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Quasi deserta la manifestazione di protesta davanti all’ex Maddalena.

(Luigi Ingegneri - BOTTRIGHE) - E adesso si passa alle carte bollate: il caso della scuola media di Bottrighe, chiusa l’anno scorso e non riaperta quest’anno, è sul tavolo della procura di Rovigo. L’altra mattina, infatti, vigilia dell’apertura dell’anno scolastico 2013/14, Alberto Bergo, in qualità di rappresentante del Comitato per la salvaguardia del plesso scolastico di Bottrighe si è presentato alla stazione dei carabinieri di Adria per depositare un esposto-denuncia consegnando un copioso fascicolo di documenti al luogotenente Rocco Cannabona. Bergo chiede espressamente che “la procura della Repubblica voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti in narrativa, valutando gli eventuali profili di illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti”. Inoltre chiede di “essere informato dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari, nonché dell’eventuale richiesta di archiviazione”. Oltre alla nota introduttiva di cinque pagine in cui Bergo ricostruisce la lunga e complessa vicenda che ha portato un anno fa alla chiusura della scuola e alla mancata riapertura quest’anno, viene allegata la petizione popolare presentata il 6 aprile 2012, l’ordine del giorno del Consiglio comunale di Adria del 10 maggio 2012, una nota in data 3 maggio 2013 e una copiosa rassegna stampa. La notizia dell’esposto è stata resa nota ieri mattina durante la manifestazione di protesta del Comitato davanti all’ingresso dell’ex media “Maddalena” poi divenuta succursale della “Marin”. E’ mancata la partecipazione dei genitori ben più numerosi un anno fa, perché ieri mattina solo una mamma ha manifestato al fianco di Bergo. Tuttavia più di qualcuno, passando davanti, ha chiesto informazioni sullo stato delle cose sollecitando a non arrendersi. Inoltre è già stato concordato che nei prossimi giorni verrà organizzata una riunione con i genitori che hanno bambini che quest’anno frequentano la quinta primaria e che tra un anno si troveranno davanti al problema di mandare il figlio a Papozze o in centro ad Adria per la media. All’ingresso della scuola, inoltre, sempre ieri mattina, è stato affisso uno striscione con poche ma pesanti parole: “Barbujani - Cassetta - Donazzan: vergognatevi”, ossia sono stati presi di mira, rispettivamente, il sindaco di Adria, la dirigente del comprensivo Adria 1 e l’assessore regionale. Sul posto è arrivato anche il primo cittadino che ha immediatamente fatto rimuovere lo striscione. Allegato all’esposto vi è anche una copia della nota inviata al comprensivo Adria1 e protocollata il 30 agosto scorso nella quale si formalizza un sollecito di risposta alla richiesta avanzata il 28 giugno chiedendo il rispetto delle norme di legge che impongono una risposta in merito, altrimenti il comitato annuncia già che “impugneremo nelle sedi appropriate quanto previsto dalla normativa di legge”. Alle medie di Bottrighe non è suonata la campanella ma squillano trombe di guerra.

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