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disabilitaIn questo periodo pandemico, la condizione delle persone con disabilità si è aggravata in modo significativo e preponderante facendo emergere, ancor più, se ce ne fosse stato bisogno, tutte quelle criticità che li circondano.

In Italia, secondo l’Istat, vi sono 3,1 milioni di persone con disabilità.

Il quadro che si evidenzia è che quanto sancito dalla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata da 181 paesi, tra cui l'Italia, pur essendo uno standard internazionale, è costantemente disatteso nel nostro paese sia dalle istituzioni centrali che da quelle territoriali.

Le persone con disabilità sono ancora trattate come malati e non come cittadini, come segregati in luoghi separati e non come inclusi nella società; come persone da trattare in modo speciale e non titolari di diritti nello status di eguaglianza rispetto agli altri cittadini.

Si sono amplificate le condizioni mediante le quali si sono ulteriormente evidenziate le barriere, gli ostacoli e le discriminazioni verso tante persone ritenute “diverse”, molte volte invisibili e dimenticate.

Il documento che allego è, invece, un condensato di proposte presentate al governo centrale nell’incontro a Villa Pamphilj il 20 giugno u.s., finalizzato alla costruzione di un’Italia capace di lasciarsi alle spalle la pandemia, superare le criticità, migliorare le politiche ad ogni livello, in modo che i diritti delle persone con disabilità diventino reali e senza discriminazione.

Per ogni punto proposto sono evidenziate le criticità sulle quali intervenire:

-       diritto alla salute;

-       diritto all'educazione;

-       diritto al lavoro;

-       diritto alla mobilità;

-       diritto al turismo:

-       diritto al tempo libero;

-       diritto alla partecipazione attiva.

Il Welfare italiano, oggi quasi inesistente, deve evolversi in un Welfare di totale inclusione. Tutto ciò non solo nelle aree urbane ma anche in quelle rurali.

È prioritario superare diseguaglianze e discriminazioni, ma soprattutto va superato il modo di pensare e quindi di agire, che considerano le persone con disabilità quali indesiderabili creando vulnerabilità e limitazioni.

Le leggi italiane e quelle internazionali tutelano l’approccio non discriminatorio e la prospettiva di tutte le proposte elencate nel documento è volta a garantire equità, uguaglianza e pari opportunità ad ogni cittadino.

Chimera? Forse! ma vale la pena continuare ad essere propositivi e tutelare chi vede i propri diritti di cittadino violati o inascoltati.

Carlo Adelchi Castrignanò

Presidente Coordinamento regionale AISM Veneto (Associazione Italiana Sclerosi Multipla)

V. Presidente regionale FISH Veneto (Federazione Italiana per il superamento handicap)


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