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incidente in pista ad adria
Il motociclista che lo precedeva sul circuito di Adria ha alzato il braccio per segnalare il suo rallentamento. Ma la sua frenata è iniziata troppo tardi, e così
la sua kawasaki ha tamponato la Yamaha che stava davanti. I due bolidi poi si sono agganciati e Danny Trevisan, 29enne di Este è rimasto intrappolato fra le due moto che lo hanno trascinato per alcuni metri. Il giovane è finito sull’asfalto, rotolando più volte. Poi per Danny non c’è stato più niente da fare. Sarebbe diventato padre fra pochi mesi e si sarebbe trasferito in Polesine se il destino non si fosse vestito di crudeltà. E’ morto sul colpo il centauro arrivato ieri all’autodromo di Adria assieme ad una decina di amici per partecipare ad una sessione di prove in pista. Tutti appassionati di moto, tutti a piangere l’amico tradito da un’improvvisa fatalità. A bordo pista anche il fratello, attonito e in lacrime, senza parole per un dolore troppo grande. In pista L’incidente mortale è avvenuto ieri alle 11.43. A quell’ora la Kawasaki Ninja di Danny Trevisan è in pista, sta percorrendo il giro del circuito, sul tracciato ci sono altri centauri. Quello che è successo dopo è stato ricostruito esaminando i filmati delle telecamere puntate sulla pista. Tra la curva 2 e la curva 3 il bolide del 29enne di Este attacca il rettilineo. In quel punto dopo l’uscita dalla curva la velocità, in genere, oscilla tra i 120 orari e i 150. L’incidente A metà del rettilineo davanti alla Kawasaki c’è una Yamaha R6 condotta da Marco Zanetti, 22enne di Favaro Dese (Venezia). Il giovane veneziano ad un certo punto alza il braccio, come si usa fare per segnalare che si sta rallentando. La due ruote pilotata da Danny forse inizia la frenata con qualche secondo di ritardo. La Kawasaki infatti va a tamponare la Yamaha. Trevisan subisce il contraccolpo e viene sbalzato di sella, ma rimane incastrato tra le due moto che per un beffardo gioco del destino rimangono agganciate per qualche metro, poi finiscono a terra. Danny finisce sull’asfalto della pista, e dopo alcune capriole il suo corpo rimane steso a terra. Ormai privo di vita. Marco Zanetti invece scivola via, per lui solo alcune contusioni. Sarà visitato prima all’infermeria dell’autodromo Adria international raceway poi accompagnato per ulteriori accertamenti al pronto soccorso dell’ospedale di Adria. I soccorsi le attività della pista vengono subito sospese. Sul tracciato piombano i soccorsi, ma i medici non possono che constatare la morte di Danny Trevisan, per lui un politrauma al capo e al torace. Sul tracciato arrivano anche i carabinieri di Adria che effettuano i rilievi sulla pista, esaminano le immagini del circuito di telecamere, ascoltano i testimoni. Gli amici A bordo pista attoniti gli amici di Danny, quelli del gruppo “Andiamo bikers” al quale ogni tanto Danny si aggregava. Con lui ad Adria era venuto anche il fratello che assiste alla scena con le lacrime che gli rigano il volto. “Siamo venuti ad Adria in dieci - dice uno di loro - per trascorrere una giornata con la nostra passione, che è la moto. Quello che è successo è incredibile e terribile”. Marco Zanetti, invece avrebbe detto di non essersi nemmeno accorto di essere tamponato: “Mi sono sentito trascinare via”. Procura Del fatto viene informato il pubblico ministero di turno alla procura di Rovigo, Sabrina Duò. Il magistrato ha poi disposto una ispezione cadaverica. La famiglia di Danny ha poi dato l’autorizzazione all’espianto e donazione di organi e tessuti. Le due motociclette coinvolte nello scontro sono state poste sotto sequestro.

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