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...per la legalità.

la spezia piazza verdi

La Spezia - La vicenda di Piazza Verdi a La Spezia non è semplicemente una questione architettonica... ma di legalità, democrazia e partecipazione dei cittadini. I comuni quando accedono ai bandi europei devono farlo in modo legale, non producendo documentazioni alterate!L'Amministrazione Comunale si è infatti fortemente esposta, scegliendo da subito la via della intransigenza. Il Sindaco Massimo Federici afferma di avere inserito la riqualificazione della piazza nel suo programma. In realtà le cose non stanno esattamente così. 
A pagina 18 del programma elettorale del Sindaco (allegato), si dedicano alla riqualificazione della Piazza solo due righe e non si specifica in nessun modo la natura architettonica dirompente degli interventi. 
Quando su i giornali uscirono le prime fugaci immagini di come sarebbe diventata la piazza ci fu un coro di proteste generalizzato e varie raccolte di firme.
Si è voluti arrivare allo scontro frontale e solo un colpo di fortuna (il passaggio di Sgarbi in città, sigh!) e la tenacia di alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle hanno permesso a questa vicenda di vivere una continuazione e di salire sino alla ribalta nazionale ...
Si poteva ancora tornare indietro, magari aprendo un tavolo con i cittadini, ma non lo si fece ...
Perché?
Il motivo che diffusamente gira in città ha un nome: ACAM, l'azienda municipalizzata che non può fallire (secondo una sentenza del tribunale) ma che ha ormai uno debito di più di 500 milioni di euro....
Stipendi non garantiti e un futuro di discariche ad alto rischio da realizzarsi nello spezzino, pur di farle invertire la rotta. 
Purtroppo ACAM ha pure da realizzare tutta una serie di strutture fognarie che gli spezzini hanno già pagato in anticipo e che in modo "furbesco, ma illegale" il Comune ha pensato di fare uscire da i fondi elargiti dalla Comunità Europea. 
Dunque nei dieci progetti inseriti per aver accesso a circa 19 milioni di euro non si sono inserite zone realmente degradate, ma zone scelte ad hoc, tra cui la assolutamente non degradata Piazza Verdi ...
Lo si è dovuto fare prevedendo un progetto ardito e fortemente invasivo (perché era l'unico modo per farvi transitare anche spese e lavori assolutamente non di "competenza" europea e come detto per di più già pagati. ...Quindi Fontane, giochi ludici, anfiteatro interrato e chi più ne ha più ne metta....e via i dieci (prima 12) pini quasi ottuagenari, che per evitare rientrassero nei vincoli settantennali previsti dalla legge , si fa passare nella istruttoria comunale allegata al bando per cinquantennali (chiamasi falso in atto pubblico)...
Ciò impedisce al Comune pure il percorso partecipativo, esplicitamente richiesto dall'Europa per avere accesso ai fondi che viene sostituito, a bando già espletato, da un paio di "centri di raccolta pareri" situati in alcuni punti vendita della zona, ove si possono riempire delle cartoline prive di data e quindi post databili a cose fatte ove i cittadini possono esprimere le loro idee circa più che altro la cantieristica...Tali Cartoline circolano per poco poi vengono ritirate e non se ne sa più nulla.
Dulcis in fundo ed è storia recente il comune decide di fare periziare le dieci piante oggetto del contendere allo scopo di dimostrarne la pericolosità . Gli esiti della perizia commissionata dal Comune sono tiepidi... solo tre o quatto pini potrebbero avere qualche problema nel tempo. Gli altri sono sani e tutti hanno effettivamente circa ottanta anni. 
La soprintendenza stabilisce lo scorso 17 Luglio che non solo i pini, ma tutta la piazza è sottoposta a vincolo storico, poiché facente parte di un prezioso quadro urbanistico dei primi del novecento... intanto però, nonostante il primo stop al cantiere avvenuto esattamente un mese prima per l'intervento del Ministro per i beni Culturali Bray, poi parzialmente revocato dalla Soprintendenza i lavori hanno portato alla distruzione di metà della storica piazza con l'espianto di altri alberi ugualmente storici, ma evidentemente meno monumentali dei dieci pini... 
Non sappiamo come finirà questa vicenda anche perché ben due procure se ne stanno occupando, quel che è certo è che il Comune della Spezia non ha mai mandato alla Soprintendenza i documenti richiesti, ne prima , ne dopo lo stop temporaneo.
Al momento il Comitato dei cittadini sostenuto dal MoVimento e le associazioni Italia Nostra e Lega Ambiente si sono sostituiti nell'opera di controllo della legalità diventando di fatto l'interlocutore preferito della Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria allertata a suo tempo dal Ministro Bray.
Spedizione di mail e foto inerenti i lavori sono quotidiane tra Comitato e Soprintendenza.
Il prossimo 3 Settembre è previsto a Genova un incontro tra le parti proprio nella sede della Soprintendenza
Tuttavia i lavori continuano e nessuno degli esposti fatti alla procura della Spezia sino a questo momento è riuscito a fermare lo scempio e lo spreco. Anche il capitolato tecnico, allegato alla perizia sulla stabilità dei pini di Piazza Verdi, prevede una serie puntuale e precisa di prescrizioni per la gestione del cantiere ai fini della preventiva tutela del filare che appare ormai con chiarezza parte integrante della facies storica della Piazza così come si è definita negli anni del 30 del secolo scorso.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure

MoVimento 5 Stelle La Spezia
Comitato Difesa Piazza Verdi

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