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Imprenditore polesano è morto in una camera d’albergo di Scauri, località balneare in provincia di Latina. Ad avvisare i soccorsi due avvenenti ragazze rumene, che pare stessero

trascorrendo con lui alcune ore. E fra le ipotesi della morte di Giancarlo Lizzi erano anche circolate voci circa una prestazione a luci rosse. Il cuore del 72enne titolare dell’azienda di Lusia, un laboratorio tessile che occupa una trentina di dipendenti, non avrebbe quindi retto ad eccessive emozioni. Ma su questo aspetto non ci sono state conferme. Il fatto è avvenuto l’8 agosto scorso, e per 11 giorni la famiglia non è rientrata in possesso della salma, forse perché imbarazzata dalle circostanze nelle quali è morto il 72enne. Il 19 agosto scorso, poi, la sorella dell’imprenditore ha deciso di accogliere la bara, e la salma, di Lizzi a Ferrara, dove poi è stata tumulata. Secondo le ricostruzioni effettuate dai carabinieri dell compagnia di Formia la morte di Lizzi è avvenuta per arresto cardiocircolatorio, il titolare dell’industria tessile polesana aveva raggiunto Scauri, un centro del Comune di Minturno, per trascorrere alcuni giorni di vacanza. L’8 agosto scorso sono state due rumene di 25 anni a dare l’allarme. Ai carabinieri hanno raccontato che l’imprenditore si era sentito male mentre era in spiaggia, poi sarebbe ritornato in albergo in loro compagnia, e qui sarebbe stato stroncato da un infarto. Poi le due donne hanno chiamato il 118 che è piombato nella stanza d’albergo del lungomare laziale, al confine con la Campania. Il personale medico ha provato a rianimare il 72enne, ma il suo cuore non si è più ripreso. E’ emersa subito, fra le ipotesi delle cause della morte, quella di un gioco hard che l’uomo potrebbe aver messo in pratica con le due 25enne dell’est Europa. Ma la procura di Latina non ha disposto l’autopsia considerando l’arresto cardiaco come unica possibile causa del decesso, definita quindi per cause naturali. Nella camera d’albergo, inoltre i carabinieri non hanno ritrovato materiale che potesse lasciar pensare a un gioco erotico. Le ipotesi “bollenti”, però, erano state alimentate anche dall’iniziale disinteresse della famiglia nel tornare in possesso della salma. Per 11 giorni è rimasta nell’obitorio del cimitero di Mintauro. Fino a quando da Ferrara la sorella di Lizzi ha dato l’ok per il trasferimento della bara nella città estense.

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