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In un anno 325mila disoccupati in più. Il tasso tra i giovani risale al 39,5%

 

Il tasso di disoccupazione resta al 12 per cento, con una variazione nulla rispetto a giugno, ma sale dell'1,3% nel raffronto con il luglio 2012. Per la quarta volta consecutiva il dato tocca la soglia del 12 per cento.

MILANO - Si arresta l'emorragia di posti di lavoro, anche se il raffronto con lo scorso anno traccia ancora un quadro allarmante per la situazione occupazionale dell'Italia. Con l'aggravante che le fasce giovani, che avevano recentemente mostrato segnali di riprsa, tornano a peggiorare. La disoccupazione a luglio si ferma al 12%, invariata rispetto a giugno (-0,033 punti percentuali), anche se resta in aumento su base annua, con un rialzo di 1,3 punti. Lo rileva l'Istat, che ha diffuso oggi i dati provvisori. Con luglio la disoccupazione tocca la soglia del 12% per la quarta volta consecutiva. Risale invece il tasso di disoccupazione giovanile, che sempre a luglio è pari al 39,5%. Secondo i dati provvisori aumenta così di 0,4% punti rispetto al mese precedente e di 4,3 punti sul 2012. Nel secondo trimestre tra i 15-24enni il tasso sale al 37,3% (+3,4 punti), con un picco del 51% per le giovani donne del Mezzogiorno. Quanto alle differenze di genere, invece, la disoccupazione rimane invariata nel confronto mensile per la componente maschile, mentre si riduce dello 0,7% per quella femminile. In termini tendenziali la disoccupazione cresce sia per gli uomini (+16,6%) sia per le donne (+6,5%).

l'Istituto precisa che a luglio gli occupati sono risultati 22 milioni 509 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione dell’1,9% su base annua (-433 mila). Rimane così invariato in termini congiunturali il tasso di occupazione, pari al 55,9%, mentre diminuisce di un punto percentuale rispetto a dodici mesi prima. Continua la tendenza avviata nel 2009 che vede poi diminuire anche il tasso d'occupazione straniera, passata dal 61,5% del secondo trimestre 2012 all'attuale 58,1%. Il tasso di disoccupazione degli stranieri ha ormai raggiunto il 17,9%. Non si arresta - annota l'Istat - il calo degli occupati a tempo pieno (-3,4%, pari a -644.000 unità rispetto al secondo trimestre 2012), che in quasi metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,5%, pari a -312.000 unità).

Sensibile, sul versante opposto, il balzo del numero di disoccupati: sono 3 milioni 76 mila, in diminuzione dello 0,3% rispetto a giugno (-10 mila) ma in aumento dell’11,8% su base annua (+325 mila). Nel secondo trimestre, l’incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre la metà dei casi le persone con almeno 35 anni. In quasi otto casi su dieci la crescita della disoccupazione riguarda le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi. L’incidenza della disoccupazione di lunga durata (dodici mesi o più) sale dal 53,1% del secondo trimestre 2012 all’attuale 55,7%.

Quanto ai giovani, nella fascia tra 15 e 24 anni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 39,5%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,3 punti nel confronto tendenziale. Cala leggermente - in termini congiunturali - il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni: -0,1% rispetto a giugno, ma +0,3% sul luglio 2012. Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, invariato in termini congiunturali e in aumento di 0,2 punti su base annua.

Anche a livello di Eurozona si confermano le dinamiche registrate in Italia: il tasso di disoccupazione nella zona della moneta unica è rimasto stabile al 12,1% a luglio per il quarto mese consecutivo dopo un incremento pressoché ininterrotto da inizio 2011. E tuttavia, continua a salire la disoccupazione giovanile che ha toccato il 24%, rispetto al 23,9% di giugno, raggiungendo il picco del 56,1% in Spagna. Secondo Eurostat, in termini numerici il 12,1% significa che 19,2 milioni di cittadini dell'Eurozona sono senza lavoro.

(30 agosto 2013)

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