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Immagine Tour Sanità


 Sabato 11 gennaio 2014, una delegazione del M5S Basso Polesine ha partecipato al convegno tenutosi a Rovigo - e organizzato dalla CGIL - con tema "Dalle schede ospedaliere al territorio. Strutture intermedie e socio sanitarie: quale futuro per il Polesine?". Erano presenti

le autorità politiche locali di spicco: dalla Presidente della Provincia, agli assessori regionali, ai consiglieri della Regione Veneto; i direttori delle USL 18 e 19, i presidenti delle conferenze dei sindaci USL 18 e 19.

Dopo un'introduzione da parte di Davide Benazzo (segretario Fp CGIL Rovigo) che ha relazionato circa il piano sanitario regionale e le sue ricadute sul nostro territorio, esponendo le considerazioni e le valutazioni elaborate dal loro sindacato assieme alle loro proposte; a seguire hanno preso la parola i vari ospiti politici e direttori generali. Dalle relazioni esposte, è emerso che a tutti i relatori sta a cuore la salute dei cittadini; e che essa è un bene comune da difendere (ci mancherebbe!!!). Ad ascoltare tutte queste belle parole la sensazione che è stata trasmessa è: signori va tutto bene!

Certo il mantenimento di hub per l'ospedale di Rovigo è ottima cosa, l'ospedale di Porto Viro perde il presidio, e… i tagli ai posti letto? Sì ci sono stati, ma in realtà non ci sono stati! Allora sono dei maghi: tagliano ma non tagliano: in effetti hanno spiegato che i posti letto tagliati sono riferiti in parte ai posti letto esistenti e non utilizzati e in parte verranno recuperati nelle strutture intermedie. Strutture intermedie? Cosa sono? Nessuno l'ha spiegato!

Nel Polesine, un territorio in cui le patologie croniche (sclerosi multipla, Alzheimer, Parkinson ecc.) stanno aumentando e la popolazione anziana é in crescita, stanno portando la sanità fuori dagli ospedali. Ma come? In quali strutture? Nemmeno questo é stato assolutamente spiegato. Negli ospedali si cureranno le emergenze, gli interventi chirurgici e i post operatori; mentre le lunghe degenze e le malattie croniche andranno nelle strutture intermedie?

Si é parlato di strutture di ricovero intermedie e bene ha fatto il dott. Orsini a chiedersi: queste strutture saranno in grado di gestire i pazienti? O alla prima febbre li rimandano al pronto soccorso? Considerato che il denaro pubblico a disposizione della sanità pubblica é sempre lo stesso - anzi forse é destinato a diminuire - questi progetti prenderanno il volo? E a che prezzo? A carico di chi? Sempre le tasche del cittadino a pagare? Cosa spenderà al giorno il cittadino, che dall'ospedale verrà indirizzato alla struttura intermedia?

Tante belle parole e tanti bei "se"… Parlo e scrivo da cittadina, ma soprattutto parlo da ammalata di sclerosi multipla non progressiva: perciò volete dirci effettivamente le cose come stanno? Involontariamente o forse no, alla fine del suo intervento la Presidente della Conferenza dei Sindaci Ulss19, Marina Bovolenta si è lasciata sfuggire "le case di riposo ci sono".

E qui sorge spontanea una domanda: dovranno diventare le future strutture di ricovero intermedio? Chi pagherà le rette giornaliere, che prima all'interno degli ospedali erano a totale carico del SSN? Ma allora il gioco é fatto! Il privato che si occupa di sanità pubblica con le tasche dei cittadini. Una cosa mi ha colpito: il sindacato propone un'unica USL per il Polesine. Ma sembra che ai politici non piaccia molto. Non è che forse non piace, perché con un'unica USL salterebbero molte poltrone degli amministrativi e direttori vari? Magari promesse a suo tempo in cambio di voti?

Domandare é lecito, rispondere è cortesia. Signori e signore che mi leggete, vi assicuro che se avessi potuto rimanere fino al termine avrei fatto tutte queste domande: peccato che nel programma non fosse prevista la parola al pubblico… Così sono dovuta scappare a casa a preparare il pranzo, come una comune cittadina e attivista 5 stelle.

Michela Roma

MoVimento 5 Stelle gruppo sanità Polesine

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