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polizia investigativaPOLIZIA DUE MAROCCHINI PIZZICATI DAGLI AGENTI DOPO IL FURTO DI UN MEZZO CON PEDALATA ASSISTITA A bordo del furgone spuntano grimaldelli, cacciaviti, torce e guanti, materiale forse da usare per razziare case Avevano appena rubato una bicicletta con pedalata assistita, i poliziotti li hanno intercettati e arrestati, scoprendo così un grosso quantitativo di arnesi da scasso, che forse avrebbero potuto essere utilizzati per altri colpi, forse anche in abitazioni. E’ successo sabato pomeriggio a Rovigo. Tutto ha inizio quando alle 18.30 un rodigino ferma una volante della polizia in centro storico. Il cittadino spiega agli agenti che pochi istanti prima aveva assistito al furto di una bicicletta nelle vicinanze di largo Salvo D’Acquisto. Secondo il racconto del rodigino la bici era stata caricata su un furgone di colore bianco da due uomini, probabilmente immigrati. I poliziotti poi scopriranno che i due cittadini marocchini avevano tranciato il lucchetto che assicurava la bicicletta. Gli agenti raccolgono la testimonianza del rodigino e si mettono subito in movimento. Poco dopo intercettano il furgone bianco che non si era ancora allontanato da largo Salvo D’Acquisto. I due immigrati, appena vista la volante della polizia provano la fuga, ma il tentativo di seminare i poliziotti dura una manciata di secondi. Gli agenti raggiungono e fermano il furgone bianco. I due marocchini vengono identificati, si tratta di due 40enni: S. A. residente ad Arquà Polesine e F. B., residente a Rovigo. Il furgone viene immediatamente perquisito, spunta subito la bicicletta con pedalata assistita rubata pochi minuti prima, in evidenza il lucchetto tranciato. I due marocchini non riescono a dare alcuna spiegazione per quella bici a bordo. Ma non è tutto perché l’interno del furgone si rivela una specie di deposito di arnesi atti allo scasso. Spuntano vari tipi di grimaldelli, cacciaviti, tenaglie. Dal doppio fondo del sedile anteriore spuntano anche torce e guanti. Non è escluso che questo materiale servisse per mettere a segno furti nella case, la presenza di grimaldelli, guanti e torce, infatti, sembra ipotizzare l’esistenza di piani o propositi per entrare furtivamente in appartamenti e compiere razzie e saccheggi. Il pronto intervento della polizia, quindi, ha quindi agito da meccanismo di prevenzione disinnescando possibili minacce per la sicurezza delle abitazioni dei rodigini. I due marocchini, infine, finiscono arrestati per furto aggravato in concorso e possesso di strumenti atti allo scasso. Sotto sequestro il materiale rinvenuto e il furgone. I due immigrati, infine, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari. Arrestati dalla polizia dopo il furto di una bici e probabilmente prima di mettere a segno colpi nelle abitazioni.Alberto Garbellini

 

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