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parco-langer-ex-tiro-a-segno-01PASSANTE NORD ROVIGO La Rete dei comitati cittadini presenta la struttura dell’ex Tiro a segno del 1888, e attacca la scelta dell'amministrazione comunale e di Veneto strade del tracciato che sventra il parco.

 

Il Passante nord a causa del vincolo della Soprintendenza per i beni architettonici all'ex tiro a segno potrebbe trovare lo stop definitivo. Riprendono forza e voce i comitati cittadini che ripetono il loro no alla strada in mezzo a parco Langer, accompagnando in tour i giornalisti al manufatto architettonico di fine '800 definito da Verona "raro in Italia". "Piva e Veneto strade spieghino ai cittadini i veri motivi che portano a scegliere questo percorso che costa di più e fa molti più danni alla salute, all'ambiente, alla viabilità".

Il Comitato della rete dei cittadini, una ventina di persone presenti, accompagna i giornalisti in tour all’ex poligono di tiro di Rovigo. E’ proprio attorno a quel manufatto, abbandonato da più di mezzo secolo, che è sorto il bosco chiamato parco Langer. Dove architettura e natura si sono incontrate "dando vita ad un servizio ecosistemico non frantumabile, secondo le direttive Ue, che anche l’Italia ha sottoscritto", come ha specificato Eddy Boschetti, presidente Wwf di Rovigo. Un polmone verde in centro città, un habit unico della biodiversità che ospita alberi di ogni specie alti decine di metri, anche specie di animali di un certo interesse, vedi la Rana di Lataste, incredibilmente immortalata dal click della macchina fotografica, durante la visita. In mezzo a tanta natura gli elementi dell’ex tiro a segno sono “ancora intonsi”, ha spiegato la Soprintendenza per i beni architettonici che intende vincolare l’opera, anche se avvinti dalla natura. Edicole di sparo, totem porta bersagli, ripari per gli zappatori, muri d'ala per il tiro con la pistola, muri di compartimentazione longitudinale con finestrature di traguardo e altro ancora. Un vero e proprio monumento diffuso in grado fornire numerose informazioni storiche.

“Ci spiace quasi sia l’aspetto architettonico a fermare il Passante nord, - spiega Vincenzo Bellinello del Comitato Commenda est - noi speravamo potesse avvenire per valori quali l’ambiente, l’ecosistema del bosco, il rispetto del volere dei cittadini, piuttosto che l'aspetto sociale degli orti coltivati, o il valore del parco come bene comune, o la salute di giovani ed anziani, ma va bene così”.

Senza dimenticare il valore storico dell’opera. Fu qui, all’ex poligono di tiro, che furono fucilati nei giorni a seguire la Liberazione alcuni filofascisti tra cui il questore Tappari di Rovigo. “Venga l’assessore alla Cultura Paola Nezzo a visitare questo luogo dove si è svolto un pezzo di storia della città” invita Enrico Paparella del comitato Commenda est.

La rete dei cittadini ritorna sui suoi cavalli di battaglia per contrastare l’opera stradale che era sempre stata pensata più a nord e dal 2011, col finire della giunta Merchiori prima e poi con l’avvento della giunta Piva, è progettualmente finita in mezzo al parco. “Il carico inquinante del traffico di giorno opprimerà i nostri figli, sono più di 2mila gli studenti che frequentano le scuole di via Alcide De Gasperi adiacente a parco Langer: Itis, liceo scientifico, Ipsia, un asilo, senza contare le attività sportive del pattinodromo e del palazzetto dello sport”. E poi gi anziani di casa Serena, incastrati tra lo stabile e la nuova strada. Un'opera che opprimerà un quartiere intero, la Commenda est, e renderà impossibile la chiusura dell’anello verde e ciclabile previsto lungo il suo perimetro.

Rimangono dunque misteriose le vere ragioni del tracciato a sud, approvato in consiglio comunale con la fiducia posta dal sindaco, della serie prendere il passante nord nel parco o andare tutti a casa, “senza che si sia svolta la Commissione consiliare volta al suo esame tecnico - spiega Vincenzo Pellegrino, portavoce della rete dei comitati - e cioè senza dare ai consiglieri la possibilità di farsi un'idea chiara del progetto per poter operare una scelta ponderata”.
“Veneto Strade e i fautori del suo progetto in seno alla Giunta comunale hanno il dovere di spiegare alla città quali siano le vere ragioni di questo impuntamento sul tracciato a sud del Ceresolo, - chiede  Pellegrino - con tutti i devastanti danni che esso produrrebbe, e non ci vengano nuovamente a raccontare la risibile motivazione della "linea retta che congiunge due punti", quando esiste, già approvata dal Consiglio comunale, la soluzione dell'allargamento di via Calatafimi, per altro con un costo di un terzo (circa 2 milioni di euro) rispetto al progetto di Veneto Strade”.

Anche l'aspetto economico del progetto ha punti oscuri. “Per ultimo, ricordiamo che Veneto Strade non ha ancora provveduto a rendere pubblici gli atti contabili relativi alla parte del Passante già realizzata, oggetto di numerose varianti in corso d'opera, atti richiesti ripetutamente da comitati, associazioni, consiglieri comunali di opposizione, semplici cittadini”. 

“Peccato che chi ci dovrebbe difendere dai danni alla storia, all’ambiente, alla salute, come è il compito dell’amministrazione comunale - conclude per tuttiPaolo Piracci, medico ex collega del sindaco Piva quando lavorava in ospedale - non lo faccia, e anzi tocca difenderci dal loro operato”.

Ora fino a conclusione del procedimento della Soprintendenza il parco non si toccherà, e poi se il vincolò diverrà definitivo, Piva dovrà trovare un'altra soluzione.
Ma la soluzione esiste già, è più economica, ed è già esecutiva: via Calatafimi.

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