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CASELLO AUTOSTRADALE(fonte IL RESTO DEL CARLINO).Il presidente regionale Veneto di Confartigianato polemico sugli aumenti scattati a Capodanno. “Gli aumenti accordati alle concessionarie autostradali del Nord Est sono ingiustificati e rischiano di mettere l’autotrasporto regionale definitivamente fuori mercato.

Se le cose non cambiano, saremo costretti a portare i nostri camion sulle statali”. Ad affermarlo Michele Varotto e Nazzareno Ortoncelli, rispettivamente Vicepresidente Nazionale e Provinciale di Padova ePresidente regionale Veneto di Confartigianatotrasporti alla luce dei rincari scattati a Capodanno e che vedono il nord est particolarmente penalizzato con aumenti ben oltre la media: Autovie Venete (+7,17%), Cisa (A-15) e Cav (Concessioni autostradali venete) entrambe con un aumento del 6,26. “Il nostro settore è allo stremo - prosegue Varotto - ed ha bisogno di sostegni concreti non di giochetti. La politica del 'dare con una mano per togliere con l’altra' adottata dal Governo, è inaccettabile, oltre modo dannosa e rischia per giunta di affossare il dialogo che abbiamo faticosamente aperto assumendoci la responsabilità di non aderire a manifestazioni scomposte nei modi, ma legittime nelle motivazioni, come quelle dei Forconi”. “In particolare qui in Veneto ci sentiamo abbandonati - sottolinea Ortoncelli -. Qui dove l’assenza e l’incapacità dello Stato nel difenderci dalla concorrenza sleale dei vettori dell’Est stride fortemente con la prontezza dimostrata nell’aumentare, ben oltre la media nazionale, i pedaggi, visto che qui sono concentrati le frequenze ed il traffico. Un caso per tutti: la Venezia-Trieste dove secondo i dati ufficiali dell’osservatorio Onlit (Osservatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni dei Trasporti) l’aumento riconosciuto sarà del 12,9%. Se questo è il modo di sostenere il nord-est produttivo, è inutile lamentarsi se poi scoppia la protesta”. "Ma questa volta - conclude Ortoncelli - si rischia davvero che gli autotrasportatori abbandonino le autostrade per le più economiche statali con conseguenze devastanti sul traffico locale. Ci potremmo trovare di fronte ad una “operazione lumaca” su vasta scala peggiorata dal fatto che anche i privati cittadini potrebbero decidere di lasciare le strade a pedaggio per non incidere ulteriormente sui budget familiari già pesantemente ridotti”.

 

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