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La Tares va rivista a livello nazionale, per Rete Imprese la tassa ucciderà completamente quelle aziende artigiane che sono sopravvissute alla crisi sino ad oggi.

 

Rete imprese Italia, dalla sede della Camera di commercio di Rovigo, lancia un chiaro segnale alla politica ed al governo chiedendo di rivedere la costruzione della Tares, creando un tavolo di confronto coi rappresentati delle associazioni artigiana, maggiormente colpite da questa tassa. Una pizzeria al taglio andrà a pagare 301% in più rispetto lo scorso anno.

Sul concetto che aumentando la pressione fiscale ci sarà incompatibilità con la ripresa economica Rete impresa Italia della provincia di Rovigo ha lanciato un chiaro segnale alla politica locale spiegando che “la Tares va cambiata”. 

La nuova tassa sui rifiuti che è stata varata dal governo non piace al mondo del commercio e tanto meno alle famiglie perchè andrebbe ad appesantire non poco il sistema sociale che a fatica si sta mantenendo a galla a seguito della crisi economica. 

“I rincari dovuti alla Tares colpiranno, attraverso un coefficiente particolarmente gravoso le attività artigiane e del commercio aumentando esponenzialmente la crescita delle tasse - affermano i rappresentati di Rete impresa Italia - pertanto chiediamo che la tassazione sia equa e sostenibile, che premi con sgravi ed incentivi i comportamenti virtuosi di imprese e cittadini senza bloccare la crescita economica”. 

Secondo i dati forniti da Rete imprese tra marzo 2012 e marzo 2013 la tariffa dei rifiuti è aumentata del 4,9%, tra marzo 2008 e marzo 2013 del 22,1%, negli ultimi 10 anni del 56,6%. La Tares per le attività produttive si aggiunge all’Imu, che ha avuto un aumento del 8,3%, che avrà un incremento del 17,6% rispetto alla vecchia Tia. “Molte aziende saranno obbligate a pagare due volte lo smaltimento rifiuti - affermano - le attività artigiane come pizzerie al taglio avranno un aumento del 301%, i laboratori di pasticceria del 181,7%, i panificatori del 93,6% e i produttori di pasta dal 93%”. 

Viene poi condannato il comportamento delle amministrazioni e quindi dellapolitica che ha coinvolto solamente in maniera marginale le associazioni di categoria che hanno il chiaro polso della situazione e che possono aiutare la classe dirigente a trovare una soluzione al problema.

“Evitare l'inasprimento fiscale, necessità di semplificazione impositiva ed amministrativa, non è sopportabile, per le imprese, accettare il fatto che si debba pagare il tributo comunale sui rifiuti a prescindere dai rifiuti prodotti, i Sindaci devono confrontarsi con le realtà economiche per evitare nuove stangate alle imprese, e determinando anche tariffe omogenee a livello territoriale - concludono - Certo, non tutte le responsabilità sulla Tares sono dei Comuni ma non ci si può nascondere dietro a una norma, alle difficoltà dei bilanci e alla crisi. Vi sono responsabilità e scelte locali che devono andare verso la tutela della piccola impresa che non può essere vessata, alla razionalizzazione dei costi del ciclo dei rifiuti e alla qualificazione del servizio, a partire dalla raccolta differenziata”.

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