimenti alle imprese». Si tratta degli incentivi (utili o meno) che vanno alle aziende. Poi, Cottarelli propone di tagliare i contributi ai Tir: trecento milioni (i camionisti hanno già più volte chiuso strade, autostrade e porti chiedendo più soldi, figurarsi se dovessero rinunciarvi del tutto). Un miliardo e mezzo di «tagli ai trasferimenti al trasporto ferroviario», che enti locali e aziende usano per pagare parte dei biglietti ai pendolari. In questo caso, o aumenterà il costo dei biglietti o diminuirà il numero dei treni e dei pullman in circolazione. Un altro miliardo viene dal sistema pensionistico. Secondo il commissario, le donne dovrebbero lavorare un anno in più (da quarantuno a quarantadue anni) per poter maturare la pensione d'anzianità. Ma in quel miliardo sono compresi anche tagli alle pensioni di guerra, a quelle di reversibilità e agli assegni di accompagnamento per gli invalidi. E ancora. Il «riordino delle spese per la Difesa». Tre miliardi in tre anni da ottenere chiudendo caserme, comprando meno F35 e facendo a meno di quarantamila militari (comprese le forze di polizia) entro il 2024. Infine, c'è il taglio dei dipendenti pubblici. Da fare attraverso il blocco totale del turn over. Si sta parlando di ottantacinquemila posti di lavoro in meno.Difficile, molto difficile (per alcuni molto sbagliato) riuscire a fare tutto ciò. Anche se fosse, comunque, Cottarelli ha fatto sapere che forse, entro la fine di quest'anno, si riusciranno a risparmiare tre miliardi. Sempre se verranno seguite tutte le sue indicazioni.Franco Fracassi 

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