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cavanella poLo stabile era la sede di un laboratorio tessile cinese non a norma. Nel terreno sono stati trovati rifiuti abbandonati a rischio di inquinamento ambientale.Ispezionato un importante laboratorio cinese all’interno di un immobile di Cavanella Po.

Da tempo i carabinieri stavano monitorando la zona. I militari dell’Arma insieme agli Ispettori INPS di Rovigo avevano individuato un laboratorio tessile gestito da un imprenditore cinese, di fatto “arroccato” all’interno dell'immobile fatiscente.Anche la stessa Amministrazione Comunale di Adria aveva segnalato nelle settimane scorse direttamente al Comando Compagnia Carabinieri di Adria le proprie perplessità per il continuo via vai, soprattutto notturno, da parte di stranieri.Sabato notte, quindi, l’irruzione mirata dei carabinieri e del “gruppo interforze” all’interno dello stabile. Per poter accedere è stato tra l’altro fondamentale il contributo dei vigili del fuoco del Distaccamento di Adria. Non riuscendo infatti ad entrare dall’ingresso principale dell’immobile, gli operatori in questione sono dovuti accedere direttamente dal primo piano mediante la scala messa a disposizione dai vigili. Tra l’altro, sulle mura dell’immobile vi erano due telecamere che puntavano sulla strada, probabilmente strumento, non autorizzato, per controllaregli accessi.Sono stati così rintracciati in tutto una dozzina di cittadini cinesi, tutti regolari sul territorio nazionale ed impiegati all’interno del laboratorio tessile. Tre di loro sono risultati poi impiegati “in nero”. Per tale motivo, secondo il Decreto Bersani, è stata immediatamente disposta la sospensione amministrativa dell'attività commerciale. Oltre la contestazione immediata di sanzioni pecuniarie per oltre 6.000 euro.Il laboratorio allestito dall’imprenditore cinese, anch’egli presente all’interno dello stabile durante l’attività ispettiva eseguita, era in precarie condizioni complessive. Sono state infatti riscontrate numerose anomalie: inadeguatezza dell’impianto elettrico, irregolarità dei sistemi di sicurezza nelle macchine da cucire individuate (una quarantina in tutto), assenza di un sistema antincendio, mediocri condizioni igienico-sanitarie complessive.Inoltre, nel piano sotterraneo dell’immobile sono state altresì individuate numerose bombole di gpl accatastate e custodite in maniera irregolare e soprattutto in maniera pericolosa, a rischio quindi di eventuale scoppio. I vigili del fuoco hanno dovuto lavorare per un po’ di tempo per metterle in sicurezza.La situazione ha inevitabilmente indotto i carabinieri e il “gruppo interforze” a porre i sigilli all’intero stabile, eseguendo appunto d’iniziativa un sequestro penale preventivo. Stessa sorte è toccata al terreno attiguo all’immobile in quanto, a seguito di apposita ispezione eseguita sempre nella medesima circostanza, sono stati individuati diversi rifiuti solido-urbani nonché speciali abbandonati senza controllo e quindi a rischio inquinamento ambientale.La Guardia di Finanza, infine, ha avviato una specifica verifica fiscale al fine di accertare eventuali violazioni in materia amministrativa e tributaria. Gli esiti di tale accertamento si conosceranno comunque solamente nelle prossime settimane.

 

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