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PDL AL COMPLETO
La politica, quest'anno, non è mai andata in vacanza, ma da questo lunedì sembra aprirsi una settimana di passione, con i nodi economici e politici che vengono al pettine del traballante governo delle larghe intese.
E mentre    di ritorno dall'Afghanistan il premier Enrico Letta avverte che "far cadere il governo adesso sarebbe una follia", in casa Pdl dopo il summit di Arcore in cui sembravano aver vinto i 'falchi', tornano a farsi avanti le colombe come Lupi, che lavorano per evitare la crisi. E Berlusconi in persona chiede ai suoi di fermare le dichiarazioni per non alimentare polemiche.
Intanto sul fronte del Pd, il segretario Epifani tiene la barra dritta e respinge gli ultimatum degli alleati. Da parte sua Beppe Grillo si prepara per le elezioni.
IL CAVALIERE FRENA I FALCHI - “In questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all’interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre piu’ spessoalimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa”. E’ Silvio Berlusconi, in una nota, a sottolineare che “la passione e l’impegno generoso dei nostri dirigenti e dei nostri militanti, anche negli ultimi giorni, vengono riportati e descritti a tinte forti, quasi fossero sintomi di divisione e di contrasto”. “Perciò, invito tutti - è l’indicazione di marcia, un sostanziale ‘richiamo’ ai falchi - a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento”.
IL NODO IMU - Visto l'ultimatum del Pdl ("via l'Imu o cade il governo"), oggi e domani tecnici del Tesoro sono al lavoro per trovare una soluzione entro il Consiglio dei ministri decisivo di mercoledì.  Nel Cdm di oggi atteso intanto il via libera al pacchetto sulla Pubblica amministrazione. Intanto è in corso a palazzo Chigi una riunione ristretta fra il premier Enrico Letta, il vicepremier Angelino Alfano, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e quello degli Affari Regionali Graziano Delrio.
L'APERTURA DI VIOLANTE - Un'apertura sul fronte del centrosinistra si registra, per la verità: sono le parole di Luciano Violantem che al Corsera rivela: “La Corte Costituzionale ha ritenuto che il procedimento davanti alla Giunta è di carattere giurisdizionale. Quindi la Giunta, se ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l’eccezione davanti alla Corte. Ma questa non sarebbe dilazione; sarebbe applicazione della Costituzione”.
“Noi - rivendica l’esponente Pd - siamo una forza legalitaria. La legalità comprende il diritto di difesa e impone di ascoltare le ragioni dell’accusato”. Violante parla anche dell’eventuale ricorso del Pdl alla Corte europea osservando che “la Corte di Lussemburgo potrebbe essere interpellata perchè dica se in base alla normativa europea, applicabile anche in Italia, la legge Severino dà luogo a pena, non retroattiva, o a un semplice effetto sulla condanna”.
Parole che piacciono parecchio al Pdl. La Gelmini sottolinea: “L’intervista del Presidente Violante al Corriere rappresenta una prima autorevole apertura al dibattito sulla decisione della Giunta; dibattito che i falchi del Pd avevano fin qui respinto come una perdita di tempo. Dopo la presa di posizione di Casini, l’affermazione di Violante del diritto alla difesa come principio di legalità rappresenta un ritorno alla strada fin qui smarrita di un garantismo giuridico su cui fondare una visione comune e riformata dell’idea di giustizia.
Come pure vanno apprezzati i riferimenti alla giustizia europea: la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo offre una tutela a carattere generale in tutti i casi di violazione da parte dei giudici delle regole fondamentali in materia di ‘giusto processo’”.
EPIFANI - “Il Pd respinge con forza qualunque ricatto o ultimatum del Pdl. Quella di Berlusconi non è una ‘questione democratica'. è un caso di assoluto rilievo politico, ma riguarda principalmente la destra. Non tocca a nessun altro risolverlo: nè a Napolitano, nè a Letta, nè al Pd. Il Pdl decida cosa vuole fare, e se ne assuma la responsabilità di fronte al Paese”, dice Epifani a repubblica sottolineando che sull’”agibilità politica” del Cavaliere non si tratta. Il Pd “rispetterà la legge” e voterà si’ alla decadenza di Berlusconi. E assicura: “Tra di noi non ci saranno franchi tiratori”.
La decisione di votare la decadenza di Berlusconi, osserva Epifani, “non nasce dal fatto che vogliamo ‘eliminare per via giudiziaria un avversario politico’, cosa che in via di principio va sempre esclusa. Lo facciamo invece perchè è giusto cosi’ e perchè questo è cio’ che ci impone il principio di legalità. Nessun giustizialismo da parte nostra, ma nessun salvacondotto per chiunque. Ed è la stessa cosa che abbiamo fatto quando si è trattato di valutare i comportamenti della nostra parte”.

Epifani esclude “tentativi affannosi” e “scorciatoie impercorribili” come grazia e l’amnistia e insiste: “qui l’unica cosa che conta è ancora una volta il rispetto della legge”. Il governo Letta è dunque al capolinea? “Solo un cieco non vede che il governo vive ore critiche - risponde - ma la responsabilità non è nostra. Il Pd ha fatto e continuerà a fare ogni sforzo perchè il governo vada avanti”.
GRILLO - "Adesso non c’è più tempo. O vanno a casa loro, o va a casa il Paese. In mezzo non c’è nulla.
Prepariamoci alle elezioni per vincerle", scrive Beppe Grillo sul suo blog dove in un post intitolato "E’ finito il tempo delle mele" avverte: "Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare".
Il leader del M5S non perde l'occasione per attaccare il Colle: “La farsa di un presidente della Repubblica eletto da Berlusconi (ricordate i suoi applausi alla nomina e il sorrisone da cumenda da guancia a guancia?) che disegna da anni strategie fallimentari come investito da un’autorità suprema, prima Rigor Montis, poi Capitan Findus Letta, sta andando avanti come se niente fosse successo”.
LUPI  - "Se cadesse il governo per noi sarebbe un errore non andare subito al voto. Ma ci sono ancora le condizioni perchè questo non accada", assicura a Repubblica il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. E precisa: "E' chiaro che il governo va avanti solo a precise condizioni".
Il primo punto, spiega, è rappresentato dal programma: "Ci sono dei paletti che ciascun partito ha piantato e che sono invalicabili. Per noi è l’abolizione dell’Imu". Quanto alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, il ministro sottolinea: "Non chiediamo che si superi la legge per Berlusconi ma che venga applicata senza pregiudizio, ascoltando il parere di numerosi e autorevoli costituzionalisti indipendenti che sostengono che la legge Severino non può essere retroattiva. Ci auguriamo che, sul problema della decadenza di Berlusconi, il Pd dia un segnale di apertura". Per Lupi nel Pd, infatti, ci sono "persone che hanno capito che si tratta di superare la guerra dei vent’anni e il conflitto permanente che ha bloccato la vita politica italiana.

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