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night clubMolte le irregolarità riscontrate dai carabinieri nel Bassopolesine E’ stata battezzata operazione Notte bianca, quella sviluppata dai carabinieri della compagnia di Adria e dal gruppo interforze che, durante la nottata di sabato, ha visto i militari dell’Arma del Bassopolesine, insieme ai colleghi del Nas di Padova, ai finanzieri della tenenza di Adria, ai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Rovigo, agli Ispettori Inps di Rovigo e ad un equipaggio della polizia di Stato del commissariato di Adria, impegnati in una serie di controlli ad alcuni locali notturni caratterizzati dalla presenza delle figuranti di sala. Si tratta in sostanza di esercizi pubblici o di circoli privati che utilizzano ragazze, quasi tutte dell’Est Europa, per attirare ed intrattenere i numerosi clienti, provenienti dal rodigino ma non solo, che soprattutto il fine settimana accedono in tali particolari locali. Nello specifico, sono stati due i locali visitati dai carabinieri, rispettivamente a Taglio di Po e Corbola. Nel primo, in particolare, è stato controllato un bar gestito da un bassopolesano, con alle spalle già altre esperienze professionali in night club nella zona, con all’interno 5 figuranti di sala, tutte provenienti dall’Est Europa. Due di loro erano a norma secondo la vigente normativa in materia di lavoro, le altre tre, invece, non risultavano regolarmente registrate al Centro per l’Impiego di Rovigo. Qualcuna di esse ha cercato all’inizio di eludere il controllo asserendo di trovarsi in tale localein qualità di cliente e non come lavoratrice, per poi invece confermare la propria attiva collaborazione professionale con l’esercizio in questione. Per tale motivo i Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro hanno notificato al titolare del locale l’intimazione immediata di sospensione dell’attività. Entro lunedì, quindi, il titolare del bar dovrà pagare, per poter in qualche modo iniziare a sanare la propria situazione, una maxi sanzione di 1.500 euro, a seguito della quale dovrà poi altresì pagare anche una sanzione amministrativa pecuniaria di 1.500 euro per ogni posizione/lavoratrice sommersa. Di conseguenza, se confermata l’irregolarità delle tre ragazze, si arriverà alla somma complessiva di 4.500 euro (cifra che se non pagata entro 30 giorni, secondo appunto le attuali norme giuslavoristiche, potrà addirittura raddoppiare). E’ stato altresì contestato a tale gestore l’assenza del certificato di agibilità per l’attività delle figuranti di sale in riferimento. Si parla, in questo caso, di una sanzione pecuniaria di 125 euro per ragazza, per un totale quindi di oltre 700 euro. Infine è stata applicata al bar una sanzione amministrativa pecuniaria di oltre 4.000 euro per l’assenza di idonea cartellonistica, attestante ‘area video sorvegliata’, nei pressi del parcheggio privato dove puntava una telecamere utilizzate dall’esercizio. Anche in questo caso infatti, la normativa sulla privacy prevede sanzioni salate per chi non garantisce la giusta informazioni su spazi pubblici o privati destinatari di video-riprese. A Corbola, invece, è stato controllato un circolo privato al cui interno sono state identificate in tutto circa 20 ragazze figuranti di sala, tra l’altro tutte quante dell’Est Europa e con un’età media di 25 anni. Tale circolo, alcuni mesi fa, era stato già oggetto di verifica da parte dei carabinieri della compagnia di Adria, a seguito della quale erano state riscontrate irregolarità in materia di legislazione sociale e giuslavoristica, che ne avevano difatti determinato la temporanea sospensione dell’attività. Questa volta nessuna anomalia nella procedura di assunzione delle ragazze, tutte quante infatti regolarmente assunte quali figuranti di sala e sottoposte a visita dal Medico del Lavoro competente, quali appunto lavoratrici a rischio per lavoro notturno. Sono state invece riscontrate due violazioni in materia di privacy e di tutela dei luoghi di lavoro. La prima violazione, in particolare, è scattata per deficienza nella cartellonistica di avviso quale ‘area video-sorvegliata’ e per tale motivo è stata applicata una sanzione amministrativa di oltre 4.000 euro. Le telecamere del circolo, aventi una postazione interna di osservazione, puntavano infatti in uno spazio esterno non adeguatamente fornito di apposito cartello di avviso. La seconda violazione, invece, ha determinato la denuncia penale del legale rappresentante del circolo privato, una rumena di soli 25 anni, per la violazione dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. E’ stata nello specifico riscontrata la presenza di telecamere di registrazione nella zona interna del locale (di fatto quindi in un luogo di lavoro), senza le prescritte autorizzazioni di Legge della D.P.L. di Rovigo. La posizione della donna è stata quindi deferita alla magistratura rodigina.

 

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