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Tribunaleadrianuovo

(Luigi Ingegneri) - E’ iniziato il conto alla rovescia per il tribunale di Adria che giovedì prossimo 12 settembre dovrebbe

chiudere definitivamente i battenti. Intanto scatta la protesta dei dipendenti lasciati completamente allo sbando senza nessuna informazione su quello che succederà il giorno dopo. “Non ci sono informazioni ufficiali alle organizzazioni sindacali – si legge in una nota della Cgil a firma di Eriberto Tartari – i lavoratori non sanno come comportarsi il giorno 13, la presidente del tribunale pare sia in ferie e rientrerà pochi giorni prima della data prevista per la chiusura. I lavoratori ancora non sanno dove andare il giorno 13”. E conclude: “E’ una situazione veramente assurda”. In attesa di capire che cosa succederà, il sindaco Massimo Barbujani fa sapere che sta già preparando un’azione per alzare la voce nei confronti del Ministero che entro il 12 dovrebbe lasciare liberi i locali di corso Mazzini di proprietà del Comune. “E’ giusto – afferma con decisione il primo cittadino – che anche a Roma si assumano le proprie responsabilità vista la fretta che hanno avuto nel voler sopprimere i distaccamenti degli uffici giudiziari senza prestare attenzione alle esigenze del territorio. Se sarà il caso – aggiunge – chiederemo anche un risarcimento dei danni”. Ma la vicenda del tribunale potrebbe registrare un colpo di scena che ha del clamoroso: infatti, Barbujani nei giorni scorsi ha fatto pressione su Palazzo Balbi (giunta regionale) e Palazzo Ferro-Fini (Consiglio regionale) affinché si attivino per chiedere un referendum. La Costituzione, infatti, prevede che cinque Regioni possono chiedere un referendum popolare senza dover raccogliere le firme che richiederebbe tempi lunghi. Il quesito referendario è già stato messo a punto e approvato all’unanimità dal Consiglio regionale dell’Abruzzo che sta cercando altri quattro “partner” per chiedere un consultazione popolare abrogativa della nuova geografia giudiziaria licenziata da Governo Monti. “Così se entro il 30 settembre prossimo – osserva Barbujani - altri quattro consigli regionali facessero la stessa cosa, il referendum sarebbe indetto in concomitanza con quello dei radicali sulla giustizia con ottime probabilità di ottenere il quorum. In ogni caso – conclude il sindaco – anche la sola approvazione della proposta referendaria potrebbe bloccare il processo in atto e solleciterebbe governo e forze politiche a un repentino ripensamento, tra l’altro più di qualcuno ha già manifestato forti riserve e dubbi sulla bontà di questa riforma”.

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