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fiori in cimiteroIL FENOMENO AL CIMITERO RUBANO MAZZI E PIANTINE DALLE TOMBE. IN ALCUNI CASI ANCHE I SUPPLEMENTI

Massimo Gasparetto: “Ho denunciato la scomparsa della foto di mia moglie. Ci vorrebbero le telecamere” Rubare fiori dalle tombe o, addirittura, fotografie, sono fatti inquietanti, ma anche inspiegabili, al limite della profanazione. Accade al cimitero di Rovigo, dove più di un utente ha denunciato la scomparsa della propria offerta in ricordo del caro estinto e in qualche caso anche atti di vandalismo. Da sabato mattina i rodigini hanno cominciato a portare fiori sulle tombe dei propri defunti. Una tradizione che si intensifica con l’avvicinarsi della ricorrenza della giornata dei “morti” e si prolunga oltre la metà di novembre. Tre settimane durante le quali ogni cimitero si trasforma in un giardino di corolle colorate, da cui emergono i lunghi steli che sorreggono i pon pon gonfi di petali bianchi e gialli dei crisantemi. Una festa che abbraccia il grigiore del marmo e della mancanza e che consola chi ha perso le persone care. Sembra diventato un cattivo costume, a Rovigo, il furto dei fiori dalle tombe, sia in mazzi recisi che le piantine in vaso, una disevventura spiacevole che diverse persone hanno sperimentato. La conferma è arrivata da alcuni rodigini che ieri mattina si stavano recando sulle tombe dei loro famigliari per deporre mazzi di fiori freschi, ciclamini in vaso o ciotole di sempreverdi. Alla signora Ebe è stato asportato un vaso di roselline un paio di giorno dopo che l’aveva collocato. Lo stesso è capitato alla signora Bruna e, in diverse occasioni, ad Argentina Albieri e a Germano Finzi che, ieri, era in cimitero con gli attrezzi da giardinaggio per sistemare il tumulo di terriccio su una tomba e mettere a dimora nuove piante, dopo che erano state trafugate. Per altri visitatori, come Stefano Padovan, Graziella, Rosalia e Ada, Monica e Marina Cipriani, o Ilda e Aurora che avevano appena collocato una bella pianta di crisantemi nani su una lastra grigia di cemento macchiata di muschio, si trattava, fortunatamente, di esperienze solo riferite ma che, comunque, generavano dispiacere. Ben diversa e allarmante l’esperienza di Massimo Gasparetto cui è stata rubata la foto in ceramica dal loculo dove è sepolta la moglie. “Ho sporto denuncia – dichiara - e, a sorpresa, alcuni giorni dopo la foto è stata riportata indietro. Lo stesso furto è stato tentato sul loculo di una signora che si trova dalla parte opposta di questo campo. Si è rotta la cornice di marmo – spiega - ma non sono riusciti ad asportare la foto pur se si è rotta”. “Ci vorrebbero telecamere e maggiori controlli – aggiunge – ma nel caso di furtarelli, come con i fiori, la gente chiude un occhio per evitare fastidi” – conclude. Problemi che non toccano coloro che hanno una tomba di famiglia con la possibilità di chiudere la porta a chiave.Lauretta Vignaga

 

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