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fingepentito

I militari di Abano hanno scoperto il suo doppio gioco; puntava a uno sconto di pena.

(Alberto Garbellini) - Per accreditarsi come collaboratore di giustizia, o “pentito”, ha inscenato un finto ritrovamento di droga. Uno stratagemma escogitato, ed organizzato, dall’interno della sua cella nel carcere di Rovigo. Sono stati i carabinieri della compagnia di Abano Terme a scoprire il trucco architettato da Hadir Jamal, 23enne marocchino detenuto nella struttura penitenziaria di via Verdi per reati di droga. L’extracomunitario aveva pensato a tutto: dallo scorso gennaio si era finto collaboratore di giustizia, si era detto pentito, offrendosi di sgominare un traffico di stupefacenti dal nord Africa all’Italia. Il suo obiettivo era di ottenere uno sconto di pena. Il 23enne, attraverso colloqui in arabo con i suoi parenti nel carcere rodigino, ha acquistato una partita di 10 chilogrammi di hashish da far arrivare in Italia. Ha anche spedito il denaro necessario all’acquisto. Infine ha assoldato quattro persone, suoi parenti, in Marocco per portare la droga in Italia. La droga è poi stata seppellita nella campagne di Valli di Chioggia, lungo la strada statale Romea in provincia di Venezia, sotto ad un masso nelle vicinanze di un vecchio casolare abbandonato. E così lo scorso maggio il finto pentimento ha trovato concretizzazione: il marocchino ha accompagnato i carabinieri nei campi di Valli e ha fatto ritrovare i 10 chili di droga. Un piano all’apparenza ben congegnato, ma che si è scontrato con le indagini portate avanti dai carabinieri di Abano. I militari, infatti, non avevano mai smesso di indagare sul Jamal, hanno così scoperto il doppio gioco del nordafricano, hanno scoperto che la finta collaborazione era stata inventata e che lo stratagemma era stato organizzato nei colloqui in carcere. Colloqui in arabo, ma la cosa non è bastata per sfuggire alla lente d’ingrandimento dei carabinieri. Il piano del 23enne gli è costato una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal pm di Padova Benedetto Roberti. Per il marocchino l’accusa di reato continuato di importazione, acquisto e detenzione di ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. Denunciati i quattro che hanno collaborato con il marocchino per organizzare il finto ritrovamento. Jamal è detenuto a Rovigo a seguito di un sequestro di 25 chili di droga. Il blitz del 2012 rientrava nel quadro dell’operazioni “Taurilia” che hanno portato nell'ultimo anno al sequestro di circa 30 chilogrammi di hashish e 450 grammi di cocaina, Sgominata una rete di spaccio tra le province di Padova, Venezia e Reggio Calabria. In carcere finirono una ventina di persone. Si finge pentito per ottenere uno sconto di pena. Ma i carabinieri scoprono il doppio gioco organizzato dal carcere di Rovigo.

 

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