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patto-dei-sindaci-51(RovigoOggi) - PATTO DEI SINDACI ROVIGO - E' avvenuta la presentazione ufficiale ai comuni delle bozze dei Piani di azione per l'energia sostenibile. Innovazione, ricerca e occupazione le parole chiave del pacchetto di progetti da 50 milioni di euro

- E' il momento delle azioni concrete. Presentate il 30 ottobre ai 20 comuni polesani aderenti le bozze dei Piani di azione per l'energia sostenibile del progetto Patto dei sindaci. Il pacchetto di azioni proposte è il risultato di uno studio condotto da Cna e Unindustria con staff di tecnici selezionati che prima hanno campionato le emissioni di Co2 su tutti i territori aderenti. L'obiettivo dei piani, che a pacchetti da 50 milioni di euro saranno proposti alla Ue che deciderà poi le sorti del progetto, è ridurre le emissioni ai parametri sottoscritti con la Ue. Aderiscono al Patto dei sindaci Arquà Polesione, Badia, Bosaro, Canaro, Castelguglielmo, Castelnovo bariano, Costa, Crespino, Frassinelle, Fratta polesine, Gaiba, Melara, Occhiobello, Pincara, Polesella, Porto Tolle, San Martino di venezze, Villamarzana e Villanova del Ghebbo. I tecnici stileranno a breve il calendario per incontrare i singoli comuni.

Un impianto fotovoltaico per l'autoconsumo sul tetto di una scuola, un lampione della luce che diventa un hot spot per l'hi-fi, lecolonnine per la ricarica elettrica di mezzi pubblici e privati, la piantumazione in aree demaniali e golenali. Sono solo alcune delle molteplici azioni indicate e suggerite nel pacchetto di Paes, Piani di azione per l’energia sostenibile, che Cna e Unindustria hanno messo a punto per i comuni polesani che aderiscono al progetto Patto dei sindaci. 

L'incontro di presentazione dell'inventario delle azioni possibili è avvenuto il 30 ottobre nella sede della Provincia di via Grandi20 dovrebbero essere i comuni presenti, ma diversi mancano, c’è qualche sindaco, come quello di Frassinelle, Ennio Pasqualin, o Stienta, Fabrizio Fenzi, oppure ci sono i vicesindaci di Porto Tolle, Mirco Mancin, Badia, Gianni Stroppa, e Costa, Adriano Menardi, come qualche assessore o amministrativo comunale. Alcompleto lo staff dei tecnici supportato da Giuliana Gulmanelli, che come assessore all'ambiente della Provincia, coordina il tutto. 

I tecnici fisseranno gli incontri con ognuno dei 20 comuni, perché sulla base delle azioni di massima già individuate comune per comune, siano le amministrazioni locali a decidere quale azione fare. "Entro novembre ci si aspetta che il piano sia approvato dai consigli comunali - spiega Gulmanelli - noi ci aspettiamo che altri comuni entrino per incrementare il pacchetto degli investimenti, Adria e Rovigo sarebbero i benvenuti". Con le attuali bozze si superano già i 50milioni di euro, il pacchetto minimo che la Ue richiede per questo tipo di investimenti, ma con delle new entry i pacchetti potrebbero diventare due.  

"La fase più complicata - spiega Emiliano Vettore giovane architetto esperto nella pianificazione energetica ed ambientale - è stata la raccolta dati sulle emissioni di Co2" quelle polesane sono in linea col dato regionale, 180mila tonnellate l'anno, anche se in provincia di Rovigo, essendo praticamente assente in alcune zone l'industria, ci sono zone più sane. "E stato un lavoro entusiasmante - dice Francesco Musco, docente dell'università Iuav di Venezia - finalmente si lavora con due associazioni di categoria collaboranti, due gruppi tecnici con molti giovani professionisti. La vera sfida sarà farsi dare il finanziamento, ma quello dipenderà dalla forza delle istituzioni".

Rimane il fatto che la Regione Veneto si è fatta promotrice tra i comuni polesani di un altro progetto per il Patto dei sindaci e che ha posto un out out ai comuni: o il progetto della Provincia o quello di Venezia. Fino a qualche tempo erano 14 i comuni iscritti con entrambi gli enti con un’adesione a livello informale del piano della Regione, il modello di delibera per l'adesione formale da far passare in consiglio comunale però non è ancora arrivato. "Non sono diversi i Paes della Regione da quelli della Provincia - spiega Musco per confutare ogni dubbio - solo hanno strumenti che promuovono azioni diverse che non sono in conflitto. Un discorso è un'azione sull'area vasta e un altro è quello sull'area comunale".

"L’obiettivo numero uno oggi - spiega Gulmanelli - è spingere la comunità ad impegnarsi nei progetti per il raggiungimento della riduzione delle emissioni in base ai parametri 20-20-20 secondo l’accordo con l’Ue, puntando alla ricerca e all'innovazione, ben sapendo che ciò si traduce in occupazione per la realizzazione delle azioni e poi in altra occupazione per la manutenzione".

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