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Nasa(Fonte: Pietro Voto) - Cominciamo con una precisazione: una “centrale a biomasse” è un “inceneritore di biomasse” - Quando si parla di tossicità causata da inceneritori il punto da focalizzare non è cosa viene incenerito ma il fatto stesso di incenerire qualcosa in grande quantità; perché, che si tratti di una minuscola particella di metallo, di plastica, di legno o di erba, è comunque qualcosa che madre natura non aveva previsto esserci nel corpo umano!

 

Bruciare produce microparticelle carbonizzate volatili tanto leggere da restare a lungo in sospensione nell’aria (“particolato sospeso”) e tanto minute, dette nanoparticelle, da poter penetrare negli spazi intercellulari della pelle umana e ancor più piccole, particelle ultrafini di diametro pari a 2,5 µm o meno (1 micrometro equivale a un milionesimo di metro), da poter addirittura entrano negli alveoli polmonari e nei globuli rossi che poi le convogliano in tutto il corpo. Inoltre la combustione ad altissime temperature ha la capacità di fondere tra loro i vari elementi bruciati “creando” particelle di nuove sostanze non presenti spontaneamente in natura e con elevato potere tumorale.

A oggi non esistono filtri che le possano bloccare totalmente, quelli più potenti attualmente riescono a contenere solo le particelle con diametro da 10 µm in su e hanno bisogno di essere regolarmente sostituiti, come i sacchetti di un aspirapolvere!

Quando poi questo particolato ricade al suolo, si deposita sui prodotti vegetali direttamente mangiati dall’uomo o mangiati dagli animali di cui poi si ciba l’uomo.

Riassumendo, queste particelle penetrano nel corpo umano per respirazione, assorbimento cutaneo e alimentazione.

Per rendere l’idea, anche una banale allergia da polline è una patologia derivante dalla respirazione di microparticelle (quelle del polline) sospese nell’aria.

Quando, per esempio, accendiamo un falò tra amici o un caminetto o un piccolo fuoco per bruciare qualunque cosa, e ci mettiamo proprio davanti e ne respiriamo il fumo, ci stiamo intossicando, quantunque in modo leggero e verosimilmente senza arrecare danni irreparabili.

Da questo però si può dedurre perché i fumatori, fumo passivo compreso, hanno un rischio cancerogeno molto elevato che non va addebitato solo alla nicotina ma al fatto in sé di respirare per un lungo periodo di vita il fumo di una grande quantità di sostanze bruciate.

Feti, bambini e anziani hanno, più di tutti, meno risorse immunitarie per difendersi da questi fattori cancerogeni; inoltre, mentre negli anziani il metabolismo di ricambio cellulare è notevolmente rallentato, e quindi altrettanto moderata è la virulenza di un fenomeno tumorale, nei bambini, e soprattutto nei feti, è molto veloce e le conseguenze sono importantissime e devastanti.

Olte agli effetti tumorali veri e propri, gli studi epidemiologici hanno mostrato anche una correlazione tra le concentrazioni di polveri nell’aria e la manifestazione di malattie croniche o di effetti acuti alle vie respiratorie: in particolare asma, bronchiti, enfisemi e anche danni al sistema cardiocircolatorio.

Da tutto ciò si può immaginare cosa succede a chi sta tutta la vita, giorno dopo giorno, in un tale ambiente, per esempio, le popolazioni che abitano nei pressi di un inceneritore.

Questa situazione è ulteriormente aggravata se occorre in luoghi geografici dove sussiste un ristagno d’aria.

La Pianura Padana è ben nota agli esperti per essere una sorta di conca geografica, climatica e atmosferica stagnante. Ben nota è, infatti, la popolare espressione “nebbia in val Padana” che allude appunto al fatto che ciò che aleggia nell’aria (in questo caso le molecole d’acqua che compongono la nebbia) vi permane.

Ebbene non si deve fare altro che sostituire, nell’esempio, alle micromolecole d’acqua il particolato prodotto dagli inceneritori per avere la percezione di quale sia la gravità della situazione nella Pianura Padana*.

*La Nasa ha fornito una foto scattata da un satellite che mostra la pianura Padana vista dall’alto e sotto una cappa di nanoparticelle: http://www.lafucina.it/2014/01/22/la-foto-della-nasa-che-fa-paura-al-nord-italia

Si pensi che da rilevazioni nel basso veneto si è appurata la presenza nell’aria di nanoparticelle derivanti da materiali non presenti in Veneto ma provenienti d’oltralpe; è evidente che la spiegazione è che il vento le ha trascinate qui, riuscendo a oltrepassare le Alpi, ma poi non le ha disperse proseguendo nel suo cammino perché si è “arenato” qui, non riuscendo a oltrepassare questa conca geografica stagnante. Alcuni comuni della Pianura Padana hanno addirittura posto il vincolo di un massimo di ore giornaliere per l’utilizzo delle stufe a pellet.

