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FESTA DEI COMITATIComitati da tutto il Veneto arrivati a Lendinara per studiare strategie - (Ilaria Bellucco) - Sono una decina i comitati e le associazioni di diverse parti del Veneto che hanno studiato strategie di contrasto agli impianti a biomasse e biogas, nel convegno organizzato dal comitato lendinarese “Lasciateci respirare” e dal coordinamento “Terre nostre”.

Nella sala degli specchi del Caffè Grande si sono confrontati i rappresentati di “Aria pulita” di Bovolenta, “Fermiamo il gassificatore” di Torri di Quartesolo, “Delta nostro” di Porto Viro, “Lasciateci respirare” di Monselice, “Aec Tutela ambiente e salute” di Abano Terme, “Aria nova” di Pederobba, Comitato per la salvaguardia dell'ambiente di Piombino Dese, “No biogas” di Trebaseleghe, oltre all'associazione altopolesana “InterCom ambiente”. Ogni rappresentante ha esposto le problematiche del proprio territorio e le strategie messe in atto, poi il presidente del coordinamento nazionale Terre nostre Michele Corti ha fatto il punto su alcuni denominatori comuni. Il comitato lendinarese ha ripercorso tutte le vicende locali a partire dal cogeneratore a olio vegetale che il Comune voleva costruire, per arrivare alle più recenti questioni legate a progetti di impianti a biogas di soggetti privati che in due casi sono stati autorizzati. A queste vicende si aggiunge lo spaccato altopolesano tracciato da InterCom ambiente. «Da sette anni ci battiamo contro la Bagnolo Power, che si trova vicino all'ospedale di Trecenta e brucia 5 tonnellate di legna all'ora, con effetti pari a 22mila camini accesi al giorno. Abbiamo presentato ricorso al Tar perché non è stato seguito il corretto iter per il passaggio da 2,8 a 4,2 kilowatt. Prestiamo attenzione anche alla centrale Bioenergy tra Canda e Castelguglielmo, che per diverse problematiche dovrebbe essere seguita dalle autorità». È deciso a dar battaglia anche il comitato Delta nostro di Porto Viro, nato nello scorso luglio, ma cresciuto in fretta. «Il problema per noi di Porto Viro è una centrale a biomasse da 12,5 megawatt, ricavata dalla riconversione di un ex zuccherificio. Faremo pesare la cosa sotto il profilo politico: nel 2014 ci saranno le elezioni amministrative e l'opinione pubblica starà a vedere come si porranno i candidati nei confronti di questo tema». Nel pomeriggio il convegno è proseguito con l'intervento del sindaco di Carceri, Tiberio Businaro, che ha spiegato con quali strumenti ha bloccato alcuni progetti di impianti presentati nel suo territorio, e con l'attività di gruppi di lavoro per studiare ricorsi, diffide e altri strumenti legali. 

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