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Una variante del Ptrc affida alla Regione il controllo delle aree circostanti i caselli autostradali e gli ingressi delle superstrade. Michela Grotto e Michela Furin del Movimento 5 Stelle


chiedono una posizione chiara del Comune - Una variante al Ptrc, che la giunta regionale si appresta a discutere e votare, prevede che la gestione urbanistica delle aree che circondano i caselli autostradali, le stazioni delle ferrovie regionali e gli svincoli d’ingresso delle superstrade per un raggio di 2 km, passino sotto il controllo della Regione. Secondo Michela Grotto e Michela Furin del Movimento 5 Stelle si tratta di un vero e proprio atto d’esproprio nei confronti dei comuni. Da una parte Furin lancia una raccolta firme a sostegno delle osservazioni contro la variante. Michela Grotto chiede alla giunta comunale di Adria di mettersi contro la Regione dato che il Pat comunale prevede il consumo di suolo zero.

Sul Pat di Adria, che a breve sarà discusso in consiglio comunale, si allunga l’ombra invadente della Regione Veneto. A lanciare l’allarme è il Movimento 5 stelle che, per voce di Michela Grotto, interpella la giunta di palazzo Tassoni, il sindaco Massimo Barbujani e l’assessore all’Urbanistica Lorenzo Maltarello per sapere che cosa intendano fare per evitare le future cementificazioni indipendenti dalla propria volontà.
In questi giorni, la giunta regionale si appresta ad adottare una variante al Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) che, a detta di Grotto, “toglierà sovranità ai comuni su vaste parti del loro territorio”. Tant’è che il Movimento 5 stelle del Polesine sta sostenendo con una petizione le osservazioni alla variante in questione prodotte dal comitato Altrove i cui termini per la presentazione scadranno il prossimo 31 agosto.

“La variante - spiegano le grilline - prevede che la gestione urbanistica delle aree che circondano i caselli autostradali, le stazioni delle ferrovie regionali e gli svincoli d’ingresso delle superstrade per un raggio di 2 km, passino sotto il controllo della Regione, con un atto che diventa una vera e propria dichiarazione d’esproprio di ettari ed ettari di territorio”.
“A guardare la situazione attuale del comune di Adria sembrerebbero non sussistere pericoli - continua Grotto -, ma a guardare più in là, considerando i progetti della Orte-Mestre, della nuova romea commerciale, della Nogara-mare, ci si accorge che non è proprio così. Là dove sono previsti gli svincoli e i caselli autostradali, potrebbe calarsi la lunga mano della politica regionale aprendo la strada ad ettari di cementificazioni e alla realizzazione indiscriminata di nuovi centri commerciali con  il conseguente strascico di speculazioni immobiliari al quale siamo, nostro malgrado, assuefatti”.

Il rischio cementificazioni si scontra con quanto riportato nel Pat di Adria che esclude il consumo di suolo, “buone intenzioni - aggiunge Grotto - che rischiano di essere vanificate per rimanere solo parole scritte su pezzi di carta”. La grillina chiede quindi alla giunta di mettersi contro la Regione: “Ci aspettiamo da chi ci amministra una presa di posizione in merito, chiara e senza tentennamenti, che vada nella direzione del mantenimento della sovranità nella nostra terra, oggi e domani, qualunque possa essere la trasformazione del reticolo delle future vie di circolazione su asfalto e rotaia che interesseranno il comune di Adria”.

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