L’ecocamorra in collusione con la malapolitica cerca di far ingoiare la pillola ai cittadini tentando un distinguo su cosa viene bruciato e introducendo il concetto di biomassa; questo distinguo, per i motivi su esposti, non sta in piedi se non nel senso che bruciare materiali vegetali forse fa ammalare di cancro meno velocemente che bruciare plastica e metalli.

Un esempio che ne fornisca la prova? Proprio quello dei fumatori già citato in precedenza: il fumo che respirano i fumatori proviene da incenerimento di tabacco (una pianta vegetale) e la carta che la avvolge (derivata da corteccia d’albero); se non è biomassa questa?! Eppure l’effetto cancerogeno è scientificamente accertato!

Chi sarebbe contento di scegliere tra queste due opzioni o preferirebbe piuttosto non morire affatto di cancro da incenerimento?

Vanno infine considerate due importanti osservazioni:

1- la malapolitica ha prontamente aggirato anche questo distinguo, che, ricordiamolo, è comunque pretestuoso dal punto di vista della cancerogenicità, emanando il decreto ministeriale n. 22 del 14 febbraio 2013 (governo Monti) che, in parole povere, elimina il divieto di bruciare i rifiuti urbani e i rifiuti speciali (cambiandogli nome!) e, anzi, consente anche a cementifici e centrali termoelettriche di bruciarli; si notino inoltre il ricorso allo strumento legislativo del decreto, invece che alla legge, per impedire al Parlamento di dibattere e valutare attentamente la criticità di un tale provvedimento e la rapida entrata in vigore, il 29 marzo 2013, senza il benestare della Commissione Ambiente della Camera!*. Ovviamente i massmedia furono istruiti a non divulgare questi fatti e così pochi italiani sanno quale reale inganno si celi dietro la rassicurante espressione “centrale a biomasse”; di conseguenza se anche viene promesso a parole che si bruceranno solo vegetali, si potrà in realtà bruciare, in piena legalità, quasi di tutto.

Per avere un metro attuale e reale di questo stato di cose, basta confrontarci con i tedeschi: in Germania il governo sta chiudendo tutti i grandi inceneritori perché la cosa torna conveniente anche da un punto di vista strettamente e freddamente contabile: la spesa che sopporta il sistema sanitario statale per curare le patologie causate dagli inceneritori è notevolmente maggiore di quella di una gestione alternativa dello smaltimento dei rifiuti; invece in Italia lo stato favorisce i profitti dell’ecocamorra a scapito delle casse statali e della salute dei cittadini.

*Decreto 14 febbraio 2013, n. 22. Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. (13G00061) (GU Serie Generale n.62 del 14-3-2013). Di fatto è introdotta una disciplina che consente di trasformare i rifiuti urbani e speciali in Combustibile Solido Secondario (CSS), questi ultimi sono riclassificati da rifiuti a sottoprodotti e si rende consentito a grandi impianti di cementifici e centrali termoelettriche, sotto determinate condizioni, di utilizzare il CSS per la produzione di energia termica o elettrica, escludendo tale combustibile dalla disciplina dei rifiuti.

Testo del decreto: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/03/14/13G00061/sg

Definizione di Combustibile Solido Secondario: http://it.wikipedia.org/wiki/Combustibile_solido_secondario

Altro sito interessante: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00714929&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_m-atto_100141&parse=si&stampa=si&toc=no

2- esiste una valida alternativa all’incenerimento di materiale non vegetale ed è il riciclo, che salva la salubrità dell’ambiente e la sanità dei cittadini e crea economia sana con posti di lavoro diretti e indiretti (da indotto); mentre l’alternativa all’incenerimento di materiale vegetale è quello che già fanno dalla notte dei tempi gli uomini e madre natura: lasciare che i funghi, i microrganismi e gli agenti atmosferici lo decompongano spontaneamente in natura trasformandolo in nuovo humus nutritivo del terreno per un nuovo ciclo biologico naturale.

Il web è pieno di siti che spiegano queste cose; p. es., per i danni da nanoparticelle, si può leggere il pdf

http://www.nanodiagnostics.it/images/che_cosa_sono_le_nanopatologie.pdf

o si possono vedere delle videoconferenze registrate

http://www.youtube.com/watch?v=4dl6bAxAFu4&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=vA3HmgnOqjM&feature=player_embedded

Spero di essere riuscito a spiegare con parole semplici ciò che ecocamorra, malapolitica collusa e massmedia asservita non dicono.

Pietro Voto

febbraio 2014

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