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silvia-menon-01-03461(Fonte: RovigoOggi) - Il consigliere comunale Silvia Menon fa il punto della bocciatura della mozione per la nuova analisi dei derivati da parte della maggioranza e riparte alla carica - Derivati, una occasione persa per non spendere soldi pubblici. Per il consigliere comunale di opposizione Silvia Menon, la bocciatura

della mozione presentata in consiglio comunale suona come una perdita di denaro pubblico, ovvero servizi pubblici che il Comune non riuscirà a garantire ai cittadini.

La bocciatura nell’ultimo consiglio comunale della mozione presentata dalla minoranza per rivedere il sistema dei derivati non è ancora stata digerita da Silvia Menon di Rovigo si ama che pone l’attenzione su quello che andrà a succedere nei prossimi anni. 

Tutto ha inizio quando il Comune di Rovigo ha stipulato due contratti di interest swap nel 2004 (con sindaco Avezzù) e nel 2007 (primo cittadino Merchiori), le cui scadenze dei contratti sono nel 2015 e 2025. "In pratica il Comune ha collegato il pagamento degli interessi sui mutui con questi contratti, - spiega Menon - scommettendo sull’andamento dei tassi. La situazione dal 2010 è drasticamente cambiata e la crisi finanziaria ha investito i mercati mondiali. Così i tassi sono molto bassi al di là di ogni previsione. Il Comune continua a pagare un tasso più alto perché la nostra scommessa era per l’aumento dei tassi, in tal caso avremmo guadagnato".

Dopo che il M5s aveva evidenziato il problema nel 2011, anche il consigliere Andrea Borgato e Silvia Menon a luglio 2013 hanno posto l’attenzione su questi contratti: “I flussi in entrata (cioè quello che il Comune ha guadagnato) finora sono stati 1.287.077,86 euro e i flussi in uscita a fine anno saranno 986.900,80 euro. Nei prossimi due anni però saremo chiamati a pagare flussi in uscita da 887.850 euro sul primo  e 361.546 euro sul secondo. Portando il risultato dell’operazione ad essere negativo già da giugno 2014”. Spiega Silvia Menon tecnicamente. “Abbiamo proprosto una mozione per l’autotutela affidando la visione dei contratti ad un consulente esterno - prosegue Menon - La nostra mozione non era né contro il centrodestra, né contro il centrosinistra che governava nel 2007. La nostra mozione ha lo scopo di trovare il modo di fare un piccolo investimento nella speranza di ottenere un grande risparmio”.

Dal 2008 lo Stato per legge ha sospeso la possibilità per gli enti di ricorrere a questi strumenti. Ora con il decreto Stabilita il divieto diverrà permanente. “Siccome sono i nostri soldi, quelli dei cittadini di Rovigo, io ritengo che sia nostro dovere provare a non pagarli questi milioni - afferma Menon - Con Borgato avevamo proposto di far vedere i contratti ad un esperto esterno, ma qualcuno maliziosamente ha detto che così scavalchiamo gli uffici. Nessun dubbio sulle competenze e capacità degli uffici, che anzi erano stati invitati durante la discussione a contribuire ad un possibile emendamento”.

Per Menon la questione dei derivati non deve rimanere sul piano di destra contro sinistra ma dovrebbe essere elevata per salvaguardare i cittadini e quindi non penalizzarli togliendo risorse pubbliche che potrebbero essere impegnati in servizi. “Ma nel 2004 e nel 2007 i derivati li hanno dovuti votare i consiglieri comunali, dal pasticcere all’avvocato, prendendosi una responsabilità amministrativa in primis. Proprio per questo il 3 dicembre si doveva votare in consiglio. I consiglieri esprimevano un indirizzo politico che poteva dare l’assist agli uffici - conclude Menon - Mi auguro che gli uffici riescano nell’ardua impresa, me lo auguro per tutti noi cittadini che pagheremo. Da parte mia rimane l’amaro in bocca perché in Consiglio, aula deputata alla politica più alta, ormai vige solo lo scontro muscolare tra destra e sinistra indipendentemente dai temi e dal buon senso”.

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