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prevenzione sul luogo di lavoroGiornata nazionale per le vittime, il quadro dell’Inail A LEGGERLI così, nudi e crudi, quei dati possono infondere solo ottimismo. Ma le cose non sono sempre così come appaiono. Ieri si è celebrata anche a Rovigo la 63ª edizione della giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro, organizzata dall’Anmil e dall’Inail con un convegno nella sala della Gran guardia. Un convegno in cui sono state diffuse le statistiche Inail sugli infortuni sul lavoro. Stando alla serie storica, tra il 2008 e il 2012, gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail sono passati da 3.767 a 2.672. DUE settori su tre hanno subito un calo drastico: nell’industria sono passati da 3.334 a 2.336, mentre gli statali da 111 a 77. Nell’agricoltura invece, settore trainante in provincia, le statistiche parlano di 322 casi nel 2008 e di 259 nel 2012. Crollo anche sul fronte degli incidenti mortali: nel 2011 furono 12, di cui 7 sul lavoro e 5 nel tragitto verso il posto di lavoro. Nel 2012, invece, sono crollati a 3, uno solo sul tragitto verso l’impiego. Interessanti poi i dati sulle malattie professionali che, al contrario, hanno registrato un aumento, seppure di poche unità. Nel 2008 i nuovi casi constati furono 82, mentre l’anno scorso sono stati 90. A farla da padrone è il settore dell’industria e dei servizi, con 73 casi nel 2012, poi l’agricoltura con 16 e 1 negli altri settori. Ma come leggere questi dati? Il calo, è stato messo in evidenza anche da Michela Fortin, responsabile della sede Inail di Rovigo, è frutto di una maggiore conoscenza della materia sicurezza sui luoghi di lavoro e delle politiche di prevenzione messe in campo dagli enti e dalle associazioni di categoria. Tuttavia, l’assenza del lavoro in questi anni di crisi ha certamente influenzato i dati che non registrano un andamento economico ‘normale’, cioè a pieno regime. «UNO DEI MIEI rammarichi maggiori è di non essere riuscito a ottenere numeri più positivi per l’inserimento lavorativo di persone invalide — ha commentato il vicepresidente della ProvinciaGuglielmo Brusco —. Di 1900 iscritti alle nostre liste, ogni anno non riusciamo a dare risposta a più di 30-40 persone. Non abbiamo, purtroppo, le risorse per incentivare il ritorno al lavoro. Credo che, a livello nazionale, non si possano acquistare i bombardiere e contemporaneamente non avere i soldi per pagare gli ispettori nelle aziende». «Ciò che in due anni di colloqui da assessore ai servizi sociali, cioè duemila incontri, ho riscontrato di più è la richiesta di un lavoro — ha aggiunto Antonio Saccardin, vicesindaco —. Io ho sette figli, cinque dei quali vivono in casa con me e tre di loro hanno perso il lavoro. Un lavoro che per la persona rappresenta dignità». Cristina Degliesposti

 

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