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idrovora-consorzio-bonifica-adige-canalbianco-ceresolo-04-1RISCHIO IDROGEOLOGICO - L'allarme lanciato dai consorzi di bonifica e organizzazione agricole: il territorio polesano è in pericolo per la carenza di fondi. Il sostegno del prefetto Provolo in Regione - I Consorzi di bonifica e le associazioni agricole Cia, Coldiretti e Confagricoltura il 5 novembre sono state dal prefetto Francesco Provolo

in virtù dei nuovi tagli operati dalla Regione Veneto alle opere di manutenzione. I consorzi lanciano l'allarme: non possiamo garantire la sicurezza idraulica. Il prefetto farà da intermediario col governatore Luca Zaia, perché venedo a mancare il supporto alla prevenzione, consideri l'elevato pericolo di allagamento del territorio.

“Non è più possibile garantire la sicurezza idraulica a cui siamo abituati”: è con questa allarmante affermazione che i presidenti e i direttori dei due Consorzi di bonifica polesani, Delta del Po e Adige Po si sono presentati in prefettura per riferire al prefetto Francesco Provolo sulla gravissima mancanza di risorse per la manutenzione e gestione delle opere di bonifica e per gli ormai insostenibili costi dovuti all’energia elettrica. All’incontro del 5 novembre hanno preso parte anche i presidenti e i direttori delle tre organizzazioni agricole provinciali, Confagricoltura, Coldiretti e Cia, e il sindaco di Ariano Polesine Chillemi in rappresentanza dei sindaci del Delta.

La minaccia che preoccupa i Consorzi di bonifica riguarda tutti gli abitanti: i problemi che investono l’attività dei due enti polesani mettono a rischio la sicurezza fisica e l’attività economica di buona parte del territorio polesano, da sempre caratterizzato da subsidenza e – in particolare nell’anno in corso – dalla inevitabile necessità di contenimento dei danni da piovosità eccessiva.

Rispetto al 2012 nei primi otto mesi del 2013 il livello delle precipitazioni nell’intera provincia di Rovigo è infatti triplicato, il quantitativo di energia elettrica utilizzata per il pompaggio dell’acqua svolta dalle circa 60 idrovore dei Consorzi di bonifica è pressoché raddoppiato, così come i relativi costi.

Ma le risorse sono state drammaticamente ridotte. L’acqua di pioggia incide per circa il 35% sulle spese di energia elettrica totale, l’altra spesa è dovuta a costi di acqua per infiltrazione. Da gennaio ad agosto nel 2013 sono caduti oltre 600 millimetri di pioggia, praticamente la media annuale di tutto il Polesine. Precipitazioni eccezionali che hanno comportato la necessità di sollevare volumi d’acqua superiori per un importo che porterà ad un aumento dei costi di oltre il milione di euro rispetto al budget annuale 2013 di spesa per l’elettricità impiegata per lo scolo delle acque.

Il nostro è “un territorio mantenuto artificialmente in vita” hanno sottolineato i Consorzi, ma “oggi abbiamo toccato il fondo”: negli ultimi anni la Regione Veneto non finanzia né i lavori per il ripristino dei danni causati dall’abbassamento del territorio dovuto alla subsidenza, causato dalle estrazioni metanifere degli anni cinquanta, né gli interventi urgenti e indifferibili per la sicurezza idraulica, e neppure le opere di somma urgenza per evitare disastri e allagamenti.

I Consorzi del Polesine hanno ricevuto la metà dei fondi regionali per la gestione e manutenzione delle opere di bonifica: da un contributo di 2.300mila euro del 2010 si è passati a poco più di 1.100 mila euro nel 2013.

Consorzi e associazioni del primario hanno denunciato quattro anni di tagli di risorse, di lavori indispensabili non finanziati e di riduzioni a fronte di un aumento dei costi, soprattutto energetici, per i quali hanno interessato con una lettera anche i parlamentari polesani affinché intervengano per favorire il cofinanziamento di Stato e Regione nei tempi più brevi: “La situazione diventa ogni giorno più drammatica per tutto il territorio polesano, che non può essere lasciato da solo a pagare oneri economici elevatissimi causati dalla subsidenza: si tratta di un problema di sicurezza idraulica e non di bonifica” hanno ripetuto i rappresentanti dei Consorzi, che – di fronte alla miopia delle istituzioni regionali - si sono appellati al prefetto in quanto garante della sicurezza del territorio. 

Il prefetto ha assicurato il proprio sostegno mediante una lettera al presidente della Regione Veneto Luca Zaia per rimarcare la peculiarità del territorio polesano per il quale – venendo a mancare gli interventi finora ripetuti annualmente di mantenimento e prevenzione – il rischio allagamento è elevatissimo.

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