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POLITICA LENDINARA - Differenziata spinta, il Movimento 5 stelle propone l'esempio di Ponte nelle Alpi perché la città si ispiri e ne tragga vantaggio. Lunedì 7 ottobre l'incontro col senatore Giovanni Endrizzi.

 

(Fonte: RovigoOggi del 4 ottobre 2013) - Come cambiare la modalità di raccolta rifiuti e smaltimento per riciclare di più, pagare meno lo smaltimento e offrire più posti di lavoro. L'esempio viene dal piccolo comune di Ponte delle Alpi nel bellunese dove la Ponteservizi srl conduce questa attività. Il Movimento 5 stelle di Lendinara ha chiamato il direttore della società municipalizzata, Stefano Triches, per proporre ai suoi cittadini un esempio virtuoso a cui ispirarsi. Lunedì 7 ottobre, sempre per lo stesso ciclo di incontri, arriva al Caffè Grande di piazza Risorgimento, il senatore Giovanni Endrizzi.

Il Movimento 5 stelle di Lendinara prosegue la sua attività nel proporre momenti di riflessione e confronto per offrire idee alla propria città. Dopo l’incontro con Stefano Triches (foto a lato) direttore di Ponteservizi srl, la partecipata al 100% del Comune di Ponte nelle Alpi in provincia di Belluno, lunedì 7 al Caffé Grande di piazza Risorgimento ci sarà il senatore Giovanni Endrizzi che tratterà la situazione politica attuale e il lavoro parlamentare.

L’appuntamento col dirigente bellunese fa parte del ciclo “Cambiare si può” promosso dal Movimento 5 stelle Lendinara.

La società municipalizzata al 100% che gestisce i rifiuti del piccolo paese che conta 8mila abitanti fa la raccolta porta  a porta e il trasporto dei vari rifiuti verso il centro di raccolta o il luogo di destinazione. Triches spiega come è nata l’idea di fare da sé. Ponte nelle Alpi nel 2005-2006 fu designato dalla Provincia ad ospitare la più grande discarica del territorio ma gli abitanti non la volevano. Sull’argomento si giocarono le elezioni comunali e vinse l’amministrazione che proponeva un piano per cambiare la modalità del modo di trattare i rifiuti. L’amministrazione ha così costituito un consorzio privato che serve 500.000 utenze. “Si tratta di un porta a porta spinto con secco, umido, vetro, plastica, lattine e carta perché questo modello consente performances migliori che premiano chi fa bene. Su ogni contenitore di differenziata si trova un cip che definisce l’utenza domestica o non domestica e il conto finale viene calcolato sulla quantità di rifiuto”.

Il pensiero dell’amministrazione di Ponte nelle Alpi è stato questo: l’inceneritore e la sua tecnologia non hanno più senso, prima della raccolta spinta differenziata fatta porta a porta per conferire in discarica il Comune spendeva 500mila euro per i rifiuti solidi urbani – una tonnellata di rifiuti da bruciare bisogna pagarla pressappoco 100 euro -, “adesso il secco costa alle sue casse “solo” 40mila euro, prima servivano soldi per seppellire o bruciare, adesso questo costo serve a dare lavoro, prima i dipendenti erano 6 persone, adesso sono 15, adesso chi ne beneficia di più sono le famiglie più numerose mentre ne beneficia di meno chi vive da solo”.

Il servizio è basato su un sistema tariffario che tiene conto della quantità di svuotamenti, c’è un canone fisso che varia e una parte variabile che dipende dagli svuotamenti del contenitori calcolati e contabilizzati grazie al microcip. Ci sono naturalmente sanzioni per chi non espone il secco, per chi fa un lavoro di separazione non  buono e per chi brucia.
“Abbiamo voluto una gestione totalmente pubblica e comunale per mantenere il controllo totale e quindi non ci sono appalti. Si tratta di un sistema flessibile teso a rispondere subito alle esigenze per cui i vari rifiuti, a seconda della tipologia, vengono convogliati presso la ditta che gestisce il riciclo del particolare rifiuto, i soldi che avremmo dovuto dare alla discarica sono spesi per pagare l’operatore che lavora, ognuno di questi effettua 160 raccolte all’anno su una popolazione di 8000 abitanti”.

“Comunque con la differenziata arriviamo a recuperare l’87%, - spiega Triches - e ci sono le direttive europee che lo incentivano, ma bisogna dimostrare di saperlo fare. Di quel 13% che invece non si recupera - in totale 350 tonnellate - e che prima andavano in discarica, adesso 200 sono convogliate a Vedelago e le altre 150 seguono il nuovo progetto europeo a cui partecipiamo per il riciclo dei pannolini e dei pannoloni”. Ponte nelle Alpi è comune campione pilota per questo progetto innovativo poiché qui si fa già una raccolta differenziata tra i pannolini dei bambini e quelli degli adulti, condizione obbligatoria per sperimentare il riciclo di questi prodotti che hanno al loro interno carta, polimeri, plastiche in generale e rifiuti organici  umani che possono anche contenere problematiche sanitarie.

“Per fare tutto questo - precisa e conclude Triches - prima di tutto ci vuole la volontà politica”.

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